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Pillole: il Mese del RAW! – Meglio Lightroom o Capture One?

SVILUPPO-DEL-RAW-MEGLIO-LIGHTROOM-O-CAPTURE-ONE

09/01/2021
Elisa Schininà

Pillole: il Mese del RAW! – Meglio Lightroom o Capture One?

PILLOLE: Il mese del RAW!

La tua formazione in pochi minuti! 😉 

La seconda domanda piú gettonata durante le nostre dirette…. la cui risposta
spacca spesso il mondo in due! 🤭

 

Meglio Lightroom o Capture One?

Due sviluppatori RAW con potenzialitá ed estetica molto diverse tra loro,
puó davvero uno dei due vincere la sfida come software migliore? 😉

Sentiamo l’opinione di Simone Poletti 😉

 

Lightroom é sicuramente tra i due quello maggiormente conosciuto tra i fotografi,
ma Capture One vince la medaglia per quello piú utilizzato dai professionisti, soprattutto
quando parliamo di set di moda o still life.

Ha infatti un modulo di acquisizione foto (tethering) nettamente migliore di quello di Lightroom, ancora
in larga fase di sviluppo. Questo rende Capture One IL software che ogni fotografo o assistente digitale
deve conoscere per poter lavorare in acquisizione sui set.

Capture One puó essere un programma a prima vista complicato, esteticamente é molto piú impattante
e ‘spaventoso’ di Lightroom, che a suo favore ha la carta dell’essere decisamente piú intuitivo,
ma una volta capito come destreggiarsi tra i vari pannelli, si entra in un mondo di potenzialitá decisamente vasto.

 

A proposito di Sviluppo del RAW…..! Grosse novitá in casa FotografiaProfessionale.it

Abbiamo appena rilasciato un nuovissimo video-corso con un percorso dedicato allo sviluppo del RAW ⚡️
che prevede un metodo di approccio a entrambi i programmi del tutto nuovo:

RAW PROCESSing Lightroom Classic

RAW PROCESSing Capture One Pro

 

RAW PROCESSing é un percorso completo dedicato ai processi di sviluppo del RAW
che ti permette di ambire ad un livello professionale, cambiando per sempre i tuoi risultati! ⚡️

 

Ci vediamo alla prossima Pillola sul RAW! 😉

 

Elisa

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Pillole: il Mese del RAW! – Meglio Camera RAW o Lightroom?

SVILUPPO-DEL-RAW-MEGLIO-CAMERA-RAW-O-LIGHTROOM

05/01/2021
Elisa Schininà

Pillole: il Mese del RAW! – Meglio Camera RAW o Lightroom?

PILLOLE: Il mese del RAW!

La tua formazione in pochi minuti! 😉 


L’anno nuovo é finalmente arrivato, e come ogni nuovo inizio…
…si riparte!

Buoni propositi per questo mese?
Partire dalle basi! 😉
Perché solo con solide basi é possibile gettare le fondamenta per una formazione solida!

Quindi Gennaio sará il mese dedicato alla tua formazione, partendo dallo sviluppo del RAW
e tutti i suoi segreti!

Partiamo con una delle domande piú gettonate:
é meglio Camera RAW o Lightroom?

Ti risponde Simone Poletti 😉

 

In realtá la risposta a questa domanda é semplicissima, in quanto i due programmi sono soltanto ESTETICAMENTE differenti,
ma lo sviluppatore RAW che viene utilizzato dai due sftware é lo stesso.

La differenza principale é che Lightroom permette anche la catalogazione dei file in Album e Raccolte,
quindi ottimo per chi ha tante fotografie da organizzare in base alle esigenze (album di matrimoni, diversi set di moda, scatti in giornate o mesi diversi, e cosí via) 😉

Lo Sviluppo del RAW è una fase fondamentale nella creazione di un’immagine di qualità:
per questo ti ricordo il nostro nuovissimo video-corso dedicato interamente ad un RAW Processing di livello professionale!

RAW PROCESSing é un percorso completo dedicato ai processi di sviluppo del RAW
che ti permette di ambire ad un livello professionale, cambiando per sempre i tuoi risultati!

Trovi tutte le info sul video-corso alla pagina di RAW PROCESSing ⚡️

Inizia a gettare le basi, noi ci vediamo alla prossima pillola!

 

Elisa

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Pillole di Photoshop! – Profili Colore: quali sono e quale scelgo?

PROFILI-COLORE-QUALI-SONO-QUALE-SCELGO-FOTOGRAFIAPROFESSIONALE

02/01/2021
Elisa Schininà

Pillole di Photoshop! – Profili Colore: quali sono e quale scelgo?

ULTIMA PILLOLA DELLA SETTIMANA!

La tua formazione in pochi minuti! 😉 


Ed eccoci arrivati alla terza e ultima parte sul magico mondo dei Profili Colore!
Mi raccomando, tieni il ritmo e corri a vedere le prime due parti, se te le sei perso 😉

PORTAMI ALLA PRIMA PARTE
PORTAMI ALLA SECONDA PARTE

 

Eccoci arrivati al momento cruciale: quali sono i profili colore?
Quale scelgo?
Quale tra tutti é il migliore?
Cosa succede in macchina quando scatto?

Scommetto che sei un po’ spaesato…. vediamo di fare chiarezza! 😉

 

Se vuoi approfondire il discorso sul mondo del colore,
abbiamo un eBook che ti chiarirá tantissimo le idee 😉

La Teoria Del Colore – Scopri di piú

 

 

Ci vediamo alla prossima pillola!

