Interviste
Riccardo Pieri, fotografo di emozioni

FOTOGRAFIA DI RICCARDO PIERI

15/03/2019
Francesca Pone

Riccardo Pieri, fotografo di emozioni

Cosa significa fotografare matrimoni oggi?

Significa emozionarsi e dare vita ad un racconto personale, un reportage fedele fatto di stati d’animo, condivisioni e soprattutto persone che hanno reso meraviglioso il giorno più importante nella vita di una coppia 🙂

Tutto questo con uno stile personale e “fuori moda”.

Perché le mode passano, proprio come dice Riccardo Pieri 😉

Il 23 Marzo, Riccardo sarà uno dei relatori al Photography PRO Day 2019: in attesa del suo intervento, ho scambiato con lui qualche parola per capire com’è oggi la fotografia matrimonialista 🙂

 

Riccardo Pieri
Riccardo Pieri

 

FP: Raccontaci chi sei 🙂

Piacere, sono Riccardo!
Amo la vita, i viaggi e la mia famiglia. Tutto ciò che è naturale mi mette di buon umore per il semplice motivo che odio la finzione, dovuta ad ogni contesto.

Odio svegliarmi presto al mattino, rispondere in tempo reale ai messaggi, ma soprattutto odio i luoghi comuni.

Fare il fotografo per me vuol dire emozionarsi, scoprire e condividere: amo con tutto me stesso il mio lavoro, da sempre. Sono tra quelle persone fortemente convinte che se qualcosa va male nella nostra professione dipende quasi sicuramente da noi stessi e dal nostro approccio; dare la colpa agli altri è fin troppo facile e dannoso.

 

FP: Quando e come è iniziata la tua carriera da fotografo matrimonialista?

Sono fotografo matrimonialista dal 2012, è iniziato tutto per caso, o quasi.

Forte di questa passione ho deciso di lasciare il mio lavoro precedente per dedicarmi a tempo pieno al settore fotografico.
Inizialmente i dubbi mi perseguitavo ogni secondo, e ancora oggi, a distanza di quasi 7 anni non se ne sono andati. Credo che questo sia anche normale perché ogni giorno siamo costretti ad affrontare nuove sfide per fa si che la nostra professionalità resti tale.

 

Fotografia di Riccardo Pieri
Fotografia di Riccardo Pieri

 

FP: Cosa significa per te fare il fotografo matrimonialista oggi?

Tanto…veramente. Per chi ci affida il compito di raccontare uno dei giorni più importanti della vita dobbiamo avere sempre massimo rispetto e concentrazione unita, ovviamente, ad un’alta tecnica fotografica.

Con tutti i mezzi che ormai hanno a disposizione i nostri clienti, direi proprio che sono abituati a vedere ottime immagini, per cui dobbiamo cercare di stupirli, ma sopratutto emozionarli, con ogni mezzo possibile.

 

FP: Usi i social network? Sono utili nel lavoro di un fotografo?

Non usare oggi l’aiuto dei social network per mostrare e, soprattutto, promuovere la nostra attività, sarebbe veramente dannoso per la nostra professione. Attenzione, però, a non abusarne o a credere che possano sostituire la nostra personalità: questo ancora non è possibile. Ricordatevi un’altra cosa, forse la più importante: avere tanti like non significa che le nostre fotografie sono migliori rispetto ad altre con pochi.

 

FP: Come vedi il rapporto tra fotografia e post-produzione?

Credo che entrambi gli argomenti vadano di pari passo. Fotografare e post-produrre in un determinato modo ci permette di avere una precisa personalità in termini qualitativi del lavoro. Credo altrettanto fortemente che una pessima fotografia non potrà mai diventare bella grazie ad un’accurata fase di elaborazione, invece una buona fotografia grazie ad un’ottima post-produzione possa diventare vincente.

 

Fotografia di Riccardo Pieri
Fotografia di Riccardo Pieri

 

FP: Ti occupi personalmente della post-produzione dei tuoi scatti?

Assolutamente sì! Come ho detto in precedenza, fa parte del nostro modo di vedere la fotografia, in particolare quando riguarda un racconto personale; al contrario invece, se si tratta di scatti di Still Life oppure di architettura non avrei alcun dubbio, mi affiderei a chi meglio di me sa usare i vari programmi di elaborazione grafica.

