Storia della fotografia
Storia della Fotografia: Willy Ronis

VINCENT SUR LA ROUTE DES VACANCES, 1946 © WILLY RONIS

28/11/2018
Francesca Pone

Storia della Fotografia: Willy Ronis

No, non ci siamo dimenticati di voi e dello spazio tutto dedicato alla Storia della Fotografia 😄

Dopo Man Ray, diamo spazio a Willy Ronis: alcuni fra i migliori scatto del fotografo francese sono in mostra presso la Casa dei Tre Oci di Venezia fino al 6 Gennaio 2019 🙂

Spero di invogliarti quanto basta per partecipare ad una mostra (a mio parere) molto interessante e stimolante, soprattutto per te che cerchi di ottenere sempre il meglio da una passione forte come la fotografia 🙂

 

Alcuni scatti di Willy Ronis in mostra a Venezia
Alcuni scatti di Willy Ronis in mostra a Venezia

 

Dai, iniziamo questo viaggio nella storia 🧐

 

 

Willy Ronis è stato un grande fotografo francese: figlio di immigrati nato il 14 Agosto 1910, Willy eredita la passione per la fotografia e la musica dai suoi genitori; il padre è fotografo e ritoccatore, mentre la madre è insegnante di pianoforte in un circolo musicale.

Fin da giovane, l’artista non aveva ipotizzato ad una carriera nella fotografia: dopo aver iniziato a studiare violino, il suo sogno d’infanzia era sempre stato quello di divenire compositore.

Il suo sedicesimo compleanno, però, fu la svolta per Willy Ronis: il ragazzino chiese in regalo la sua prima macchina fotografica. Si trattava di una Kodak in formato 6,5 x 11, che utilizzò soprattutto per realizzare autoritratti nello studio del padre, che poi stampava autonomamente.

 

“La fotografia è lo sguardo. Si ha o non si ha. Può affinarsi con gli anni, ma si manifesta fin da subito”

 

Willy Ronis, Autoportrait aux flashes, Paris (1951)
Willy Ronis, Autoportrait aux flashes, Paris (1951)

 

L’obbligo militare gli fa lasciare casa e, fino al suo ritorno nel 1932, la fotografia sembra dimenticata: la grave malattia del padre, però, lo obbligò a sostituirlo nel suo studio e Willy fu costretto ad abbandonare la sua grande passione per la musica, coltivata anche durante gli anni di servizio militare.

Il lavoro in studio, purtroppo, non lo entusiasmava affatto, ad eccezione di qualche commissione industriale. Il fotografo decise ugualmente di coltivare le proprie inclinazioni artistiche e nel tempo libero girava per Parigi a caccia di immagini da immortalare: è da quei momenti che il giovane si appassiona realmente alla fotografia e sperimenta formati fotografici sempre più piccoli.

Si approccia, inoltre, alla fotografia di reportage: quegli anni sono molto duri per la Francia e Willy gira per la città per documentare gli avvenimenti per alcuni giornali di sinistra, scrivendo per loro anche qualche articolo.

Nel 1936 viene a mancare suo padre: nonostante la sua difficile situazione economica, decide di chiudere lo studio ereditato dal padre e fare il fotografo illustratore, in particolare a causa dell’enorme discrepanza tra la sua visione della fotografia e i bisogni della clientela. Fu quella decisione che rese la fotografia una scelta di vita per un grande fotografo come lui 🙂

A causa di un’attrezzatura ormai antiquata, Ronis acquistò una Rolleiflex che rese i suoi lavori più rapidi e di qualità. Il fotografo vanta, poi, l’aver vissuto un grande evento storico: fu tra i primi a fotografare la sconvolgente opera “Guernica” di Picasso, dedicata ad un triste episodio della Seconda Guerra Mondiale.

Sono anni difficili, sia per il mondo che per l’artista: la guerra obbliga Ronis ad improvvisare altri mestieri come quello di pittore su gioielli. Dopo la Liberazione (e una lunga pausa), egli torna più determinato che mai sulla fotografia di reportage e lavora anche per la stampa illustrata.

In quegli anni, inoltre, si approccia anche alla moda e alla pubblicità.

 

 

Ronis si è sempre approcciato in maniera empatica alla vita e alle cose semplici, scoprendovi un significato nascosto ma di grande valore. Il fotografo francese è un grande comunicatore, che attribuisce importanza ai messaggi veicolati attraverso i suoi scatti: per lui la fotografia è il tramite per manifestare le proprie emozioni e i propri sentimenti dinnanzi alle situazioni che vive e vede attraverso il suo punto di vista 🙂

Il “Caso” è un concetto a cui lui ha sempre tenuto molto: “La fortuna è il premio della pazienza”, così diceva Willy Ronis. Per lui ogni attimo da immortalare nelle sue fotografie era un dono: una donna che passeggia, un uomo in bicicletta, due amanti che si baciano. Tutto per lui era frutto del caso e della fortuna, un dono che la vita gli offriva 🙂

 

Negli anni, Willy Ronis ha ricevuto molti premi per omaggiare la sua innata bravura: nel 1947 gli viene consegnato il “Prix Kodak” e nel 1957 è medaglia d’oro alla Biennale di Venezia 🙂

Questi, però, sono solo alcuni dei suoi innumerevoli successi che non finirei di elencare 😌

Nel 1983, raggiunta ormai un’età rispettabile, Ronis dona alla città di Parigi il suo intero patrimonio fotografico, frutto di una carriera lunghissima e ancora non conclusa 🙂

È nel Settembre 2009, infatti, che Willy Ronis ci lascia.