 

Elisa

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Pillole di Photoshop! – Profili Colore: come si impostano e come si convertono!

PROFILI-COLORE-COME-IMPORTARE-COME-GESTIRE-PHOTOSHOP

30/12/2020
Elisa Schininà

Pillole di Photoshop! – Profili Colore: come si impostano e come si convertono!

PILLOLA DEL MERCOLEDÍ

La tua formazione in pochi minuti! 😉 

Se ti sei perso la prima parte sull’introduzione ai Profili Colore con gli occhiali magici
vai subito a recuperare!
PORTAMI ALLA PRIMA PARTE

 

Entriamo nel vivo della pratica!

Profilo del monitor, profilo di stampa, dove li trovo, come li gestisco? Aiuto!!

 

Oggi capiamo insieme come gestire al meglio lo spazio colore di Photoshop
e come convertire con il metodo giusto i tuoi documenti 
😉

Ora che hai qualche informazione in piú e sei in grado di gestire meglio i colori del tuo documento,
ti aspettiamo al prossimo post per un’integrazione ancora piú profonda!

Nel frattempo peró, ti segnalo un video-corso utilissimo e GRATUITO che inizierá ad introdurti
al mondo di Photoshop!

SOS Photoshop!
https://fotp.ro/FPSOSPhotoshop

SOS Photoshop è il corso speciale per aiutarti a salvare le tue immagini
“senza speranza”, in modo semplice e rapido! 😎
Non puoi assolutamente perdertelo!

 

Ci vediamo alla prossima pillola!

 

Elisa

Post-produzione
Pillole di Photoshop! – Profili Colore: cosa sono e perché sono importanti

PROFILI-COLORE-COSA-SONO-FOTOGRAFIAPROFESSIONALE

29/12/2020
Elisa Schininà

Pillole di Photoshop! – Profili Colore: cosa sono e perché sono importanti

PILLOLA DEL LUNEDÍ

La tua formazione in pochi minuti! 😉 

Un fattore IMPORTANTISSIMO di cui dobbiamo tenere conto quando ci occupiamo delle immagini digitali:
i profili colore sono uno dei più grossi “tranelli” della post, oggetto di mille equivoci e di tantissime domande!

Ti succede spesso di ritrovare i colori della tua immagine stampata, o su un altro monitor,
completamente diversi da come li avevi lavorati?
La soluzione a questo problema esiste!

Oggi capiamo insieme cosa sono i Profili Colore e perché sono cosí importanti! 😉

 

Ora che abbiamo sciolto qualche dubbio iniziale, ci vediamo la prossima settimana con un’altra pillola
dedicata a impostare e gestire i profili colore 🙂

Nel frattempo peró, ti segnalo un video-corso utilissimo e GRATUITO che inizierá ad introdurti
al metodo migliore per la gestione dei tuoi file RAW:

 

Sviluppo del RAW: lo stai facendo bene?
https://fotp.ro/SviluppoRaw
un video-corso che riassume tutti i parametri, gli indicatori e le strategie migliori utilizzate da Simone Poletti
per controllare lo sviluppo dei RAW!

 

A presto!

Elisa

News ed Eventi
Il Metodo SPRITZ! per Photoshop e il fotoritocco

UNO SPRITZ FOTOGRAFATO DA GIORGIO CRAVERO

02/08/2019
Simone Poletti

Il Metodo SPRITZ! per Photoshop e il fotoritocco

Per dieci anni tutti hanno insegnato Photoshop e il fotoritocco come si insegna matematica a scuola.

Beh, sai cosa? Non funziona!

È il momento di cambiare approccio e diventare dei fighi della post in modo semplice e divertente!

Ti è mai capitato di partecipare ad uno di quei workshop di Photoshop in cui ti fanno sedere tutti in fila (come a scuola), poi un tizio inizia a parlare e lo fa per ore e ore (come a scuola)?

Sempre lo stesso tizio (o tizia) ti spara lì 200/300 nozioni che non capisci (come a scuola) e nel frattempo cerchi di prendere appunti, seguire quello che dice, guardare la proiezione, ecc…

Alla fine della lezione non ci hai capito un cazzo (come a scuola) e con ogni probabilità dovrai chiedere ad un amico di darti ripetizioni.

Come a scuola appunto 😉

(In alcuni di questi workshop mi hanno detto che non si possono nemmeno fare domande durante la lezione… Minchia! Neanche a scuola!)

C’è un piccolo problema: Photoshop non si impara a memoria e un corso fatto come una lezione delle medie è davvero inutile. Oltre che faticoso e noioso.

Lo ammetto, all’inizio anche io ho fatto i corsi a “lezione frontale”.

Però ho capito molto presto che non funzionava come volevo (anche se tutti mi facevano i complimenti) e che si poteva fare meglio.

Così ho reso i workshop dal vivo più interattivi, facendo domande e chiedendo agli allievi di farne tante, il più possibile.

Ho inserito esercitazioni progressive, commentando insieme risultati, lavorando in gruppo per alcune parti più “creative”.

Abbiamo messo a disposizione degli allievi monitor EIZO e tavolette Wacom, li ho “sfidati” a creare immagini insieme.

Insomma, come sempre in FotografiaProfessionale, cambiamo le cose di continuo per farle funzionare meglio 😉

Si può fare ancora meglio, così ho creato il Metodo SPRITZ! per imparare Photoshop e il fotoritocco in modo divertente e veloce!

Ogni tanto mi fisso con qualcosa e inizio a studiare (mai fatto a scuola, ma per ciò che mi appassiona sì).

