Storia della fotografia
Storia della Fotografia: Ferdinando Scianna

FERDINANDO SCIANNA

12/06/2019
Francesca Pone

Storia della Fotografia: Ferdinando Scianna

Ero molto indecisa su chi potesse essere lo storico fotografo da presentarti oggi 🤔

Ho dato una veloce occhiata a quali tra le mostre di questo periodo vorrei assolutamente vedere e… Mi è balzato all’occhio lui.

Oggi parliamo di…

Ferdinando Scianna!

 

Ferdinando Scianna
Ferdinando Scianna

 

Fino al 28 Luglio potrai trovare una selezione di 180 fotografie in bianco e nero in mostra: un’esperienza direi imperdibile e che profuma di estate, in quella meravigliosa città che è Palermo 🙂

 

Chi è Ferdinando Scianna?

 

Ferdinando nasce a Bagheria, in Sicilia, nel 1943. A diciassette anni sperimenta la sua grande passione per la fotografia: inizia a realizzare ritratti profondi, intimi e familiari della Bagheria.

La sua è un’attenta costruzione dell’immagine in bianco e nero che sfrutta le ombre generate dal sole rovente della Sicilia.

Dopo la scuola dell’obbligo, si iscrisse all’Università di Palermo per condurre gli studi in Lettere e Filosofia, che poco dopo interrompe e non porterà mai a termine. Proprio in quegli anni, aggiunge alla sua passione un metodo tecnico che gli consentirà di fare un grande balzo in avanti nelle sue doti fotografiche.

 

 

“È questo che fa il fotografo. Guarda il mondo e ogni tanto ne riconosce un istante significativo, significativo sul piano del racconto, e naturalmente tanto di più la forma lo accompagna tanto di più e di più significante viene raccontato. Insomma, per me foto e racconto è veramente un sinonimo. Non ho mai pensato alla fotografia altrimenti che così.”

 

 

Ferdinando Scianna, India 1997
Ferdinando Scianna, India 1997

 

 

Da sempre appassionato della scrittura e della letteratura, Scianna ebbe nel 1963 la fortuna di incontrare Leonardo Sciascia, noto scrittore siciliano. Ferdinando aveva appena vent’anni quando pubblicò il suo primo libro con Sciascia 🙂

 

Iniziò tutto per caso: lo scrittore partecipò per caso ad una delle prime mostre fotografiche del giovane fotografo e lì si incontrarono di persona e nacque un’amicizia fondamentale per il successo di Ferdinando.

“Feste religiose in Sicilia”, il primo libro in collaborazione dei due artisti, ebbe un grande successo ed ottenne persino il Premio Nadar.

 

 

Ferdinando Scianna

 

 

“Si può mentire con le fotografie. Si può persino dire la verità, per quanto ciò sia estremamente difficile. Il luogo comune vuole che la fotografia sia specchio del mondo ed io credo occorra rovesciarlo: il mondo é lo specchio del fotografo”

 

 

Dal 1967 si trasferisce a Milano dove comincia a lavorare come fotoreporter per L’Europeo ed è corrispondente da Parigi, dove vive poi per dieci anni.

A Parigi incontra Henri Cartier-Bresson, il quale aveva influenzato il suo stile ed il suo gusto fotografico. È grazie a Bresson che Scianna potrà definirsi l’unico fotografo italiano entrato a far parte della prestigiosa agenzia fotografica internazionale Magnum Photos.

 

 

Ferdinando Scianna
Ferdinando Scianna

 

 

“Nel 1983 ero un fotografo di Magnum, ma disoccupato. Quando decisi di andare in Spagna per fare un lavoro sulla Guerra Civile, Sciascia mi consigliò di andare a trovare Manuel Vásquez Montalbán. E così a Barcellona trovai un nuovo amico: la mia vita è scandita da incontri straordinari”

 

I diversi incontri fatti da Ferdinando Scianna gli hanno permesso di ottenere un grande successo nella sua vita 🙂

 

Negli anni Ottanta, inoltre, con il suo occhio siculo ed il suo desiderio di scoprire le piccole cose della vita, viene chiamato a realizzare delle campagne di alta moda: un esempio è la campagna per Dolce & Gabbana.

 

 

Ferdinando Scianna, Spot per Dolce&Gabbana 1987
Ferdinando Scianna, Spot per Dolce&Gabbana 1987

 

Ferdinando Scianna, Spot per Dolce&Gabbana 1987

 

 

Erano gli anni in cui i due giovani stilisti stavano appena emergendo e Stefano Gabbana adorava lo stile e l’espressività di Scianna, perché riteneva ci fosse un feeling tra loro.

Per Ferdinando la fotografia di moda era un allontanamento definitivo dagli insegnamenti di Bresson. Accettò di realizzare ugualmente la campagna, ma con un forte di senso di colpa per “tradire” l’arte ed il metodo del maestro.

Dolce&Gabbana aveva optato per la Sicilia come location della propria campagna pubblicitaria: il team era composto solo da Ferdinando, i due stilisti e la modella olandese Marpessa. Niente truccatori, niente parrucchieri!

 

 

Ferdinando Scianna, Spot per Dolce&Gabbana 1987
Ferdinando Scianna, Spot per Dolce&Gabbana 1987

 

 

Ferdinando Scianna, Spot per Dolce&Gabbana 1987
Ferdinando Scianna, Spot per Dolce&Gabbana 1987

 

 

Realizzare una campagna pubblicitaria fu un’esperienza tutta nuova per Scianna, che decise di ritrarre Marpessa in luoghi d’infanzia che già lui aveva raccontato con l’attività da fotoreporter. L’esperienza, con risultati favolosi e acclamati dal mondo della moda, fu il trampolino di lancio per collaborare anche con testate come Vogue e Grazia.

 

La fotografia di Scianna è testimonianza di un mondo sconosciuto e popolare, una ricerca dell’identità che si risolve nel senso di appartenenza ad una tradizione.

La Sicilia di Scianna è teatro dell’esistenza umana, in continua evoluzione ed in continuo divenire.

 

Oggi, dall’alto dei suoi ben 75 anni, Ferdinando Scianna scatta poche fotografie.

Ma il suo stile, il suo inconfondibile gioco di luci-ombre ed il suo occhio ancora ci ammaliano 🙂

 

 

“Dopo quarantanni di mestiere e di riflessione sono arrivato alla convinzione che la massima ambizione per una fotografia è di finire in un album di famiglia”

 

Francesca

News ed Eventi
Le mostre fotografiche di Giugno 2019

FOTOGRAFIA DI OLIVIERO TOSCANI

05/06/2019
Francesca Pone

Le mostre fotografiche di Giugno 2019

Tutte le mostre fotografiche in Italia a Giugno 2019!

