Fotografia
Questa foto fa schifo! (Gestire le critiche senza passare alle mani)

QUESTA FOTO FA SCHIFO!

29/09/2016
Simone Poletti

Questa foto fa schifo! (Gestire le critiche senza passare alle mani)

“Le critiche sono fondamentali per la tua crescita”.

Tutti lo diciamo, ma spesso facciamo fatica ad accettarle.

Ecco alcuni consigli utili per gestire le critiche (anche quelle ingiuste),

senza farsi arrestare per aggressione!

 

Ieri sera stavo guardando una puntata registrata di Master of Photography.

C’è una cosa che mi ha colpito: durante la puntata il fotografo Bruce Gilden critica le immagini di uno dei concorrenti chiedendogli “Perché hai realizzato un’immagine così scarsa?“. E alla reazione piccata del concorrente risponde: “Bene, ecco perché tu sei lì e io sono qui…

Facciamo un salto indietro di qualche giorno, siamo nell’aula dove svolgiamo i nostri workshop e le lezioni dell’Accademia di Post. È la giornata finale di HiSpeed Photoshop, il nostro workshop sulle tecniche rapide di post-produzione.

Giro fra i tavoli al termine di un’esercitazione e una delle allieve chiude il monitor dicendo “No, no, non voglio che le vedi, le mie foto fanno schifo“.

 

Oggi, ripensando a questi due episodi mi sono chiesto:

 

Perché i fotografi fanno così fatica ad accettare le critiche altrui?

Perché scegliere un mestiere (o una passione) che espone le tue immagini,

la tua visione più intima e personale, al pubblico

se poi non sei in grado di gestirne il giudizio?

 

Ti è mai capitato di sentirti dire “Questa foto fa schifo“?

Se sì, fai parte del 99% dei fotografi, quelli che fanno vedere le loro foto anche ad altri, oltre che a se stessi 😉

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Fotografia
La fotografia che scende in piazza

LA FOTOGRAFIA CHE SCENDE IN PIAZZA

15/10/2014
Gloria Soverini

La fotografia che scende in piazza

È di luglio un articolo in cui mi e ti chiedevo “Siamo troppi?”, facendo una riflessione sul clima generale di pessimismo che ha coinvolto il mondo dei professionisti della fotografia – e non solo.
Oggi mi ritrovo a scriverne in modo più o meno collaterale, spinta dalla notizia di una manifestazione di fotografi professionisti a Roma il prossimo 11 novembre organizzata dall’Associazione Nazionale Fotografi Professionisti TAU Visual.

Se il digitale ha aperto le porte ad un mondo sommerso in cui pescare tesori inaspettati (vedi la possibilità di accesso alla fotografia, prima molto meno democratica, così come le occasioni di miglioramento o le aperture verso nuovi orizzonti), ha anche fatto sì che tutto questo entusiasmo straripasse in maniera più o meno incontrollata verso situazioni indesiderate.

Mi riferisco al fatto che, cito una frase fin troppo ricorrente, “con il digitale oggi sono tutti fotografi”.
Perché lo stesso tipo di parallelismo non viene fatto in altri campi come la scrittura o la cucina? Perché non si dice “Con una penna in mano sono tutti scrittori” o “Con una bella padella antiaderente sono tutti cuochi”?
Cosa c’è di diverso fra la fotografia e le altre attività?

L’esperienza di un professionista (e qui, onde evitare chiarimenti successivi, dico il bravo professionista) non è paragonabile a chi svolge un’attività per hobby o a tempo perso; e qui aggiungerebbe pure “Che mi dici della partita IVA? Le spese, le tasse, i contributi dei collaboratori?”.
Certo, ed è proprio questo il disagio che la manifestazione di Roma vuole esprimere, ovvero quello dei professionisti che lamentano una progressiva perdita di clienti a causa di un crescente numero di persone che entra nel mondo del lavoro senza farsi carico degli oneri del mestiere. LEGGI TUTTO >>