Così ho approfondito le discipline per l’apprendimento attivo, di cui si parla molto da anni soprattutto nelle scuole materne ed elementari.

Ho anche due amiche, Monica e Valentina, che si occupano di questo: Monica ha una scuola bilingue che utilizza questi metodi e Valentina li insegna a genitori ed insegnanti.

Mi sono chiesto “Può essere utile e rendere la cose più semplici a chi studia fotografia e post?” Mi sembrava di sì, quindi ho sfruttato le mie conoscenze e mi sono dato da fare 🙂

Ho scoperto che tante delle cose che fanno parte dei fondamenti di questo metodo di insegnamento e apprendimento le facevamo già. Altre erano alla base dei corsi di Ekis, alcuni tenuti dal mio socio Andrea Grassi. Ma altre cose non le avevo mai sperimentate o l’avevo fatto in modo molto limitato.

L’Apprendimento Attivo: imparare divertendosi e partecipando.

L’Active Learning è una forma di apprendimento in cui l’insegnante si impegna a coinvolgere direttamente gli studenti nel processo di apprendimento attraverso la partecipazione attiva alla lezione, la discussione dei materiali di lavoro, l’impegno in giochi di ruolo, casi di studio, brevi esercizi scritti, autovalutazione, ecc…

L’Apprendimento Attivo può prevedere anche esercizi e giochi, diverse disposizioni dell’aula in base all’obiettivo della lezione, la suddivisione in gruppi di lavoro autonomi.

Cos’è il Metodo SPRITZ? Come funziona?

Il metodo SPRITZ! per imparare Photoshop e il Fotoritocco è il riassunto di tutta la mia esperienza sul campo come ritoccatore professionista e soprattutto come formatore.

S sta per STRATEGIA: approccio strategico al fotoritocco.

Perché quando hai davanti un’immagine non sai mai da dove iniziare per correggerla?
Perché tutti ti insegnano un approccio “tattico” fatto di tecniche separate o di “segreti” che funzionano solo con quei valori e quelle immagini.
La correzione delle immagini richiede un approccio STRATEGICO: per fare sì che ogni tecnica e ogni regolazione vada nella giusta direzione, all’interno di un piano preciso!

Avere un approccio strategico ti consentirà di sfruttare al meglio le tue risorse ed essere più veloce ed efficace.

P sta per PRATICA: Photoshop si impara con tanta pratica.

Pratica, tanta tanta pratica. Nulla più dell’esperienza diretta ti consentirà di ottenere risultati.

Nel metodo SPRITZ! ogni tecnica viene spiegata, mostrata e messa subito in pratica.
Esercitazioni, prove, errori e correzioni: è così che otterrai risultati più in fretta!

R sta per RIPETIZIONE: la ripetizione rende perfetti (o quasi 😉 ).

Non c’è arma più potente della pratica e della ripetizione per far sì che una cosa entri a far parte di te. Ogni cosa e ogni tecnica viene ripetuta e utilizzata di continuo per tutto il corso in combinazione con quelle nuove.
Così non impari solo le tecniche: scopri come metterle insieme nel tuo flusso di lavoro!

I sta per IMMERSIONE: immersione in un ambiente professionale.

Il modo migliore per raggiungere un livello da Pro è lavorare con professionisti veri e con strumenti e tecniche professionali.
Per questo in ogni corso il team di professionisti di FotografiaProfessionale è lì per supportarti in ogni momento.

Ambiente professionale vuol dire anche attrezzature professionali: monitor EIZO, fotocamere FujiFilm, tavolette Wacom, luci e attrezzatura Apromastore.

T sta per TECNICA: tecniche semplici per risultati professionali.

La pratica comanda, ma la tecnica è fondamentale.
Le mie tecniche personali per ottenere risultati professionali in tempi ridottissimi.
Photoshop non è fatto di tecniche complicatissime da fisico termonucleare ma di tecniche SEMPLICI, che combinate insieme ti permetteranno risultati incredibili!

E la Z? Z sta per ZOT!, i “colpi di fulmine” per dominare Photoshop!

Gli ZOT! sono tecniche velocissime e super efficaci, consigli e trucchi del mestiere da vero ritoccatore che ti insegnerò durante questo corso.
Non solo: per ogni ZOT! ho creato una scheda fisica (di cartoncino) fighissima con ogni passaggio della tecnica illustrato, con tanto di scorciatoie da tastiera e consigli.

Cosa succede in un corso SPRITZ?

Beh, per prima cosa non è detto che succeda ciò che ti aspetti 😉
I corsi dal vivo fatti con il metodo SPRITZ! cambiano ogni anno, ma sicuramente ti puoi aspettare che:

1) I tavoli saranno divisi a gruppi di 4 postazioni o magari a ferro di cavallo, o in cerchio.

2) Parteciperai attivamente alla decisione degli argomenti da trattare: c’è un programma, ma sarà sempre tagliato “su misura” del gruppo.

3) Lavorerai INSIEME ai tuoi colleghi: vi confronterete per tutta la durata del corso, imparando l’uno dall’altro.

4) Farai esercitazioni e lavoro pratico, correggerai le esercitazioni dei tuoi colleghi e loro le tue.

5) Imparerai divertendoti e facendo esperienza diretta.

6) Potrai fare TUTTE le domande che vuoi. Anzi, iniziamo subito, hai domande? Scrivile qui sotto 🙂

7) Mano a mano che ci addentriamo in Photoshop e nel fotoritcco imparerai tecniche progressivamente più fighe!

8) Per ogni tecnica e concetto fondamentale riceverai una scheda ZOT! con tutte le info che ti servono per essere autonomo.