 

FP: Che consigli daresti a chi vuole fare il fotografo matrimonialista oggi?

Bisogna avere uno stile proprio e fresco, senza trarre spunto dai tanti blog che si trovano in giro. Le mode passano, il vostro gusto non lo farà mai se lo tenete costantemente attivo.

 

Fotografia di Riccardo Pieri
Fotografia di Riccardo Pieri

 

FP: Il 23 Marzo sarai ospite del Photography PRO Day. Di cosa parlerai e quali strategie condividerai?

Sarà per me un grande onore prendere parte al Photography PRO Day e cercherò prima di tutto di trasmettervi la mia passione per la fotografia e vi darò qualche consiglio utile per intraprendere questa fantastica professione.

 

FP: C’è qualcosa che vorresti dirmi e che non ti ho chiesto?

Una cosa vorrei dirla: per fare questo lavoro dobbiamo essere prima in pace con noi stessi, altrimenti non possiamo certamente esserlo con gli altri e questo trasparirebbe dalle nostre foto.

 

Fotografia di Riccardo Pieri
Fotografia di Riccardo Pieri

 

FP: Ci vediamo il 23 Marzo allora 😉

 

 

Francesca 

Tecnica Fotografica
È ora di ammetterlo! Parliamo di flash a slitta

USO CREATIVO DEL FLASH!

21/10/2016
Gloria Soverini

È ora di ammetterlo! Parliamo di flash a slitta

C’è un momento nella vita di un fotografo professionista che, prima o poi, arriva: quello in cui deve ammettere di dover utilizzare il flash a slitta 🙂

 

Scianna ha dichiarato

Il fotografo è un interprete, non è un creatore, non è uno scrittore di luce“.

Ora, non voglio certo contraddirlo ma… io NON MI ACCONTENTO della luce che mi ritrovo nelle varie situazioni, soprattutto se devo fotografare un evento notturno, o il momento dei balli durante un matrimonio e tutto si fa buio.

Certo, durante la preparazione della sposa spero sempre di ritrovarmi in una camera con delle grandi finestre, il cielo nuvoloso per avere una “grande softbox” naturale; luci drammatiche, ombre morbide.
Ma non sempre le proprie richieste vengono esaudite 🙂
Soprattutto, le ore del giorno trascorrono e prima o poi il sole tramonta

Se sei fra quelli che “No, il flash fa schifo, preferisco la luce naturale“, in casi come questi cosa fai, smetti di scattare?
Stressi il sensore al massimo alzando gli ISO all’inverosimile? Abbassi i tempi così tanto che le foto potrebbero essere oggetto di studio a “Mistero”?

Il fotografo professionista è sì un interprete, ma fortunatamente è anche un creatore… anzi, è un CREATIVO!

 

C’è un momento nella vita di un fotografo professionista specializzato in matrimoni ed eventi che, se non si accontenta del livello cui è giunto e vuole migliorare la qualità del proprio lavoro, prima o poi arriva: quello in cui deve ammettere di aver bisogno del flash a slitta.

Può essere dura, lo so, ma i benefici sono troppo grandi per ignorare questa “chiamata interiore” (chiamata interiore: più qualità > più lavoro > clienti più soddisfatti > più guadagno)

Anni fa è arrivato quel fatidico momento anche per me, e alla fine l’ho ammesso: non potevo più ignorare l’utilizzo del flash, né continuare a trovare scuse come “Le foto con il flash sono orrende” – certo, a meno che tu non prenda come esempio le foto di chi non lo padroneggia al massimo, ma se devi migliorare bisogna seguire l’esempio di chi è davvero bravo, no? 🙂

Avevo trovato lavoro presso lo studio di un fotografo matrimonialista: sviluppavo e ritoccavo le foto scattate dagli altri, ma volevo essere parte attiva dei servizi; sapevo però di non poterlo fare finché non avessi imparato l’uso del flash, fondamentale per un campo del genere.