Di lui ci restano fotografie mozzafiato, rigorosamente in bianco e nero, per raccontarci il Novecento attraverso i suoi occhi 🙂

 

 

“Una foto significativa è una foto funzionale. La funzione di una foto consiste nella sua capacità immediata di sintetizzare la propria intenzione”

 

 

Francesca

 

Storia della fotografia
Storia della Fotografia: Man Ray

AUTORITRATTO DI MAN RAY

19/10/2018
Francesca Pone

Storia della Fotografia: Man Ray

Per qualche mese, alcuni fra gli scatti più noti del fotografo surrealista Man Ray sono stati in mostra a San Gimignano grazie ad un evento chiamato “Wonderful Visions”.

Se non hai avuto modo di conoscere da vicino la vita e l’operato di Man Ray, beh te ne parlo io 🙂

Con questo articolo inauguriamo un nuovo format di FotografiaProfessionale (spero resisterà 😁 ), che si focalizzerà sui personaggi che hanno fatto la storia della Fotografia.

 

Man Ray e Salvador Dalì a Parigi (1934)
Man Ray e Salvador Dalì a Parigi (1934)

Emmanuel Radnitzky, in arte Man Ray, fu un fotografo statunitense classe 1890 sostenitore delle avanguardie, fra cui il Dadaismo. In realtà, però, non fu solo fotografo ma anche grafico, pittore e regista di film come L’étoile de mer (1928) che furono precursori del cinema surrealista.

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Storia della fotografia
Tutto per colpa di qualche pixel “di troppo”

LA PRIMA MACCHINA DIGITALE DI STEVEN SASSON, 1973

09/10/2018
Francesca Pone

Tutto per colpa di qualche pixel “di troppo”

  Mi ricordo di aver avuto sei anni quando ho stretto fra le mani la mia prima macchina fotografica: era una vecchia Kodak, tutta nera e rigorosamente a rullino.

Ero in gita con la scuola materna in una fattoria, un classico per farti scoprire la natura: impugnata la mia nuova amica, iniziai a scattare foto alla location, agli animali e alle mie compagne 📸 

Scattate quelle fotografie, non mi restava che portare il rullino in uno studio fotografico ed attendere che me lo sviluppassero per vederne il vero risultato.

 

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News ed Eventi
Il team di Fotografia Professionale: Francesca Pone

FRANCESCA PONE – FOTOGRAFIAPROFESSIONALE.IT

06/09/2018
Francesca Pone

Il team di Fotografia Professionale: Francesca Pone

 

A volte sì, bisogna parlare anche di se stessi… E non è per niente facile, ma ci proverò!

Mi sono appassionata alla fotografia durante una gita della scuola materna: mi vedo ancora scendere da quel pulmino giallo con una vecchia Kodak a rullino fra le mani e la foga di voler scattare foto a tutto e a tutti. La passione per la fotografia ha scandito diversi momenti della mia vita e si è intensificata quando mi sono approcciata al mondo della palla ovale: dopo quasi sette anni, fotografia e rugby mi sembrano ancora un binomio perfetto per rappresentare la mia idea di felicità. Per me la vita è fatta di istanti da fotografare: ogni momento lo vivo e lo “catturo” con gli occhi, come fa una macchina fotografica. Oltre a fotografarlo, ovviamente 😉 

“A tempo perso” sono addetta stampa e fotografa di una società rugbistica mantovana, scrivo per la testata giornalistica Rugbymeet e concludo il mio corso di Laurea in Comunicazione. Nel frattempo, respiro anche… E cerco altri mille impegni!

Se non mi complico la vita, d’altronde, non sono contenta.

Sono entrata a far parte del team di FotografiaProfessionale (quasi) per caso: da diverso tempo seguivo il team attraverso i social, poi ho scovato il video di “ricerca gavette” e… tac! Eccomi qui, in un’agenzia di comunicazione ad occuparmi di ciò che mi piace: scrivere, pensare in maniera creativa e… E probabilmente fotograferò anche. In poche parole, sarò la Social Media Manager 🙂

Il mio più grande sogno nel cassetto sarà sempre quello di diventare disegnatrice di cartoni animati e libri per bambini perché… Boh, deve esserci un perché nei nostri sogni?

La scrittura creativa, la lettura e i viaggi sono le mie più grandi passioni (dopo la fotografia): il mio futuro lo vedo così, con una macchina fotografica al collo e un block notes fra le mani, in procinto di salire su un aereo per una destinazione sconosciuta… Forse non “sconosciuta”, perché mi farei assalire dall’ansia e dalla mia mania di programmare vita, morte e miracoli.

Film preferiti? Shutter Island, Inception, Il Grande Gatsby. Va beh, la lista sarebbe infinita per cui mi fermo qui.

Autori preferiti? Senza dubbio Baricco e D’Avenia.

Preferenze musicali? Negramaro, Murubutu (sì, non mi sorprendo se non lo conosci) e Cremonini. Ma giuro, ascolto tutto!

Non credo di dover aggiungere altro. Sono sicura che mi conoscerai meglio col passare del tempo e (speriamo) anche ai nostri Workshop e Accademia di Post 🙂

P.S. Che fatica questi Cinemagraph!

 

Francesca