9) Sceglierai le immagini da correggere e se vuoi puoi portare le tue.

10) Alla fine raggiungerai un livello che ora non ti aspetti neanche.

Tutto questo e tanto tanto altro è il Metodo SPRITZ!

Ti assicuro che sarà divertente, intenso, impegnativo e diverso da tutto quello che hai provato fino ad oggi.

Non vedi l’ora di provare?

Bene, il prossimo corso è proprio Photoshop SPRITZ! a novembre, a Parma.

Clicca qui sotto per iscriverti!

Ci vediamo fra Spritz e livelli,

a presto 😉

 

Simone Poletti

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Una goccia alla volta: la post per lo Still Life Beverage

UNO STILL LIFE BEVERAGE DI GIORGIO CRAVERO

07/05/2019
Simone Poletti

Una goccia alla volta: la post per lo Still Life Beverage

La Post-Produzione per lo Still Life Beverage: una disciplina fra la meditazione e la velocità.

Faccio una premessa: la post e il vino sono due delle mie passioni più grandi, quindi questo articolo sarà pieno di doppi sensi fra bevande (da meditazione) e post (da sorseggiare). Perdonami 🙂

Oltre a fare il ritoccatore e ad aiutare i fotografi a far pace con la post, sono un appassionato di fotografia. Amo i ritratti e tutto ciò che è foto in studio, ma quando mi mettono davanti un oggetto con cui giocare e un kit di luci da poter torturare, lì davvero mi diverto come un matto.
Anche perché lo Still Life si adatta perfettamente al mio modo di fare post e alle cose che amo di più nel ritocco.
La post per lo Still Life è una roba da ossessivi compulsivi del pixel, fatta di precisione, tecnica e pazienza. Di superfici da pulire, colori da uniformare e portare perfettamente “a cromia”, oggetti da regolare, drizzare, rendere perfetti. Curve da lisciare, riflessi da eliminare o enfatizzare, una quantità spropositata di tracciati, maschere, gruppi e piccole regolazioni quasi impercettibili.

La post per lo Still Life Beverage porta tutto ad un livello superiore: è più difficile, più tecnica, più divertente e più appassionante!

Fare post per lo Still Life Beverage vuol dire avere un rapporto quasi simbiotico fra ritoccatore e fotografo: il lavoro dell’uno è determinante per quello dell’altro ed entrambi definiscono il risultato finale con la qualità del loro intervento.

Questo significa che il fotografo deve scattare il meglio possibile, curando ogni minimo dettaglio e confrontandosi spesso con il ritoccatore per decidere insieme cosa rifinire in post e cosa invece deve essere concluso già in scatto.

Alcune immagini, come lo splash di Aperol Spritz qui sopra, presuppongono l’uso di diversi scatti, preparati con attenzione e uniti in post per un risultato incredibile.

 

L’ingresso della post nella fotografia di Still Life (non solo di bevande), ha portato ad un incredibile aumento delle possibilità creative e della qualità del prodotto finale. Oggi sono possibili cose che semplicemente erano irrealizzabili senza l’intervento della post e gli stessi fotografi di still life scattano e “pensano” in modo diverso: con meno limiti, più velocità, più opportunità.

L’uso della post ha introdotto nello Still Life una serie di possibilità prima inimmaginabili: dal focus stacking agli effetti speciali come splash e composizioni di oggetti.

Oggi, anche grazie alla post, le immagini di still life sono più veloci da realizzare, più belle, più creative e alla portata di un maggior numero di fotografi.

Per questo è ancor più di prima fondamentale studiare, lavorare, esercitare e accrescere al massimo le proprie competenze per riuscire ad essere al top in un settore nel quale la qualità media dei professionisti è altissima e i migliori del mondo sfiorano vette incredibili.

Nel caso dello Still Life la solita frasetta da social “Sono tutti Fotografi” non vale proprio.

Se vuoi essere ad un livello da vero pro in questo settore devi diventare un fotografo di grande qualità e competenza tecnica e un ritoccatore con i controcazzi (scusa il termine, ma rende l’idea 😉 ).

 

Cosa serve per una post di qualità nello Still Life Beverage?

1. Fotografie di altissima qualità, concordate prima dell’inizio dei lavori

2. Conoscenza dei materiali e delle superfici

3. Capacità di realizzare tracciati super-precisi in brevissimo tempo

4. Capacità di interpretare la visione del fotografo e interpretarla al meglio

5. Velocità e precisione nella pulizia dell’immagine dai difetti

6. Competenza nella correzione colore

7. Gestione di luci, ombre e prospettive

8. Capacità di riprodurre effetti reali attraverso la post

1. Fotografie di altissima qualità, concordate prima dell’inizio dei lavori

Puoi essere il miglior ritoccatore del mondo, ma se gli scatti non sono di altissima qualità ti aspettano lunghe ore di lavoro scomodo e difficile per poi ottenere risultati discutibili. Sono il primo io ad accorgermene: quando lavoro sulle foto dei miei clienti (professionisti di alto livello), il lavoro è semplice, divertente e piuttosto veloce; quando invece creo immagini partendo da scatti miei (come fotografo sono un semplice appassionato), ho molte più difficoltà.

Una grande post non può sostituire un grande scatto.