(se vuoi segnalarci altre iniziative, scrivi un commento e le aggiungeremo alla lista)

 

 

* I n  C h i u s u r a *

 

Fotografia Europea 2019

Fino al 9 Giugno

Reggio Emilia

https://www.fotografiaeuropea.it/

 

Lee Miller

Fino al 9 Giugno

Palazzo Pallavicini – Bologna

https://www.palazzopallavicini.com/

 

Michael Gaffney. Muhammad Alì

Fino al 16 Giugno

PAN – Napoli

https://www.artribune.com/arti-visive/fotografia/2018/12/da-letizia-battaglia-a-vivian-maier-5-mostre-di-fotografia-da-non-perdere-nel-2019-in-italia/

 

Ando Gilardi. Italia 1950 – 1962

Fino al 16 Giugno

GAM – Torino

https://www.gamtorino.it/it/eventi-e-mostre/ando-gilardi-reporter

 

L’Italia dei Fotografi. 24 Storie d’Autore

Fino al 16 Giugno

M9 – Venezia Mestre

https://www.themammothreflex.com/grandi-fotografi/2018/12/18/mostra-italia-dei-fotografi-m9-mestre/?fbclid=IwAR0zq_oKuHL7gq8R8fKjOkdficSOJ0tOtvLDPsZwYdIEy-hd8JaRwq-sO4s

 

Fo.To – Fotografia a Torino 

Fino al 16 Giugno

Città di Torino

https://www.fotografi-a-torino.it/fo-to-progetto

 

Poeti a Roma. Resi superbi dall’amicizia

Fino al 23 Giugno

WEGIL – Roma

https://www.wegil.it/evento/poeti-a-roma/2019-03-30/

 

ROBERT MAPPLETHORPE. L’obiettivo sensibile

Fino al 30 Giugno

Gallerie Nazionali di Arte Antica – Roma

https://www.barberinicorsini.org/evento/robert-mapplethorpe-lobiettivo-sensibile/

 

Oliviero Toscani. Più di 50 anni di magnifici fallimenti

Fino al 30 Giugno

Museo Mar – Ravenna

http://www.mar.ra.it/ita/Mostra/Oliviero-Toscani

 

Photofestival Milano – 14^ edizione

Fino al 30 Giugno

Città di Milano

http://www.milanophotofestival.it/

 

 

* I n  C o r s o *

 

Steve McCurry. Leggere

Fino al 1° Luglio

Palazzo Madama, Corte Medievale – Torino

https://www.guidatorino.com/eventi-torino/steve-mccurry-leggere-mostra-torino-2019/

 

Ferdinando Scianna. Viaggio, memoria, racconto

Fino al 28 Luglio

GAM – Palermo

https://www.gampalermo.it/museo/mostre/ottobre-2005-oggi/625-scianna-2019.html

 

Letizia Battaglia. Fotografia come scelta di vita

Fino al 18 Agosto

Casa dei Tre Oci – Venezia

https://www.themammothreflex.com/grandi-fotografi/2018/12/19/letizia-battaglia-mostra-fotografia-venezia/

 

Franco Fontana. Sintesi

Fino al 25 Agosto

Palazzo Santa Margherita – Modena

https://zero.eu/it/news/una-grande-mostra-omaggio-a-franco-fontana-a-modena/

 

Tina Modotti

Fino al 1° Settembre

Palazzo Bisaccioni – Jesi

http://www.arte.it/calendario-arte/ancona/mostra-tina-modotti-fotografa-e-rivoluzionaria-59247

 

Berenice Abbott. Topographies

Fino all’8 Settembre

Palazzo delle Paure – Lecco

https://lecconotizie.com/cultura/le-fotografie-di-berenice-abbott-in-mostra-a-palazzo-delle-paure/

 

Buone mostre 🙂

 

Francesca

News ed Eventi
Adobe ti costringe ad aggiornare: facciamo chiarezza

22/05/2019
Francesca Pone

Adobe ti costringe ad aggiornare: facciamo chiarezza

Negli ultimi giorni è iniziata a circolare una notizia da parte di Adobe che ha preoccupato diversi utenti.

Alcuni di voi ci hanno scritto per avere informazioni in merito: cerchiamo, allora, di fare chiarezza sulla tempesta che ha colpito le vecchie suite Creative Cloud 😉

 

 

È stata una semplicissima mail da parte di Adobe a spaventare gran parte degli utilizzatori: l’azienda, infatti, sta comunicando agli utenti delle vecchie versioni di Adobe Creative Cloud che non dispongono più della licenza per utilizzare il pacchetto. Se intendono ancora fruirne, allora devono aggiornare la suite alle versioni più recenti.

Ma quello che più ha spaventato i clienti non è tanto il dover aggiornare la suite, accettando anche costi più elevati, bensì l’avviso da parte di Adobe di poter incorrere in potenziali denunce da terze parti per l’utilizzo (senza permesso) del software non aggiornato.

 

LEGGI TUTTO >>

Post-produzione
Una goccia alla volta: la post per lo Still Life Beverage

UNO STILL LIFE BEVERAGE DI GIORGIO CRAVERO

07/05/2019
Simone Poletti

Una goccia alla volta: la post per lo Still Life Beverage

La Post-Produzione per lo Still Life Beverage: una disciplina fra la meditazione e la velocità.

Faccio una premessa: la post e il vino sono due delle mie passioni più grandi, quindi questo articolo sarà pieno di doppi sensi fra bevande (da meditazione) e post (da sorseggiare). Perdonami 🙂

Oltre a fare il ritoccatore e ad aiutare i fotografi a far pace con la post, sono un appassionato di fotografia. Amo i ritratti e tutto ciò che è foto in studio, ma quando mi mettono davanti un oggetto con cui giocare e un kit di luci da poter torturare, lì davvero mi diverto come un matto.
Anche perché lo Still Life si adatta perfettamente al mio modo di fare post e alle cose che amo di più nel ritocco.
La post per lo Still Life è una roba da ossessivi compulsivi del pixel, fatta di precisione, tecnica e pazienza. Di superfici da pulire, colori da uniformare e portare perfettamente “a cromia”, oggetti da regolare, drizzare, rendere perfetti. Curve da lisciare, riflessi da eliminare o enfatizzare, una quantità spropositata di tracciati, maschere, gruppi e piccole regolazioni quasi impercettibili.

La post per lo Still Life Beverage porta tutto ad un livello superiore: è più difficile, più tecnica, più divertente e più appassionante!

Fare post per lo Still Life Beverage vuol dire avere un rapporto quasi simbiotico fra ritoccatore e fotografo: il lavoro dell’uno è determinante per quello dell’altro ed entrambi definiscono il risultato finale con la qualità del loro intervento.

Questo significa che il fotografo deve scattare il meglio possibile, curando ogni minimo dettaglio e confrontandosi spesso con il ritoccatore per decidere insieme cosa rifinire in post e cosa invece deve essere concluso già in scatto.

Alcune immagini, come lo splash di Aperol Spritz qui sopra, presuppongono l’uso di diversi scatti, preparati con attenzione e uniti in post per un risultato incredibile.

 

L’ingresso della post nella fotografia di Still Life (non solo di bevande), ha portato ad un incredibile aumento delle possibilità creative e della qualità del prodotto finale. Oggi sono possibili cose che semplicemente erano irrealizzabili senza l’intervento della post e gli stessi fotografi di still life scattano e “pensano” in modo diverso: con meno limiti, più velocità, più opportunità.

L’uso della post ha introdotto nello Still Life una serie di possibilità prima inimmaginabili: dal focus stacking agli effetti speciali come splash e composizioni di oggetti.

Oggi, anche grazie alla post, le immagini di still life sono più veloci da realizzare, più belle, più creative e alla portata di un maggior numero di fotografi.

Per questo è ancor più di prima fondamentale studiare, lavorare, esercitare e accrescere al massimo le proprie competenze per riuscire ad essere al top in un settore nel quale la qualità media dei professionisti è altissima e i migliori del mondo sfiorano vette incredibili.

Nel caso dello Still Life la solita frasetta da social “Sono tutti Fotografi” non vale proprio.

Se vuoi essere ad un livello da vero pro in questo settore devi diventare un fotografo di grande qualità e competenza tecnica e un ritoccatore con i controcazzi (scusa il termine, ma rende l’idea 😉 ).

 

Cosa serve per una post di qualità nello Still Life Beverage?