Dovevo imparare velocemente ma, soprattutto, con una certa sicurezza che sapevo mancarmi come autodidatta.
Dopo i primi tentativi fallimentari (perché le mie foto erano alla stregua di quelle che criticavo, quelle del “il flash fa schifo”, per intenderci), ho iniziato a guardarmi attorno e ho trovato quello che faceva al caso mio:
mi sono iscritta al workshop di Simone Conti “Flash My Life” quando ancora non lavoravo in FotografiaProfessionale – in realtà, era il terzo che frequentavo!

Da lì è stato amore 🙂
(grazie Simo!!!)

Ho capito finalmente che il flash a slitta è uno strumento fondamentale per due motivi:

  • per riuscire a scattare in ogni situazione;
  • per farlo con una marcia in più!

Credimi se ti dico che, poi, ci si diverte un casino :))

Il risultato è stato che

  1. Ho iniziato a fotografare i matrimoni senza temere di restare bloccata al calar del sole.
  2. Ho iniziato a realizzare shooting di varia natura (ritratti business e studi dentistici).
  3. Ho fotografato cene aziendali in location DA PAURA 😀
  4. Ho fotografato decine e decine di persone durante i balli dei matrimoni e degli eventi, come il Food Immersion Festival del quale vedi una foto (grazie a Carolina, la meravigliosa ballerina che la fa da soggetto splendido splendente).
    In quel momento c’erano pochissime luci a disposizione, ma non volevo certo farmi scappare i balli scatenati di questi ragazzi!
  5. Ho iniziato a definirmi “la regina della seconda tendina“, che quasi quasi potrei anche aggiungere al BDV.
Tutto questo mi ha permesso di crescere come professionista, di essere più sicura e di vedere un sacco di sorrisi che, al buio, non avrei visto 🙂

Ergo, se fino ad ora hai detto che il flash fa schifo forse è giunto il momento di mettere da parte le tue remore e di dare a te e alla tua fotografia una spinta in più:
passa al lato luminoso degli eventi, iscriviti a Flash My Life!

Niente sarà più come prima (buauauauaua… ehm)

Gloria

 

"Flash My Life" - Workshop di FotografiaProfessionale.it in collaborazione con Profoto

News ed Eventi
Wedding Day? Bacio, baacio, baaacioo, baaaaciooo!!!

WEDDING DAY – © SILVIA F.

22/10/2013
Simone Conti
2 commenti ]

Wedding Day? Bacio, baacio, baaacioo, baaaaciooo!!!

Weekend massacrante, ma risultato, a mio dire, entusiasmante! Tredici fotografi sono rimasti con me e il team di Fotografia Professionale fino al termine della due giorni che abbiamo dedicato alla fotografia di matrimonio e, insieme a poche ma apprezzate critiche costruttive, ci hanno lasciato con tanti complimenti… soprattutto ci hanno lasciato con tante immagini, le loro, veramente ottime!

Ne puoi vedere una breve selezione, che crea il racconto della giornata, al termine dell’articolo.

La cosa veramente entusiasmante è che, sfortunatamente dalla selezione che ho fatto qui, ho dovuto omettere molte ottime immagini costretto da esigenze editoriali… Trovi però un’altra selezione anche sulla nostra fan page di Facebook.

LEGGI TUTTO >>

Fotografia
S.O.S. Matrimoni

NIENTE MALE ANCHE SOTTO AL TEMPORALE

21/09/2013
Simone Conti

S.O.S. Matrimoni

La mia “stagione” 2013 come “reporter matrimonialista” volge sostanzialmente al termine. Solo pochi altri lavori di questo genere mi attendo prima che il 2013 volga al termine. Ora è il periodo della pazza, folle, intensa e forsennata postproduzione dei lavori per riuscire a garantire sempre consegne oltre la media del mercato. Grande lavoro dopo lo scatto per rendere i nostri sposi felici!

Questo è anche il periodo, almeno per me, di quello che autodefinisco S.O.S. Matrimoni.

No, non sto chiedendo aiuto!

S.O.S. è un acronimo che uso per indicare Sparse Osservazioni Sporadiche. Di tanto in tanto, soprattutto in questo periodo dell’anno, mi trovo a guardare indietro ai lavori dell’anno e mi fermo a riflettere. Si tratta quindi di pensieri, osservazioni che non hanno un vero filo conduttore a parte l’argomento cui fanno riferimento: la fotografia di matrimonio.