 

2. Conoscenza dei materiali e delle superfici

Ogni materiale riflette la luce e si comporta in modo differente: non solo il fotografo, ma anche il ritoccatore deve saperlo. Altrimenti ci ritroviamo con vetri lucidi dai riflessi satinati, liquidi senza trasparenze, riflessioni su superfici a specchio ecc…

Se hai dubbi, prendi oggetti veri e guarda come reagiscono alla luce, come riflettono, come si specchiano. La Post deve, il più possibile, riprodurre effetti reali e veritieri: il modo migliore per ottenerli è “copiarli” dalla realtà (quando non è possibile ottenerli direttamente in scatto 😉 )

3. Capacità di realizzare tracciati super-precisi in brevissimo tempo

“Un tracciato è per sempre”.

Non l’ha detto Ansel Adams, l’ho detto io, ma rimane vero 🙂

Nello Still Life il tracciato è semplicemente l’unico modo sensato per separare parti dell’immagine in modo preciso, qualitativo e sempre editabile. Perché, come sempre, ogni cosa che fai in post deve essere sempre editabile e ripristinabile: devi sempre poter tornare indietro.

In un’immagine di Still Life possiamo avere anche 20/25 tracciati diversi, sono fondamentali e non ti pentirai MAI di aver preparato un tracciato in più.

Li odi? Vieni al mio workshop di Photoshop Base e farò in modo che scoppi l’amore! 😉

4. Capacità di capire la visione del fotografo e interpretarla al meglio

Capire quello che ha il fotografo in testa, che immagine ha in testa, quali sono per lui le caratteristiche imprescindibili e i difetti da eliminare.

Capire soprattutto qual è il messaggio che deve essere trasmesso, con quale tono e con che linguaggio.

Queste sono le cose che un ritoccatore DEVE saper fare. Ovviamente, se sei sia il fotografo che il ritoccatore, è molto più facile.

 

5. Velocità e precisione nella pulizia dell’immagine dai difetti

Esistono diverse tecniche per la pulizia e la correzione dei difetti, ognuno ha la sua preferita. Il mio consiglio principale è: trova il tuo modo, sii disposto a cambiarlo (io lo faccio piuttosto spesso), ma non lasciarti prendere dalle mode.

Per capirci: la “separazione delle frequenze” non è la soluzione ad ogni male e non è vero che è il metodo usato da TUTTI i ritoccatori professionisti. È vero però che può essere molto utile, mixata ad altre tecniche e che lo stesso metodo che utilizzi per correggere l’incarnato di una modella può essere usato per eliminare la polvere dal quadrante di un orologio o da un bicchiere.

Il tuo flusso di lavoro per l’eliminazione dei difetti deve essere:

1. Collaudato e a prova di bomba

2. Semplice per te (la semplicità è un fattore soggettivo, ma se usi un metodo che trovi astruso e non ti “calza” alla perfezione, meglio cambiarlo)

3. Deve preservare la texture dei materiali

4. Deve permetterti risultati di qualità altissima in tempi brevi

 

6. Competenza nella correzione colore

La correzione del colore è un fattore importantissimo in ogni tipo di Still Life. Soprattutto quando devi metter insieme scatti realizzati magari con luci leggermente diverse (per enfatizzare un dettaglio rispetto ad un altro) devi essere in grado di uniformare cromaticamente e tonalmente ogni parte dell’immagine.

7. Gestione di luci, ombre e prospettive

Conoscere il modo di muoversi della luce e delle ombre, per poter riprodurre certi effetti in post, è importantissimo.

Come è fondamentale conoscere la prospettiva e il funzionamento dei piani prospettici e focali. Per questo consiglio sempre ai miei ritoccatori di fare un corso di disegno: le regole del disegno sono le stesse che dovrai rispettare nella composizione di un’immagine digitale.

8. Capacità di riprodurre effetti reali attraverso la post

Nelle composizioni Beverage, come nelle immagini ambientate, può essere necessario ricreare effetti che in scatto non abbiamo potuto ottenere: dalle ombre di oggetti inseriti in un secondo momento a gocce d’acqua, fumo, ecc…

La soluzione migliore è sempre quella di avere uno scatto da montare, ma a volte capita che, per problemi di tempo o di disponibilità, si debba fare di necessità virtù. A quel punto, un po’ di esperienza e una bella banca di effetti e immagini pronte all’uso (raccolte nel tempo) può salvarti la vita 😉

Queste sono, secondo me, le cose che ti servono per una post da Pro nello Still Life Beverage, ma sono sicuro che ce ne possano essere tante altre: scrivi nei commenti quelle che vengono in mente a te 😉

Se vuoi diventare un Pro della Fotografia Still Life, non posso che consigliarti la Masterclass con Giorgio Cravero, a partire dal primo video-corso, dedicato proprio alla Fotografia di Beverage!

 

Ci sentiamo al prossimo articolo o al prossimo corso di FotografiaProfessionale!

A presto 🙂

 

Simone Poletti

Interviste
La Post secondo Martina Romano

FOTOGRAFIA DI LETIZIA TOSCANO, FOTORITOCCO DI MARTINA ROMANO

22/02/2019
Francesca Pone

La Post secondo Martina Romano

Nei giorni scorsi, assieme al team di FotografiaProfessionale, mi trovavo a Torino per lavorare sulle riprese di un nuovo video-corso con il fotografo Giorgio Cravero 🙂

Allora ho colto la palla al balzo e ho chiamato Martina Romano per parlare del suo intervento al Photography PRO Day: e allora perché non intervistarla? 🙂

Ci siamo sedute in studio e, tra qualche risata e qualche gaffe, abbiamo iniziato a parlare di lei e della sua professione.

 

 

Martina Romano
Martina Romano

 

FP: Ciao Martina, intanto grazie per aver accettato l’intervista. Parlaci di te e presentati!