1. Fotografie di altissima qualità, concordate prima dell’inizio dei lavori

2. Conoscenza dei materiali e delle superfici

3. Capacità di realizzare tracciati super-precisi in brevissimo tempo

4. Capacità di interpretare la visione del fotografo e interpretarla al meglio

5. Velocità e precisione nella pulizia dell’immagine dai difetti

6. Competenza nella correzione colore

7. Gestione di luci, ombre e prospettive

8. Capacità di riprodurre effetti reali attraverso la post

1. Fotografie di altissima qualità, concordate prima dell’inizio dei lavori

Puoi essere il miglior ritoccatore del mondo, ma se gli scatti non sono di altissima qualità ti aspettano lunghe ore di lavoro scomodo e difficile per poi ottenere risultati discutibili. Sono il primo io ad accorgermene: quando lavoro sulle foto dei miei clienti (professionisti di alto livello), il lavoro è semplice, divertente e piuttosto veloce; quando invece creo immagini partendo da scatti miei (come fotografo sono un semplice appassionato), ho molte più difficoltà.

Una grande post non può sostituire un grande scatto.

 

2. Conoscenza dei materiali e delle superfici

Ogni materiale riflette la luce e si comporta in modo differente: non solo il fotografo, ma anche il ritoccatore deve saperlo. Altrimenti ci ritroviamo con vetri lucidi dai riflessi satinati, liquidi senza trasparenze, riflessioni su superfici a specchio ecc…

Se hai dubbi, prendi oggetti veri e guarda come reagiscono alla luce, come riflettono, come si specchiano. La Post deve, il più possibile, riprodurre effetti reali e veritieri: il modo migliore per ottenerli è “copiarli” dalla realtà (quando non è possibile ottenerli direttamente in scatto 😉 )

3. Capacità di realizzare tracciati super-precisi in brevissimo tempo

“Un tracciato è per sempre”.

Non l’ha detto Ansel Adams, l’ho detto io, ma rimane vero 🙂

Nello Still Life il tracciato è semplicemente l’unico modo sensato per separare parti dell’immagine in modo preciso, qualitativo e sempre editabile. Perché, come sempre, ogni cosa che fai in post deve essere sempre editabile e ripristinabile: devi sempre poter tornare indietro.

In un’immagine di Still Life possiamo avere anche 20/25 tracciati diversi, sono fondamentali e non ti pentirai MAI di aver preparato un tracciato in più.

Li odi? Vieni al mio workshop di Photoshop Base e farò in modo che scoppi l’amore! 😉

4. Capacità di capire la visione del fotografo e interpretarla al meglio

Capire quello che ha il fotografo in testa, che immagine ha in testa, quali sono per lui le caratteristiche imprescindibili e i difetti da eliminare.

Capire soprattutto qual è il messaggio che deve essere trasmesso, con quale tono e con che linguaggio.

Queste sono le cose che un ritoccatore DEVE saper fare. Ovviamente, se sei sia il fotografo che il ritoccatore, è molto più facile.

 

5. Velocità e precisione nella pulizia dell’immagine dai difetti

Esistono diverse tecniche per la pulizia e la correzione dei difetti, ognuno ha la sua preferita. Il mio consiglio principale è: trova il tuo modo, sii disposto a cambiarlo (io lo faccio piuttosto spesso), ma non lasciarti prendere dalle mode.

Per capirci: la “separazione delle frequenze” non è la soluzione ad ogni male e non è vero che è il metodo usato da TUTTI i ritoccatori professionisti. È vero però che può essere molto utile, mixata ad altre tecniche e che lo stesso metodo che utilizzi per correggere l’incarnato di una modella può essere usato per eliminare la polvere dal quadrante di un orologio o da un bicchiere.

Il tuo flusso di lavoro per l’eliminazione dei difetti deve essere:

1. Collaudato e a prova di bomba

2. Semplice per te (la semplicità è un fattore soggettivo, ma se usi un metodo che trovi astruso e non ti “calza” alla perfezione, meglio cambiarlo)

3. Deve preservare la texture dei materiali

4. Deve permetterti risultati di qualità altissima in tempi brevi

 

6. Competenza nella correzione colore

La correzione del colore è un fattore importantissimo in ogni tipo di Still Life. Soprattutto quando devi metter insieme scatti realizzati magari con luci leggermente diverse (per enfatizzare un dettaglio rispetto ad un altro) devi essere in grado di uniformare cromaticamente e tonalmente ogni parte dell’immagine.

7. Gestione di luci, ombre e prospettive

Conoscere il modo di muoversi della luce e delle ombre, per poter riprodurre certi effetti in post, è importantissimo.

Come è fondamentale conoscere la prospettiva e il funzionamento dei piani prospettici e focali. Per questo consiglio sempre ai miei ritoccatori di fare un corso di disegno: le regole del disegno sono le stesse che dovrai rispettare nella composizione di un’immagine digitale.

8. Capacità di riprodurre effetti reali attraverso la post

Nelle composizioni Beverage, come nelle immagini ambientate, può essere necessario ricreare effetti che in scatto non abbiamo potuto ottenere: dalle ombre di oggetti inseriti in un secondo momento a gocce d’acqua, fumo, ecc…

La soluzione migliore è sempre quella di avere uno scatto da montare, ma a volte capita che, per problemi di tempo o di disponibilità, si debba fare di necessità virtù. A quel punto, un po’ di esperienza e una bella banca di effetti e immagini pronte all’uso (raccolte nel tempo) può salvarti la vita 😉

Queste sono, secondo me, le cose che ti servono per una post da Pro nello Still Life Beverage, ma sono sicuro che ce ne possano essere tante altre: scrivi nei commenti quelle che vengono in mente a te 😉

Se vuoi diventare un Pro della Fotografia Still Life, non posso che consigliarti la Masterclass con Giorgio Cravero, a partire dal primo video-corso, dedicato proprio alla Fotografia di Beverage!

 

Ci sentiamo al prossimo articolo o al prossimo corso di FotografiaProfessionale!

A presto 🙂

 

Simone Poletti

News ed Eventi
Le mostre fotografiche di Maggio 2019

VIVIAN MAIER, UNTITLED, CHICAGO, IL, AUGUST 1976

03/05/2019
Francesca Pone

Le mostre fotografiche di Maggio 2019

Tutte le mostre fotografiche in Italia a Maggio 2019!

(se vuoi segnalarci altre iniziative, scrivi un commento e le aggiungeremo alla lista)

 

       * I n a u g u r a n o *

 

Fo.To – Fotografia a Torino 

Dal 3 Maggio al 16 Giugno

Città di Torino

https://www.fotografi-a-torino.it/fo-to-progetto

 

Mostra Fotografica Opere Premiate – 8° concorso nazionale Fotoclub Follonica

Fino al 1° Giugno

Pinacoteca Civica – Follonica

 

International Month of Photojournalism – Prima edizione 

Dal 10 al 26 Maggio

Città di Padova

https://www.padovaoggi.it/eventi/international-month-photojournalism-fotogiornalismo-padova-10-26-maggio-2019.html

 

* I n  C h i u s u r a *

 

Vivian Maier

Fino al 5 Maggio

Scuderie del Castello Visconteo – Pavia

http://www.milanotoday.it/eventi/vivian-maier-2019pavia.html?fbclid=IwAR1d_u05vbz8SJn1YqqT6b0wUy7Wbuwtscvy09DzpZS3DJYsKwwb-8cbBm0

 

Io sono, Birgit Jürgenssen

Fino al 19 Maggio

GAMeC – Bergamo

http://www.arte.it/calendario-arte/bergamo/mostra-birgit-j%C3%BCrgenssen-io-sono-58583

 

World Press Photo 2019

Fino al 26 Maggio

Palazzo delle Esposizioni – Roma

https://www.palazzoesposizioni.it/mostra/world-press-photo-2019

 