Getting ready – © Simone Scurzoni

Ultimamente ricevo email da vari fotografi amatori che vogliono lanciarsi nel pazzo mondo della fotografia di matrimonio e mi chiedono consigli. Rispondo a tutti, e per quanto sia possibili tramite poche righe in email, cerco di essere loro utile. Mi capita di confrontarmi con altri professionisti e scambiare idee e pareri. Il momento più proficuo per questo mie sparse osservazioni sporadiche è però in auto, con Simone Scurzoni, tornando da un matrimonio. Quando ancora la foga di rendere l’evento unico attraverso il nostro lavoro fatica a scemare, ma c’è il tempo per verbalizzare le impressioni e le emozioni appena vissute.

Senza voler trasformare questo articolo in una sessione di auto-analisi, vorrei limitarmi a condividere con te un solo breve pensiero che ho verbalizzato lo scorso weekend tornando da un matrimonio.

<– Fregato – Salvo –>

Ovviamente è stato un matrimonio particolare, diverso dagli altri, unico… del resto è sempre così! Tutti lo sono! Esistono però dei tratti distintivi che accomunano praticamente tutti gli eventi di questo tipo.

La mia osservazione, verbalizzata a voce alta in auto è stata più o meno:

«Ma porca miseria, pensa se avessimo dovuto affrontare un matrimonio come questo come prima esperienza. Pensa se questo fosse stato il primo! Come avremmo fatto?»

Io e Simone ci siamo guardati e dopo un sorriso ci siamo messi a parlarne brevemente. Alla fine dei conti, se fosse stato il primo, probabilmente tutto sarebbe andato in modo molto diverso.

Non è stato un matrimonio particolarmente “fisico”, alcuni lo sono (veramente!), ma il meteo e le tempistiche hanno reso il lavoro particolarmente “sfidante”. Alla fine il lavoro c’è ed è grazie, in maggior misura, all’esperienza. Quando abbiamo iniziato questa sfida come “Wedding Reporters” il matrimonio della scorsa settimana sarebbe stato una prova al limite… forse oltre il limite.

Come in ogni cosa, l’esperienza fa veramente la differenza. Essere tranquilli senza aver mai visto la location, sapendo che probabilmente sarebbe piovuto tutto il giorno, consapevoli che non ci sarebbero stati panorami mozzafiato… consente di essere comunque creativi e cercare “lo scatto” fino a pochi minuti prima dei saluti, magari dopo 12 ore di lavoro. Conoscere i tratti distintivi che accomunano ogni evento significa essere rilassati e pronti quanto l’anomalia si presenta e l’improvvisazione è d’obbligo.

Lo scorso weekend alla fine tutto è andato per il meglio, insomma… “Niente male anche sotto al temporale!” 😉

Certe informazioni, determinate consapevolezze, alcuni trucchi e svariate nozioni sulle tempistiche le avrei volute proprio sapere quando ho iniziato questa avventura nel campo della fotografia di matrimonio… anni fa. Non c’è stato nessuno, però che mi abbia messo almeno sul giusto percorso.

Non so quanto tu sia interessato all’argomento. Lo dico sempre, i fotografi matrimonialisti sono i più bistrattati, mal considerati e criticati tra tutti quelli che per lavoro usano come strumento una macchina fotografica. Questo almeno in Italia. All’estero è decisamente diverso.

Necessaire per una sposa

A me piace pensare di voler tendere ai risultati di alcuni “mostri sacri” (sono fermamente convinto che Ben Chrisman abbia venduto l’anima al demonio, non può essere così bravo! 😀 ) e da anni sto lavorando e studiando per allinearmi a quegli standard.

Ora avrei voglia di verbalizzare e condividere un altro poco di osservazioni sparse a proposito dei nostri “Wedding Day”. Se sei interessato all’argomento, rimani “sintonizzato”, la prossima settimana ci saranno novità in proposito…

Sia che tu appartenga ai professionisti del settore, o che tu appartenga alla schiera di amatori evoluti che vogliono fare il passo verso il professionismo, tra qualche giorno avrò qualche novità per te.

Cosa ne dici? Può interessarti l’argomento? 🙂

A presto e buone foto!

Simone Conti