MR: Sono Martina Romano, una ritoccatrice di Torino specializzata in Fashion e Beauty Photography. Ho iniziato circa quattro o cinque anni fa la mia carriera da freelance e lavoro con diversi fotografi: ho iniziato prima su Torino, ma da un po’ collaboro con fotografi da tutta Italia e anche all’estero.

Ultimamente sto uscendo un po’ dai miei schemi e sto allargando il mio lavoro alla Post-produzione Automotive e Still Life: sono dei campi che mi interessa esplorare, soprattutto perché voglio approfondire la post-produzione a 360°.

Da poco tempo, inoltre, sono una docente allo IED di Torino per un corso di Design in cui ovviamente insegno Photoshop; spesso contribuisco come relatrice a Workshop e seminari di altre realtà, infatti sarò presente anche al Photography PRO Day: grazie per l’invito!

 

Fotografia di Francesco Italia, fotoritocco di Martina Romano
Fotografia di Francesco Italia, fotoritocco di Martina Romano

 

FP: Quando è stata la prima volta in cui ti sei approcciata alla post-produzione?

MR: La prima volta che mi sono approcciata alla post-produzione è stato poco prima dell’università: ho lavorato per due anni come fashion designer per un brand italiano e lì ho imparato ad usare Photoshop e me ne sono innamorata. Non avevo mai utilizzato questo software: lì in azienda dovevo utilizzarlo più che altro per disegnare abiti, quindi più sul design. Per conto mio allora ho iniziato a lavorare sulle fotografie di moda che trovavo in azienda e da lì è stato un colpo di fulmine con la post-produzione.

Pian piano ho capito che non mi interessava tanto la progettazione degli abiti, piuttosto le fotografie degli abiti e la fotografia di moda; allora mi sono iscritta all’università di Firenze laureandomi in Comunicazione Visiva. Poi sono tornata a Torino e ho pensato a come poter far diventare la post-produzione una carriera a tempo pieno. Ho impiegato diversi mesi a realizzare un buon portfolio: per realizzarlo ho chiesto in prestito ad amici e fotografi le loro immagini, su cui ho potuto fare pratica.

 

Fotografia di Erika Banchio, fotoritocco di Martina Romano
Fotografia di Erika Banchio, fotoritocco di Martina Romano

 

FP: Quanto pensi sia indispensabile costruirsi un buon portfolio?

MR: È fondamentale: nessuno mi ha mai chiesto quale fosse il mio titolo di studio.

Il portfolio è essenziale perché è un biglietto da visita personalizzato, è ciò che fai vedere di te. Bastano poche immagini per costruire un portfolio di qualità: il trucco sta nello scremare i lavori realizzati, anche se inizialmente è difficile. La tendenza è quella di raccogliere più materiale possibile; bisogna studiare ogni singola immagine e pensare se quel lavoro potrebbe colpire l’attenzione del cliente.

Dobbiamo sempre ricordarci che noi parliamo con le immagini e le immagini devono comunicare; ce la si gioca tutta al primo impatto.

 

FP: Quanto conta la specializzazione per avere successo?

MR: All’inizio è fondamentale specializzarsi. Io ho seguito questa strada: inizialmente ho cercato di comprendere quale fotografia fosse più di mio interesse, allora ho scelto Beauty e Fashion perché erano i campi che mi piacevano di più. Specializzarsi è essenziale per conoscere a fondo il nostro settore e per fare sempre meglio il nostro lavoro.

Nel mio caso, ora che mi sento di conoscere completamente la post-produzione in campo Beauty e Fashion, ho deciso di allargare i miei confini. Il mio obiettivo è quello di fare post-produzione a 360° per trovare sempre nuovi stimoli.

 

Fotografia di Letizia Toscano, fotoritocco di Martina Romano
Fotografia di Letizia Toscano, fotoritocco di Martina Romano

 

FP: Come vedi il rapporto tra fotografia e post-produzione?

MR: Secondo me sono sorelle: sono nate insieme ed hanno un rapporto molto stretto. Sento spesso accusare la post-produzione di essere l’ultima arrivata che vuole stravolgere il mondo della fotografia, ma non è così: la post-produzione è vecchia tanto quanto la fotografia, perché nata in camera oscura con lo sviluppo dell’immagine.

Io vedo il fotoritocco in due modi: c’è quello affine alla fotografia, cioè come seconda fase di un processo unico; in quel caso se non c’è fotografia, non c’è post-produzione. Poi c’è la post-produzione che, personalmente, definisco più spinta: si tratta di una post che ti permette di creare un’immagine da zero. Anche questa è post, ma è svincolata dalla fotografia. Qui non si parla più di fotografia, ma di creazione di una nuova immagine.

 

FP: Che consigli daresti a chi vuole fare il ritoccatore oggi?

MR: Come detto prima, bisogna assolutamente costruirsi un valido portfolio: quando ho iniziato io ricordo che non avevo le idee ben chiare e nessuno mi aveva detto che potevo fare della post-produzione la mia professione; io la vedevo più come un divertirmi su Photoshop e non pensavo che potesse davvero essere un lavoro. Ho voluto provarci e mi sono applicata per mesi a creare un valido portfolio e un sito.

Pronto tutto il necessario, ho iniziato ad inviare il materiale ai fotografi torinesi: alcuni mi hanno risposto subito e ho fatto per loro dei test. Da quei contatti sono nate diverse collaborazioni.

Bisogna essere autocritici ed osservare il lavoro degli altri, facendo molta selezione: oggi con i social siamo bombardati da immagini e la post-produzione è ovunque. Bisogna distinguere la post-produzione mediocre da quella di alto livello: è essenziale fornirsi un’adeguata cultura dell’immagine.