Il soggetto imprevisto, 1978. Arte e femminismo in Italia

Fino al 26 Maggio

Centro Arte Contemporanea – Milano

http://www.arte.it/calendario-arte/milano/mostra-il-soggetto-imprevisto-1978-arte-e-femminismo-in-italia-58783

 

Turbulent America. Jean-Pierre Laffont

Fino al 30 Maggio

Centro Culturale Candiani – Venezia

http://www.arte.it/calendario-arte/venezia/mostra-turbulent-america-jean-pierre-laffont-58473?fbclid=IwAR1jr4h5U6gN6gqhaHpqjfHtoP5OxQGupMdRnUDL3TqUBQkItA-2TFeR3Ac

 

* I n  C o r s o *

 

Wildlife Photographer of the Year

Fino al 2 Giugno

Forte di Bard

https://www.fortedibard.it/mostre/wildlife-photographer-of-the-year-2019/?fbclid=IwAR2ZJ5G_2QT-HvNer3_Fnj7k5FWuLefTutylSm2u_AXS8oCHwRajq_

 

Robert Capa. Retrospective

Fino al 2 Giugno

Mole Vanvitelliana – Ancona

https://www.mostrarobertcapa.it/?fbclid=IwAR1p4kY0ELNvGa3THxW4uKHZuc2A–BhekUU-WxoB_AXkcN2d61dRnrzhqw

 

Inge Morath. La vita, la fotografia

Fino al 2 Giugno

Casa dei Carraresi – Treviso

https://www.ilturista.info/blog/14558-La_Mostra_su_Inge_Morath_a_Treviso_Casa_dei_Carraresi/

 

Fotografia Europea 2019

Fino al 9 Giugno

Reggio Emilia

https://www.fotografiaeuropea.it/

 

Lee Miller

Fino al 9 Giugno

Palazzo Pallavicini – Bologna

https://www.palazzopallavicini.com/

 

Michael Gaffney. Muhammad Alì

Fino al 16 Giugno

PAN – Napoli

https://www.artribune.com/arti-visive/fotografia/2018/12/da-letizia-battaglia-a-vivian-maier-5-mostre-di-fotografia-da-non-perdere-nel-2019-in-italia/

 

Ando Gilardi. Italia 1950 – 1962

Fino al 16 Giugno

GAM – Torino

https://www.gamtorino.it/it/eventi-e-mostre/ando-gilardi-reporter

 

L’Italia dei Fotografi. 24 Storie d’Autore

Fino al 16 Giugno

M9 – Venezia Mestre

https://www.themammothreflex.com/grandi-fotografi/2018/12/18/mostra-italia-dei-fotografi-m9-mestre/?fbclid=IwAR0zq_oKuHL7gq8R8fKjOkdficSOJ0tOtvLDPsZwYdIEy-hd8JaRwq-sO4s

 

Poeti a Roma. Resi superbi dall’amicizia

Fino al 23 Giugno

WEGIL – Roma

https://www.wegil.it/evento/poeti-a-roma/2019-03-30/

 

ROBERT MAPPLETHORPE. L’obiettivo sensibile

Fino al 30 Giugno

Gallerie Nazionali di Arte Antica – Roma

https://www.barberinicorsini.org/evento/robert-mapplethorpe-lobiettivo-sensibile/

 

Oliviero Toscani. Più di 50 anni di magnifici fallimenti

Fino al 30 Giugno

Museo Mar – Ravenna

http://www.mar.ra.it/ita/Mostra/Oliviero-Toscani

 

Photofestival Milano – 14^ edizione

Fino al 30 Giugno

Città di Milano

http://www.milanophotofestival.it/

 

Steve McCurry. Leggere

Fino al 1° Luglio

Palazzo Madama, Corte Medievale – Torino

https://www.guidatorino.com/eventi-torino/steve-mccurry-leggere-mostra-torino-2019/

 

Ferdinando Scianna. Viaggio, memoria, racconto

Fino al 28 Luglio

GAM – Palermo

https://www.gampalermo.it/museo/mostre/ottobre-2005-oggi/625-scianna-2019.html

 

Letizia Battaglia. Fotografia come scelta di vita

Fino al 18 Agosto

Casa dei Tre Oci – Venezia

https://www.themammothreflex.com/grandi-fotografi/2018/12/19/letizia-battaglia-mostra-fotografia-venezia/

 

Franco Fontana. Sintesi

Fino al 25 Agosto

Palazzo Santa Margherita – Modena

https://zero.eu/it/news/una-grande-mostra-omaggio-a-franco-fontana-a-modena/

 

Tina Modotti

Fino al 1° Settembre

Palazzo Bisaccioni – Jesi

http://www.arte.it/calendario-arte/ancona/mostra-tina-modotti-fotografa-e-rivoluzionaria-59247

 

Buone mostre 🙂

 

Francesca

Interviste
La visual engineering di Steve Giralt

STEVE GIRALT

30/04/2019
Francesca Pone

La visual engineering di Steve Giralt

Il mondo della comunicazione si sta evolvendo e, con esso, anche le tecnologie e i processi stanno cambiando. Il tempo ha dato vita a nuove tecnologie che sono entrate, sempre più, a far parte della nostra vita: parliamo dei bracci robotici sì, ma non solo.

Steve Giralt, visual engineer, ha sfruttato questi nuovi processi per ripensare e ricreare gli schemi della fotografia e del video: dall’incontro fra ingegneria e fotografia sono nati contenuti mai visti, dinamici ed unici e Steve ha lasciato campo libero alla propria creatività creando nuovi modi di vedere il quotidiano.

Così sono volata dall’altra parte dell’oceano (solo con la testa, purtroppo) e ho fatto qualche domanda a Giralt e al suo modo tutto innovativo di dedicarsi alla fotografia.

 

 

Steve Giralt
Steve Giralt

 

FP: Raccontati: chi è Steve Giralt?

SG: Nato da subito come fotografo, sono diventato poi un regista ed infine mi sono affermato come visual engineer.

Sono originario di Miami, ma poi ho lasciato la città per studiare fotografia pubblicitaria al college, presso il Rochester Institute of Technology di New York.

 

FP: Quando e come è cominciata la tua professione da fotografo?

SG: Faccio parte della prima generazione di cubani-statunitensi di Miami. Ho avuto per la prima volta tra le mani una macchina fotografica al liceo, quando realizzavo qualche scatto durante gli eventi sportivi scolastici. Ho apprezzato il poter acquisire competenze in camera oscura e mi sono innamorato della magia della fotografia.

 

 

Dopo il liceo ho trovato lavoro come fotografo per realizzare ritratti per gli annuari scolastici, ma poco dopo ho lasciato per poter studiare fotografia a New York.

Così, concluso il college, mi sono trasferito di nuovo per poter affiancare altri fotografi ed iniziare a realizzare shooting per alcuni magazine. Pochi anni dopo, ho iniziato a dedicarmi alla fotografia di prodotto e ho avviato il mio primo studio a Manhattan: con il passare del tempo, ho cominciato a fotografare sempre di più, ad ottenere commissioni sempre più importanti e a realizzare grandi lavori pubblicitari. Sono davvero innamorato del lavoro che faccio: trovo affascinante il dover risolvere problemi.

 

FP: Da chi hai tratto ispirazione per realizzare i tuoi lavori e creare questo stile unico? Quali sono le tue icone di riferimento?

SG: Mi sono sempre ispirato più ai film che ad altri fotografi: quando guardo dei film, ne esco sempre ricco di tante nuove idee da poter realizzare nei miei scatti. Penso a Stephen Spielberg, a Tony Scott, ai fratelli Coen, Peter Jackson, Quentin Tarantino e molti altri.

