Fotografia
Racconto di una foto che non c’è

PIGEON POINT LIGHTHOUSE VISTO DALL’IPHONE6PLUS

13/01/2016
Simone Conti
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Racconto di una foto che non c’è

Non ho una vera e propria foto che racconti tutto. A dire il vero non ho proprio la foto… ancora…

Oggi è stato, per me, uno di quei giorni che non puoi dimenticare. È stato divertente, rischioso, emozionante… bello! Ma vediamo una cosa alla volta, andiamo con ordine.

Finalmente è arrivata la mia nuova-vecchia macchina fotografica direttamente dal Giappone. Ho deciso di tornare alle basi con una macchina di circa 15 anni fa, a pellicola‬ però… niente digitale. Voglio riscoprire l’attesa dello sviluppo, l’ansia della mancanza della certezza del risultato, un po’ di limiti tecnici e scattare meno, con più cura del solito, per avere un risultato con un “sapore” particolare.

Qui a San Francisco la pellicola si trova in abbondanza e senza problemi. Ci sono almeno due negozi che ne hanno due frigoriferi pieni, e ci sono almeno 5 laboratori che sviluppano in C41 e due di questi anche in E6. Tutti offrono come servizio i provini, oltre che a contatto, anche in digitale (scansioni a “bassa” risoluzione). Poi, naturalmente, si possono richiedere le scansioni ad alta risoluzione. Da un negativo (o positivo) medio formato 645 è semplice ricavare un DNG a 16bit da circa 50 Megapixel.

La macchina fotografica l’ho fatta spedire a ‪‎Yahoo‬! (grazie Jen!) perché qui a casa la cassetta delle lettere è minuscola e non volevo che il corriere la lasciasse davanti all’ingresso… in mezzo a una zona iper-turistica di San Francisco… davanti alla fermata del Cable Car!
Così mi sono fatto un giretto a Sunnyvale dopo pranzo per andarla a recuperare. Ho preso la 101 verso Sud: zero traffico e autostrada a 5 corsie.

Scopo della giornata: recuperare la Mamiya‬ 645 e andare a provarla immediatamente al faro di Pigeon Point per la Golden Hour.

Annalisa, una delle ragazze del team dove lavora Jen, mi accoglie all’ingresso con una montagna di scatole (ho fatto arrivare là giusto un altro paio di cose!). Due chiacchiere al volo e inizio a spacchettare l’unica scatola con diciture in giapponese. Operazione non facile senza forbici o altri strumenti, e con un imballaggio che è praticamente un groviglio, a prova di bomba, di nastro adesivo. Dopo enormi, inenarrabili fatiche, ho finalmente in mano la macchina… e mi accorgo che il venditore giapponese ha omesso di inserire nella confezione le batterie. Mi servono 6 AA per il corpo (fino qui tutto facile) e una CR2032 per il film-back… e qui si complica!

 

Fry's Electronics - Sunnyvale
Fry’s Electronics – Sunnyvale

 

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