Oggi tantissimi vogliono fare i ritoccatori, ma occorre la giusta formazione: quando ho iniziato io, non ho trovato corsi di formazione adatti alle mie esigenze. Poi ho scoperto qualche mese fa la vostra Accademia: è proprio quello che avrei voluto fare!

 

Fotografia di Ugo Ricciardi, fotoritocco di Martina Romano
Fotografia di Ugo Ricciardi, fotoritocco di Martina Romano

 

FP: Molti ritoccatori ascoltano musica lavorando. Tu che musica ascolti mentre lavori? Hai mai provato con gli audiolibri?

MR: Ho provato con gli audiolibri soprattutto durante i lavori più ripetitivi come possono essere i cataloghi, ma non ci sono mai riuscita. Ascolto sempre la musica: il mio artista preferito è Jhonny Cash ma mi piace anche il Country, il Blues, il Jazz, il Rock n’ Roll.

Ho iniziato anche a prendere lezioni di canto, così posso cantare mentre post-producoPer la gioia dei miei vicini!

 

FP: C’è qualcosa che vorresti dirmi che non ti ho chiesto?

MR: Beh che ho iniziato a prendere lezioni di canto non me l’hai chiesto… Ti inviterò alla mia prossima Jam Session 😀

Sono molto contenta di essere stata contattata per il Photography PRO Day 2019 e non vedo l’ora di poter condividere con voi le mie tecniche e le mie strategie: parlerò proprio di come gestire il marketing da freelance, quindi come trovare clienti e come porsi con le figure professionali con cui si collabora.

 

FP: Grazie per questa intervista, ci vediamo presto!

 MR: Grazie a voi, ci vediamo il 23 Marzo a Reggio Emilia 😉

 

Francesca

Tecnica Post-Produzione
Una nitidezza da paura per le tue fotografie!

PAURA EH?: LA NITIDEZZA SPAVENTA CHI NON CE L’HA

03/09/2018
Simone Poletti

Una nitidezza da paura per le tue fotografie!

Ogni tipo di fotografia ha la sua caratteristica irrinunciabile, ma tutti i fotografi hanno un Santo Graal che cercheranno dal primo all’ultimo giorno della loro carriera: la nitidezza perfetta!

Giulio Andreotti amava dire “il potere logora chi non ce l’ha” e la stessa cosa accade con la nitidezza!

La nitidezza è così importante, per un’immagine digitale, che spaventa, soprattutto quando non c’è 😉

Così investiamo tantissimo denaro in ottiche non solo luminose, ma soprattutto incise. Ad un certo punto cambiamo anche il corpo macchina, perché non riesce più a “risolvere” il dettaglio al livello delle nuove ottiche che abbiamo comprato.

Passiamo ore e ore (io per primo) su tecniche di post per ottenere una nitidezza davvero da paura e una delle domande che mi fanno più spesso è “Qual è la miglior tecnica per la nitidezza per la fotografia di …?”

Per questo studio nuove tecniche ogni giorno e ho dedicato un intero corso a questo argomento.

Non esiste una tecnica universale per migliorare la nitidezza. Questo non è dovuto tanto al genere di foto, quanto le caratteristiche tecniche dello scatto e al tuo gusto personale.

Come fai quindi ad ottenere la nitidezza perfetta per i tuoi scatti?

Devi valutare una serie di fattori che ti porteranno a compiere le scelte migliori.

Prima di tutto però, è necessario fare una brevissima introduzione sul funzionamento della nitidezza.

Come al solito cercherò di utilizzare il linguaggio più chiaro possibile, quindi perdonami se non sarò troppo tecnico ed ortodosso 😉

COME FUNZIONA LA NITIDEZZA?

Ogni filtro o tecnica per la nitidezza funziona in base a tre parametri principali:

L’incidenza della nitidezza (cioè quanto è forte)

Il raggio della nitidezza (cioè quanti pixel vengono influenzati dalla nitidezza)

La soglia (cioè su quali aree viene appicata la nitidezza)

 

La Nitidezza, nei software di sviluppo e di ritocco per la fotografia digitale, funziona in questo modo:

il software riconosce delle aree di particolare contrasto tonale in un numero ridotto di pixel. In pratica capisce dove ci sono delle aree dove pixel scuri e chiari si “toccano”.

In base alla soglia impostata, il filtro andrà ad influenzare solo le aree dove questo forte contrasto si sviluppa in pochi pixel (Bordo occhi, bordo del viso, peli della barba, capelli, ecc…o anche aree dove il passaggio avviene in modo più graduale (pelle, aree in ombra, ecc…).

In base al raggio impostato, il filtro andrà ad agire per 1, 2 o “n” pixel, partendo dal “centro” dell’area di contrasto individuata.

In base alla intensità impostata, il filtro andrà ad aumentare in modo proporzionale la differenza fra chiari e scuri nell’area selezionata, creando una maggiore nitidezza percepita.

 

Anche i plug-in che non ti lasciano regolare questi fattori, funzionano (bene o male) nello stesso modo.

La nostra percezione della nitidezza è quindi influenzata dalla differenza tonale fra pixel vicini: quando c’è molta differenza percepiamo molto dettaglio, quando è poca percepiamo sfumature morbide.

Se esageri con l’intensità avrai degli aloni piuttosto evidenti intorno ai contorni dell’immagine.

Alcuni software (come Capture One) hanno già introdotto regolazioni specifiche proprio per supportare una grande intensità della nitidezza, eliminando gli aloni.