 

FP: Ho visto che realizzi sia fotografie che video commerciali. Credi che foto e video siano due campi distinti o dipendenti l’uno dall’altro?

SG: Penso che la linea sottile che prima separava fotografia e video, in realtà, ora sia scomparsa completamente. Per me sono un’unica cosa: spesso io penso ad una storia per poterla prima raccontare con il video e poi anche con la fotografia.

 

FP: Che formazione hai seguito per arrivare ad essere chi sei oggi?

SG: Dopo aver studiato fotografia pubblicitaria, ho seguito e seguo tutt’ora alcuni corsi che sono stati di grande influenza per permettermi di fare il lavoro che faccio oggi. Ho partecipato a corsi di saldatura, di lavorazione del legno, realizzazione di circuiti elettronici e alimentatori; poi ho appreso come utilizzare software come Arduino e Maya e tanto altro.

Ho utilizzato tutte queste nozioni acquisite assieme alle mie conoscenze di fotografia per raccontare le storie che racconto oggi.

 

 

FP: Da dove nasce la definizione “Visual Engineering” e cosa significa?

SG: “Visual Engineering” descrive per me il lavoro che faccio e amo svolgere bene. Ho combinato insieme tecnologie ingegneristiche con tradizionali tecniche di fotografia e di video making per raccontare storie.

Penso che la storia che creiamo e come progettiamo uno strumento o un metodo abbiano una grande rilevanza nel modo in cui raccontiamo. Raramente utilizzo gli stessi strumenti e metodi due volte, cerco di innovare costantemente il modo in cui fotografiamo i diversi soggetti; questo vale sia per i miei progetti personali che per i lavori che ci commissionano.

 

FP: Che valore aggiunto dà l’applicazione dell’ingegneria agli effetti speciali che utilizzi in fotografia e video? Da dove nasce quest’idea?

SG: L’applicazione di nozioni ingegneristiche ci permette di catturare effetti visivi e punti di vista che non si sono mai potuti vedere prima. Ci permette anche di ottenere scatti più proficui dato che si commettono meno “errori umani” quando i robot fanno la parte più grossa del lavoro.

 

FP: Cosa significa dover lavorare con dei bracci robotici? Come ti trovi a lavorare con loro e quali funzioni hanno sul set?

SG: Amo i robot e nel mio studio utilizzo alcuni bracci robotici come miei fedeli assistenti: il braccio Bolt lo utilizzo per i movimenti di camera ad alta velocità, mentre gli altri due sono impiegati per muovere le luci o per realizzare movimenti in cui è necessaria tanta precisione. I bracci robotici mi permettono di avere tanta precisione e controllo sul set: io li programmo e loro fanno esattamente quello che chiedo loro di fare.

 

 

 

FP: Cosa c’è dietro la realizzazione di uno scatto fatto con l’aiuto di un braccio robotico? Sul set lavorano con te altre persone?

SG: In base alla tipologia di lavoro che c’è da fare, utilizzo i bracci robotici oppure vengo affiancato solo dal mio team. Ci sono lavori per i quali non utilizzo alcun robot e tutto quello che si vede è realizzato da persone in carne ed ossa: dipende tutto da qual è la storia che stiamo cercando di raccontare.

Sul set comunque ci sono sempre i ragazzi del mio team ad assistermi, non importa quanti robot ci siano.

 

FP: Molte delle tue foto presentano esplosioni di colori, di liquidi, fiamme. Come gestisci tutto questo su un set? Realizzi tutto con l’ausilio dei bracci robotici?

SG: Di solito per queste cose non utilizziamo i robot, ma utilizziamo strumenti realizzati appositamente per l’occasione e l’effetto che desideriamo ottenere. I bracci robotici ci sono di notevole supporto, invece, quando dobbiamo utilizzare fuoco e fiamme: in questi casi la sicurezza delle persone sul set è molto importante.

 

FP: Ti occupi personalmente dello styling del set o hai delle figure apposite che lo fanno per te? Come studi la preparazione di un set?

SG: Sul set, al mio fianco, c’è sempre una grande varietà di stylist: food stylist, prop stylist, costruttori di scenografie. Lavoriamo in stretta collaborazione per essere certi che i risultati finali siano perfettamente quelli desiderati e ipotizzati durante la fase di creazione dello scatto.

 

 

 

FP: Qual è il tuo rapporto con la post-produzione? Te ne occupi personalmente?

SG: Mi occupo personalmente della post-produzione del materiale che condivido sul mio profilo Instagram, ma per tutti i lavori che realizziamo commissioniamo la post-produzione a professionisti del settore: dobbiamo essere sicuri che quello che abbiamo immortalato sul set diventi una fantastica storia da “leggere” sullo schermo. La post-produzione è molto importante per fornire agli scatti un valore aggiunto.

 

FP: Che consigli daresti a chi vuole iniziare ad osare e ottenere questi effetti nella fotografia e nel video?

SG: Prima di tutto, bisogna essere sicuri di star utilizzando gli effetti speciali giusti per ottenere il risultato tanto sperato. Anche gli effetti devono essere in grado di aggiungere valore alla storia che stai cercando di raccontare. All’inizio bisogna acquisire dimestichezza con gli effetti speciali più semplici, poi man mano si possono complicare i giochi. Se quel che stiamo realizzando è pericoloso, bisogna essere ancora più attenti per evitare che nessuno si faccia del male sui set.

 

FP: C’è qualcosa che non ti ho chiesto e vorresti dirmi di te?

SG: Una cosa davvero unica del mio lavoro è che spesso costruisco io stesso le luci che utilizzo sul set: lavoriamo spesso con l’high speed camera Phantom ad alti frame rates e questo richiede grandi quantità di luce senza sfarfallii.

Principalmente mi definisco uno storyteller ed un regista; spesso le persone pensano che io trascorra il mio tempo a realizzare tutte le tecnologie e gli strumenti del set, ma in realtà ho una persona che lavora per me e che fa la maggior parte del lavoro. Io do vita ai concetti principali delle storie che stiamo per raccontare e propongo le tecnologie che dovremmo realizzare per rendere quelle storie realtà, ma raramente sono quello che costruisce tutto.

 

FP: Grazie mille Steve per la tua intervista, a presto!

 

Puoi scoprire l’arte di Steve Giralt sui suoi canali social:

Sito web

Instagram

Youtube

Vimeo

 

Francesca

News ed Eventi
Le mostre fotografiche di Aprile 2019

PIXY LIAO, “IT’S NEVER BEEN EASY TO CARRY YOU”, 2003

01/04/2019
Francesca Pone

Le mostre fotografiche di Aprile 2019

Tutte le mostre fotografiche in Italia ad Aprile 2019!