Se aumenti troppo il raggio avrai una percezione della nitidezza in stile “fake HDR”, molto forte e fastidiosa.

Sempre meglio mantenere il raggio della nitidezza ad 1,0 pixel (o meno), per avere un’immagine pulita, incisa ma non esasperata.

Se non regoli con attenzione la soglia, rischi che la nitidezza lavori anche su aree dove non dovrebbe agire (pelle, fondi, tessuti, ecc…) creando un effetto di granulosità sull’immagine.

Meglio tenere la soglia su valori che ne limitino l’azione alle sole aree di contrasto già presenti nell’immagine.

In Lightroom, ad esempio, puoi utilizzare la funzione “Mascheratura” che trovi nel pannello “Dettagli”, scorrendo il cursore con il tasto “Alt (option)” premuto, per regolare visivamente le aree di incidenza della nitidezza.

In base a cosa decido l’intensità e il raggio della nitidezza da applicare?

In base a cinque fattori:

1) Dimensione in pixel dell’immagine

Più è grande (in pixel) la tua fotografia e più supporterà (e sopporterà) nitidezza, sia in intensità che in raggio.

Un’immagine di grandi dimensioni (pensa al nuovo sistema medio formato Phase One da 150Mpx!) ti permnette di aumentare la nitidezza senza degrado, un’immagine piccola (sotto i 2000px di lato lungo) soffrirà già con un raggio di 1px.

2) Dimensione del soggetto nell’immagine

Un soggetto molto grande (ad esempio un primo piano) può richiedere anche un raggio maggiore di 1px e accettare un’intensità molto alta, un soggetto piccolo (un paesino all’interno di una vallata) richiede invece raggio minore di 1px.

3) Tipologia di immagine

Il paesaggio è il classico genere di fotografia nella quale applicare una nitidezza molto forte, ma con raggio molto ridotto (e attenzione agli aloni). Un ritratto maschile può dare il meglio con raggio più alto (mai comunque oltre i 2px) e un aspetto piuttosto “crudo”.

Ma una foto di bambini, o un bel ritratto femminile, rendono meglio con metodi per l’aumento della nitidezza più delicati.

4) Sensore

Ogni modello di macchina ha un sensore differente che si comporta in modo diverso rispetto alla stessa tecnica o allo stesso filtro. Io trovo che il dettaglio di Capture One (mixando Nitidezza, Struttura e Chiarezza) sia MERAVIGLIOSO, ma su alcuni RAW l’effetto è granuloso e davvero deludente.

5) Gusto personale

Ognuno ha una percezione differente e ciò che per me può essere esagerato, magari a te piace tantissimo 😉

Tieni conto di questi fattori quando applichi la nitidezza alle tue immagini e segui questo consiglio:

Quando ti sembra che la nitidezza vada bene… abbassala del 20% 😉

Ci sono tantissime tecniche per l’aumento della nitidezza, con caratteristiche ed effetti molto diversi.

Alcune, come quella che io chiamo “Double Focus” e che sfrutta il canale della luminanza in LAB, ti permettono un dettaglio fortissimo e una grande effetto di tridimensionalità. Altre, come “Accentua Passaggio”, hanno un tocco più morbido e delicato.

Alcuni software hanno un plug-in per la nitidezza fantastico, altri decisamente meno…

Insomma, sta a te scegliere la tecnica o il filtro perfetti per la tua fotografia, tenendo conto di un altro fattore molto importante:

Ogni fotografia ti chiederà un tipo di nitidezza differente. Puoi avere la tua tecnica preferita, ma non andrà mai bene SEMPRE 😉

 

Infine, ecco un ultimo consiglio:

Utilizza un filtro per la nitidezza con raggio basso, intensità altissima* e soglia ridotta solo alle aree di massimo contrasto per ottenere un dettaglio fine, super inciso e ottimo per avidenziare i paesaggi, le rocce, i piccoli oggetti nell’immagine.

 

Utilizza un filtro nitidezza con un raggio molto grande (anche 20-30px) e un’intensità molto bassa per ottenere un effetto di maggiore rilievo e tridimensionalità nelle immagini di ritratto o quando è necessario evidenziare volumi e ombre.

 

*Non farlo in RGB, ti troveresti con degli aloni fastidiosi

Non mi resta che darti appuntamento al prossimo articolo o al prossimo corso, buon lavoro e buon divertimento con la nitidezza!

 

Simone P

Tecnica Post-Produzione
La regola del 5 per un fotoritocco di qualità

LA REGOLA DEL 5

14/08/2018
Simone Poletti

La regola del 5 per un fotoritocco di qualità

La Regola del 5 può salvarti da errori terribili nel fotoritocco, aiutarti a ottenere immagini migliori e a costruire un mondo più felice e accogliente!

 

Lo so, molti fotografi sono convinti che i ritoccatori siano esseri senza cuore e senza principi, occupati a trasformare tranci di pizza in modelle (se non hai capito di cosa sto parlando, cerca su YouTube “Photoshop has gone too far”) e a creare nuovi standard di bellezza irraggiungibili con la post.

Ma anche noi abbiamo una coscienza, dei sentimenti e soprattutto delle regole!

Regole che, se usate dal giusto lato della forza (questa volta dovresti sapere di cosa parlo… davvero 😉 ), possono permetterti di ottenere grandi risultati dalla post delle tue fotografie!

 

 

In particolare io utilizzo sempre la Regola del 5 e oggi voglio condividerla con te!

È un cosa molto semplice, niente formule astruse o sequenze da imparare ma tanta attenzione e un po’ di buonsenso, divise in tre parti 😉

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