(se vuoi segnalarci altre iniziative, scrivi un commento e le aggiungeremo alla lista)

 

 

* I n a u g u r a n o*

 

A Beautiful Image. Horst P. Horst

Dal 12 Aprile al 9 Giugno

Palazzo Magnani – Reggio Emilia

https://www.fotografiaeuropea.it/fe2019/mostra/horst-p-horst/

 

Unbridled Curiosity. Larry Fink

Dal 12 Aprile al 9 Giugno

Palazzo Da Mosto – Reggio Emilia

https://www.fotografiaeuropea.it/fe2019/mostra/larry-fink/

 

Arabian Transfer. Michele Nastasi

Dal 12 Aprile al 9 Giugno

Palazzo Da Mosto – Reggio Emilia

https://www.fotografiaeuropea.it/fe2019/mostra/michele-nastasi-2/

 

Crack. Jacopo Benassi

Dal 12 Aprile al 9 Giugno

Chiostri di San Pietro – Reggio Emilia

https://www.fotografiaeuropea.it/fe2019/mostra/jacopo-benassi/

 

Giovane Fotografia Italiana #7 

Dal 12 Aprile al 9 Giugno

Chiostri di San Domenico – Reggio Emilia

https://www.fotografiaeuropea.it/fe2019/mostra/famiglie-un-mondo-di-relazioni/

 

Confessioni. Canzoni vissute

Dal 12 Aprile al 9 Giugno

Spazio Gerra – Reggio Emilia

https://www.fotografiaeuropea.it/fe2019/mostra/confessioni/

 

Obiettivo Granata: 1919 – 1929. Origine e ascesa della Reggiana Calcio

Dal 12 Aprile al 9 Giugno

Spazio Scapinelli – Reggio Emilia

https://www.fotografiaeuropea.it/fe2019/mostra/obiettivo-granata-1919-1929/

 

Pixy Liao. Experimental Relationship

Dal 12 Aprile al 9 Giugno

Chiostri di San Pietro – Reggio Emilia

https://www.fotografiaeuropea.it/fe2019/mostra/pixy-liao/#

 

Master of Photography – The Exhibition

Dal 12 Aprile al 9 Giugno

Chiostri di San Pietro – Reggio Emilia

https://www.fotografiaeuropea.it/fe2019/mostra/master-of-photography/

 

 

 

* I n  C h i u s u r a *

 

Robert Mapplethorpe. Coreografia per una mostra

Fino all’8 Aprile

Museo Donnaregina – Napoli

http://www.madrenapoli.it/mostre/robert-mapplethorpe/?fbclid=IwAR2XKHy4YkSZ6l0Hgmd0he978ufItVBFmCjsKVuhWevypNk1acSTR4xYlyk

 

Coco, Audrey, Jackie: Lo Stile Senza Tempo. Fotografie Di Mark Shaw

Fino al 14 Aprile

Mantova Outlet Village – Mantova

http://www.mantovaoutlet.it/it/land-of-mantova/coco-audrey-jackie-lo-stile-senza-tempo-fotografie-di-mark-shaw

 

Thomas Struth: Nature & Politics

Fino al 22 Aprile

MAST – Bologna

https://www.panorama.it/foto/grandi-fotografi/thomas-struth-mostra-al-mast-bologna/

 

Denis Hopper

Fino al 28 Aprile

Galleria Ono Arte – Bologna

http://www.onoarte.com/index.php

 

Ernst Haas. Marylin Monroe & The Misfits

Fino al 28 Aprile

Galleria Ono Arte – Bologna

http://www.onoarte.com/gallery/index.php

 

Icons. Steve McCurry

Fino al 28 Aprile

Palazzo GIL – Campobasso

http://www.fondazionecultura.it/?q=node/1494

 

 

* I n  C o r s o *

 

Alessandro Imbriaco. Un posto dove stare

Fino al 1° Maggio

Parco Archeologico Appia Antica – Roma

http://www.parcoarcheologicoappiaantica.it/eventi/alessandro-imbriaco-un-posto-dove-stare/

 

Vivian Maier

Fino al 5 Maggio

Scuderie del Castello Visconteo – Pavia

http://www.milanotoday.it/eventi/vivian-maier-2019pavia.html?fbclid=IwAR1d_u05vbz8SJn1YqqT6b0wUy7Wbuwtscvy09DzpZS3DJYsKwwb-8cbBm0

 

Wildlife Photographer of the Year

Fino al 2 Giugno

Forte di Bard

https://www.fortedibard.it/mostre/wildlife-photographer-of-the-year-2019/?fbclid=IwAR2ZJ5G_2QT-HvNer3_Fnj7k5FWuLefTutylSm2u_AXS8oCHwRajq_

 

Robert Capa. Retrospective

Fino al 2 Giugno

Mole Vanvitelliana – Ancona

https://www.mostrarobertcapa.it/?fbclid=IwAR1p4kY0ELNvGa3THxW4uKHZuc2A–BhekUU-WxoB_AXkcN2d61dRnrzhqw

 

Inge Morath. La vita, la fotografia

Fino al 2 Giugno

Casa dei Carraresi – Treviso

https://www.ilturista.info/blog/14558-La_Mostra_su_Inge_Morath_a_Treviso_Casa_dei_Carraresi/

 

Lee Miller

Fino al 9 Giugno

Palazzo Pallavicini – Bologna

https://www.palazzopallavicini.com/

 

Michael Gaffney. Muhammad Alì

Fino al 16 Giugno

PAN – Napoli

https://www.artribune.com/arti-visive/fotografia/2018/12/da-letizia-battaglia-a-vivian-maier-5-mostre-di-fotografia-da-non-perdere-nel-2019-in-italia/

 

L’Italia dei Fotografi. 24 Storie d’Autore

Fino al 16 Giugno

M9 – Venezia Mestre

https://www.themammothreflex.com/grandi-fotografi/2018/12/18/mostra-italia-dei-fotografi-m9-mestre/?fbclid=IwAR0zq_oKuHL7gq8R8fKjOkdficSOJ0tOtvLDPsZwYdIEy-hd8JaRwq-sO4s

 

ROBERT MAPPLETHORPE. L’obiettivo sensibile

Fino al 30 Giugno

Gallerie Nazionali di Arte Antica – Roma

https://www.barberinicorsini.org/evento/robert-mapplethorpe-lobiettivo-sensibile/

 

Steve McCurry. Leggere

Fino al 1° Luglio

Palazzo Madama, Corte Medievale – Torino

https://www.guidatorino.com/eventi-torino/steve-mccurry-leggere-mostra-torino-2019/

 

 

Ferdinando Scianna. Viaggio, memoria, racconto

Fino al 28 Luglio

GAM – Palermo

https://www.gampalermo.it/museo/mostre/ottobre-2005-oggi/625-scianna-2019.html

 

 

Letizia Battaglia. Fotografia come scelta di vita

Fino al 18 Agosto

Casa dei Tre Oci – Venezia

https://www.themammothreflex.com/grandi-fotografi/2018/12/19/letizia-battaglia-mostra-fotografia-venezia/

 

Franco Fontana. Sintesi

Fino al 25 Agosto

Palazzo Santa Margherita – Modena

https://zero.eu/it/news/una-grande-mostra-omaggio-a-franco-fontana-a-modena/

 

 

Buone mostre 🙂

 

Francesca

Interviste
Stefano Oppo: mantenersi con la fotografia stock

FOTOGRAFIA DI STEFANO OPPO

18/03/2019
Francesca Pone

Stefano Oppo: mantenersi con la fotografia stock

Manca davvero poco al Photography PRO Day 🙂

Stefano Oppo, fotografo stock, sarà uno degli otto magnifici relatori di quest’edizione.

Se ancora non conosci il mondo della fotografia stock, non puoi assolutamente perderti la nostra chiacchierata 😉

Stefano Oppo
Stefano Oppo

 

 

FP: Ciao Stefano, innanzitutto grazie per l’intervista. Raccontaci chi sei!

 

Sono Stefano Oppo e sono un fotografo e videomaker professionista da oltre trent’anni 🙂

 

FP: Quando e come hai iniziato ad essere un fotografo stock? Ora lo sei a tempo pieno?

 

Ho iniziato nel 1995: l’agenzia fotografica di Milano per cui lavoravo distribuiva tramite cataloghi cartacei le immagini delle grosse agenzie di stock americane, tedesche e olandesi.

Quando decise di mettersi in proprio e di creare una collezione tutta Italiana, mi fece un contratto per realizzare 50 produzioni. Probabilmente sono stato il primo fotografo a realizzare produzioni di stock a Milano. Da lì poi sono stato contattato da agenzie con cui lavoro tutt’ora.

 

Fotografia di Stefano Oppo

 

FP: Come ti sei approcciato alla fotografia stock?

 

Inizialmente non è stato facile: dovevo fare tutto da solo, cercare truccatori promettenti che non facessero pagare troppo, dovevo trovare una stylist che portasse vestiti ma anche accessori e oggetti di scena e, soprattutto, dovevo trovare modelli a basso costo, in un periodo in cui i modelli a Milano costavano davvero tanto.

 

FP: Quali sono i criteri con cui un’agenzia stock seleziona i propri fotografi?

 

Non è l’agenzia che sceglie i fotografi di stock, ma è il fotografo che decide se fare stock. È un mestiere che richiede molta costanza e molto impegno: conosco fotografi professionisti che sono stati contattati da grosse agenzie ma poi non hanno continuato, altri invece che non sono neanche fotografi hanno presentato i loro lavori ad un’agenzia e sono stati ingaggiati.

Fotografia di Stefano Oppo
Fotografia di Stefano Oppo

 

FP: Che consigli daresti a quelli che vogliono far diventare la fotografia stock una fonte di guadagno a tempo pieno?

 

Non scoraggiarsi se gli inizi sono poco promettenti: la fotografia di stock funziona come un volano, deve prendere velocità prima di decollare. Inoltre iniziare da soli è molto difficile perché i contenuti che vengono richiesti dal mercato sono difficili da individuare senza una esperienza specifica.

 

Fotografia di Stefano Oppo

 

FP: Come vedi il rapporto tra fotografia e post-produzione? Ti occupi personalmente della post dei tuoi scatti?

 

È un rapporto strettissimo: la post ha la stessa importanza che aveva una volta il laboratorio di sviluppo quando bisognava avere un amico sviluppatore per ottenere i risultati desiderati! Oggi bisogna saper utilizzare sia Lightrooom che Photoshop. Personalmente sono molto esigente e mi piace controllare tutte le fasi, dallo scatto alla post produzione. Se non fossi in grado di farmi la post da solo, allora dovrei trovare qualcuno coi miei stessi gusti estetici.

 

FP: Quali sono i soggetti che preferisci fotografare? E quelli più venduti tra le tue fotografie?

 

Mi piace molto fotografare le persone, infatti quelli sono anche gli scatti più venduti. Questo, però, non vuol dire necessariamente che siano quelle che fanno guadagnare di più…
Fotografia di Stefano Oppo

 

FP: Il 23 Marzo sarai al Photography PRO Day. Su cosa sarà impostato il tuo speech? Sei emozionato?

 

Non tutti conoscono il mercato della fotografia di stock, quindi parlerò di come si diventa fotografi di stock e di cosa bisogna fare per avere successo in quel campo, ancora oggi poco conosciuto 🙂

 

FP: C’è qualcosa che non ti ho chiesto e vorresti dirmi?

 

La fotografia di stock è un mercato che, con poco impegno, permette di avere un introito mensile. Quanto grande dipende da noi, tutto sta ad iniziare 😉

 

FP: Allora ci vediamo il 23 Marzo, grazie Stefano!

 

Francesca

Interviste
Riccardo Pieri, fotografo di emozioni

FOTOGRAFIA DI RICCARDO PIERI

15/03/2019
Francesca Pone

Riccardo Pieri, fotografo di emozioni

Cosa significa fotografare matrimoni oggi?

Significa emozionarsi e dare vita ad un racconto personale, un reportage fedele fatto di stati d’animo, condivisioni e soprattutto persone che hanno reso meraviglioso il giorno più importante nella vita di una coppia 🙂

Tutto questo con uno stile personale e “fuori moda”.

Perché le mode passano, proprio come dice Riccardo Pieri 😉

Il 23 Marzo, Riccardo sarà uno dei relatori al Photography PRO Day 2019: in attesa del suo intervento, ho scambiato con lui qualche parola per capire com’è oggi la fotografia matrimonialista 🙂

 

Riccardo Pieri
Riccardo Pieri

 

FP: Raccontaci chi sei 🙂

Piacere, sono Riccardo!
Amo la vita, i viaggi e la mia famiglia. Tutto ciò che è naturale mi mette di buon umore per il semplice motivo che odio la finzione, dovuta ad ogni contesto.

Odio svegliarmi presto al mattino, rispondere in tempo reale ai messaggi, ma soprattutto odio i luoghi comuni.

Fare il fotografo per me vuol dire emozionarsi, scoprire e condividere: amo con tutto me stesso il mio lavoro, da sempre. Sono tra quelle persone fortemente convinte che se qualcosa va male nella nostra professione dipende quasi sicuramente da noi stessi e dal nostro approccio; dare la colpa agli altri è fin troppo facile e dannoso.

 

FP: Quando e come è iniziata la tua carriera da fotografo matrimonialista?

Sono fotografo matrimonialista dal 2012, è iniziato tutto per caso, o quasi.

Forte di questa passione ho deciso di lasciare il mio lavoro precedente per dedicarmi a tempo pieno al settore fotografico.
Inizialmente i dubbi mi perseguitavo ogni secondo, e ancora oggi, a distanza di quasi 7 anni non se ne sono andati. Credo che questo sia anche normale perché ogni giorno siamo costretti ad affrontare nuove sfide per fa si che la nostra professionalità resti tale.

 

Fotografia di Riccardo Pieri
Fotografia di Riccardo Pieri

 

FP: Cosa significa per te fare il fotografo matrimonialista oggi?

Tanto…veramente. Per chi ci affida il compito di raccontare uno dei giorni più importanti della vita dobbiamo avere sempre massimo rispetto e concentrazione unita, ovviamente, ad un’alta tecnica fotografica.

Con tutti i mezzi che ormai hanno a disposizione i nostri clienti, direi proprio che sono abituati a vedere ottime immagini, per cui dobbiamo cercare di stupirli, ma sopratutto emozionarli, con ogni mezzo possibile.

 

FP: Usi i social network? Sono utili nel lavoro di un fotografo?

Non usare oggi l’aiuto dei social network per mostrare e, soprattutto, promuovere la nostra attività, sarebbe veramente dannoso per la nostra professione. Attenzione, però, a non abusarne o a credere che possano sostituire la nostra personalità: questo ancora non è possibile. Ricordatevi un’altra cosa, forse la più importante: avere tanti like non significa che le nostre fotografie sono migliori rispetto ad altre con pochi.

 

FP: Come vedi il rapporto tra fotografia e post-produzione?

Credo che entrambi gli argomenti vadano di pari passo. Fotografare e post-produrre in un determinato modo ci permette di avere una precisa personalità in termini qualitativi del lavoro. Credo altrettanto fortemente che una pessima fotografia non potrà mai diventare bella grazie ad un’accurata fase di elaborazione, invece una buona fotografia grazie ad un’ottima post-produzione possa diventare vincente.

 

Fotografia di Riccardo Pieri
Fotografia di Riccardo Pieri

 

FP: Ti occupi personalmente della post-produzione dei tuoi scatti?

Assolutamente sì! Come ho detto in precedenza, fa parte del nostro modo di vedere la fotografia, in particolare quando riguarda un racconto personale; al contrario invece, se si tratta di scatti di Still Life oppure di architettura non avrei alcun dubbio, mi affiderei a chi meglio di me sa usare i vari programmi di elaborazione grafica.

 

FP: Che consigli daresti a chi vuole fare il fotografo matrimonialista oggi?

Bisogna avere uno stile proprio e fresco, senza trarre spunto dai tanti blog che si trovano in giro. Le mode passano, il vostro gusto non lo farà mai se lo tenete costantemente attivo.

 

Fotografia di Riccardo Pieri
Fotografia di Riccardo Pieri

 

FP: Il 23 Marzo sarai ospite del Photography PRO Day. Di cosa parlerai e quali strategie condividerai?

Sarà per me un grande onore prendere parte al Photography PRO Day e cercherò prima di tutto di trasmettervi la mia passione per la fotografia e vi darò qualche consiglio utile per intraprendere questa fantastica professione.

 

FP: C’è qualcosa che vorresti dirmi e che non ti ho chiesto?

Una cosa vorrei dirla: per fare questo lavoro dobbiamo essere prima in pace con noi stessi, altrimenti non possiamo certamente esserlo con gli altri e questo trasparirebbe dalle nostre foto.

 

Fotografia di Riccardo Pieri
Fotografia di Riccardo Pieri

 

FP: Ci vediamo il 23 Marzo allora 😉

 

 

Francesca 

Interviste
La rivoluzione della fotografia secondo Luca Pianigiani

MARKETING E COMUNICAZIONE NEL MONDO DELLA FOTOGRAFIA

14/03/2019
Francesca Pone

La rivoluzione della fotografia secondo Luca Pianigiani

Luca Pianigiani è un giornalista molto impegnato che, tra un lavoro e l’altro, mi ha sopportata e ha risposto a qualche mia domanda in vista del Photography PRO Day 😉

Luca, infatti, sarà uno dei relatori dell’edizione 2019 e il suo intervento si focalizzerà su com’è oggi la fotografia in un mondo quasi completamente digitale 🙂

Luca Pianigiani
Luca Pianigiani

 

FP: Raccontati, chi sei?

 

Sono nato con la fotografia (praticamente mi sono sviluppato con il D-76… scusate, roba antica, forse serve cercarla su Google) ma mi sono convinto presto (e mi davano del pazzo) che la fotografia sarebbe “entrata” dentro un computer.
Visto che non ci capivo nulla, ho studiato tanto e quindi hanno iniziato ad indicarmi come “esperto”, una cosa facile quando si è tra i pochi a parlare di qualcosa che nessuno conosce. Poi sono passati i decenni, continuano a darmi del pazzo, anche se per altri motivi (ma ci sono abituato 😉 )

 

FP: Di cosa si occupa Jumper e com’è nato il blog? Qual è il tuo ruolo in questa realtà?

 

Di fatto, non è mai stato un “blog”. È semplicemente una delle emanazioni della prima rivista, nata nel 1995, che parlava appunto di fotografia “nuova”.
La rivista si chiamava Jump, poi le evoluzioni hanno portato verso una pubblicazione digitale, e poi verso un sito, da qui Jumper.
Da sempre parliamo ai fotografi professionisti, ma non di macchine fotografiche: di innovazione e di modi per poter vivere di fotografia, che significa marketing, capacità di proporsi e trend che generano guadagno vero.

 

FP: Cosa ne pensi del mestiere di fotografo?

 

Che è quasi come parlare di astronauti. Tutti vivono sulla Luna, ma pochi hanno la possibilità di andarci sul serio.
In un mondo in cui ci sono miliardi di “fotografi” armati di cellulari e di canali per distribuire le loro immagini, fotografo è chi di mestiere vende fotografie ed è difficile se non si propone qualcosa di veramente forte e vendibile. Fare belle foto non basta, non è mai bastato, ma alcuni possono emergere se mettono a fuoco le priorità della committenza, ovvero di chi compra le fotografie e specialmente perché le compra.

 

FP: Quali sono, secondo te, le più grandi difficoltà da affrontare per affermarsi come fotografo?

 

Come ho detto prima, troppe persone che fanno fotografie (che sono meno brutte rispetto alle brutte foto che si facevano in passato: pensate, anni fa le foto “brutte” erano sfuocate, mal esposte, con le teste tagliate; ora, semmai, sono banali, ma tecnicamente corrette).  Ma il vero problema è che molti che vogliono fare i fotografi amano un personaggio del passato: oggi il fotografo è un esperto di comunicazione, di multimedialità, di strategie di marketing, di linguaggi che, incidentalmente, usa una fotocamera che poi è anche una videocamera e poi spesso comunica con uno smartphone e con un computer.

 

FP: Storytelling nella fotografia: secondo te quanto è rilevante e necessario?

 

La narrazione è sempre più fondamentale per creare un messaggio. Le persone non si fermano più che una frazione di secondo, poi “scrollano via”. Se non c’è una narrazione, che si ha voglia di guardare, leggere, ascoltare, si rischia di non essere “seguiti”.

 

FP: Com’è cambiato il mestiere con l’avvento dell’era digitale?

 

Nulla se parliamo di tecnica (cambia solo la tecnica, la parte più banale della storia); tutto se, invece, si pensa al numero di immagini che ci bombardano ogni minuto della nostra vita e l’eccezionale capacità distributiva dei contenuti visuali.

 

FP: I social media hanno influenzato la percezione che ha la società della fotografia?

 

Solo un pochino 😛

 

FP: Se dovessi dare tre consigli di marketing ad un fotografo, cosa gli diresti?

 

Pensate a delle idee e dei messaggi e non solo a delle “fotografie”. In pratica: cosa ho da raccontare e come faccio a spiegarlo?
Domandarsi: chi è interessato a comprare questo progetto, chi potrebbe trarne vantaggio e quindi a chi potrei proporlo?
Dove e come verranno fruite le mie immagini: spesso proporre un contenitore aiuta a trovarne una applicazione. Le foto sfuse richiedono un contenitore, altrimenti rischiano di non avere un valore.
Un libro? Un sito? Una storia (anche su Instagram), un documentario? Lavorate su un progetto che abbia un contenitore, sarà più facile vendere il contenuto.

 

FP: Scrivi di fotografia su Jumper.it: ti impegni anche a fotografare? Com’è nata la tua passione per la fotografia?

Ho iniziato a fotografare da bambino: mio padre era appassionato, io ho sognato di usare la sua Nikon FtnPhotomic e poi l’ho avuta, ma nel frattempo ero passato al digitale e persino all’iPhone 😉 
Fotografo, meno che in passato, ma il mio mestiere è lavorare con la fotografia più dal punto di vista della regia del contenuto che non del click, che quasi sempre lascio fare ad altri che lavorano con e insieme a me (spesso molto giovani, sono docente universitario e ho tanti ragazzi e ragazze bravissimi che hanno bisogno di mettersi in gioco su progetti importanti).

 

FP: Il 23 Marzo sarai al Photography PRO Day. Di cosa parlerai?

 

Di come pensare alla fotografia in modo diverso: non meno creativa, non meno artistica, ma funzionale ai nuovi media, agli schermi, alla comunicazione di oggi. 
Chi dice che siamo in un momento di pessima cultura sbaglia, oppure è invecchiato. La cultura visiva è al massimo della sua forza dalla nascita dell’uomo; il difficile forse è intercettare contenuti di altissima qualità perché la vastità di offerta è enorme. Parlo di come poter “essere percepiti” e cosa proporre per avere in cambio qualcosa di più di un… like.

 

FP: C’è qualcosa che non ti ho chiesto e vorresti dirmi di te?

 

Cosa farò domani… me lo chiedono tutti, visto che il mio lavoro è pensare e spiegare il domani. Il problema è che me lo chiederai domani e sarà già diventato oggi, quindi il futuro sarò diventato presente…. È una corsa che non ha fine, quindi la cosa migliore è trasformare la vita in una ricerca costante, non in un traguardo da raggiungere.

 

FP: Grazie per l’intervista, non vediamo l’ora di ascoltare il tuo intervento 😎

 

Francesca