News ed Eventi
Come trasformare il Tethering in un superpotere per fotografi!

FOTOGRAFI SUPERVELOCI!

28/09/2018
Simone Poletti

Come trasformare il Tethering in un superpotere per fotografi!

La vita dei fotografi è come uno schema di SuperMario: fra salti, acrobazie, ostacoli, trappole, funghi allucinogeni e principesse da salvare, ogni tanto capita un superboost che ti fa andare più veloce e aumenta l’energia: il tethering!

Tutti, o quasi, abbiamo giocato a Super Mario Bros e tutti abbiamo ben chiare le difficoltà tecniche, operative e gestionali della vita da fotografo, professionista o appassionato che sia.

Devi essere una specie di dea Kali a mille braccia per gestire tutto e controllare tutto e spesso diventa davvero stressante e impegnativo sia livello fisico che mentale.

Ne parlavo l’altra sera con alcuni amici fotografi di un circolo della mia città (uno dei più grandi in Italia, molto attivo):

“Tu sei un professionista, hai uno staff che ti aiuta, ma come faccio io che son da solo a gestire tutto? Anche solo in studio,quando scatto un ritratto, devo controllare le luci, gestire il soggetto, scaricare le schede, fare le scelte, archiviare i file, ecc… A volte qualcosa lo dimentico…”

In questi anni la tecnologia, nel mondo della fotografia, ha fatto passi incredibili proprio in questa direzione: fotocamere e software sono sempre più utili nel gestire il “lavoro sporco” e aiutare ogni tipo di fotografo a controllare tutto il processo in modo più semplice e veloce.

Se scatto in studio, o in location ma in situazione “controllata”, il tethering è uno strumento fantastico per migliorare le tue performance, renderti più veloce e tenere sotto controllo tutto il processo di lavoro.

Cos’è il tethering?

Il tethering o “scatto in acquisizione diretta” è un metodo di lavoro che prevede il collegamento diretto (di solito via cavo) fra macchina e computer. Permette di acquisire direttamente le immagini nel software per lo sviluppo del raw, rendendo il lavoro più veloce e sicuro.

Oggi i software che gestiscono lo scatto in acquisizione diretta sono tanti, da quelli che lo fanno in modo elementare come Lightroom e tante App dei produttori (Fuji, Canon, ecc…) a quelli più evoluti, completi e performanti come Capture One.

I vantaggi concreti del lavoro in Tethering sono davvero tanti:

  1. Immediato controllo degli scatti dal monitor
  2. Check su messa a fuoco, inquadratura ed esposizione più veloce ed affidabile rispetto al monitor LCD della macchina
  3. Archiviazione diretta dei file su catalogo e/o in cartella dedicata (dipende dal software)
  4. Maggiore velocità del processo rispetto allo scatto con scheda
  5. Maggiore sicurezza del processo rispetto allo scatto con scheda
  6. Possibilità di acquisizione diretta in cartelle predefinite, dividendo gli scatti in acquisizione (con Capture One)
  7. Live view iper-performante con messa a fuoco e gestione di immagini sovrapposte per scatti multipli (con Capture One)
  8. Sviluppo in acquisizione con applicazione diretta alle immagini successive (con Capture One)

In pratica puoi gestire tutto da solo, controllando la messa a fuoco a distanza e avendo un feedback immediato dal software.

Con Capture One, ad esempio, puoi gestire tutto in fase di scatto arrivando al termine della giornata di servizio con le immagini già archiviate, divise per soggetto e già sviluppate, senza dover più perdere altro tempo!

Io amo lo scatto in studio e, onestamente, non potrei fare a meno della mia nuove versione di Capture One, del mio Mac e del mio cavo arancione collegato alla fotocamera!

Anzi, ti saluto e vado a preparare il set per gli scatti (in tethering) di sabato 😉

 

A presto e buon divertimento!

 

Simone P

News ed Eventi
Nikon progetta un sensore per identificare le nostre emozioni

NIKON – UN SENSORE PER LEGGERE LE NOSTRE EMOZIONI

17/08/2018
Francesca Pone

Nikon progetta un sensore per identificare le nostre emozioni

Nikon sta lavorando ad un sensore biometrico in grado di leggere alcune caratteristiche biologiche e comportamentali di una persona, emozioni comprese 📸

 

Rappresentare un’emozione attraverso la fotografia è uno degli obiettivi più condivisi dai fotografi, ma non sempre è così semplice come sembra: riguardando una foto che hai scattato, ti è mai capitato di pensare “Non ritrae perfettamente ciò che ho provato”?

 

Ecco, Nikon potrebbe venirti in aiuto!

 

Mentre Canon, qualche mese fa, aveva diffuso una notizia riguardo al lettore di impronte digitali per proteggere la nostra attrezzatura (proprio come con i nostri smartphone), nelle ultime settimane Nikon ha sorpreso ancora più gli amanti della fotografia: l’azienda sta lavorando infatti ad un sensore in grado di leggerele impronte digitali di entrambe le mani al momento dello scatto, ma anche molto di più.

Parliamo di un sensore biometrico.

Un sensore biometrico è un particolare sistema informatico capace di “leggere” informazioni su una persona in base a caratteristiche biologiche e comportamentali.

Nikon ha deciso di sfruttare questa tecnologia per identificare le nostre emozioni: il sensore biometrico sarà posizionato su fronte e retro dei corpi macchina, ma anche ai lati degli obiettivi.

Questo particolare sensore permetterà alla tua macchina fotografica di rilevare dati vitali come il battito cardiaco, la pressione sanguigna, la temperatura corporea e persino quanto forte stai impugnando la tua attrezzatura!

E (rullo di tamburi) proprio grazie a questi parametri biologici, il sensore sarà in grado di rilevare le tue emozioni.

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News ed Eventi
Cresciamo restando giovani: il nostro team si allarga!

DI PIù E PIù GIOVANI: BENVENUTI FRANCESCA E LORENZO! / FOTOGRAFIAPROFESSIONALE.IT

28/06/2018
Gloria Soverini

Cresciamo restando giovani: il nostro team si allarga!

Il team di FotografiaProfessionale si allarga e dà il benvenuto ai due nuovi acquisti: Francesca e Lorenzo, giovani appassionati di fotografia e di comunicazione che superano il confine del Po per venire a riempire le fila del nostro neonato Settore Giovanile

 

Francesca e Lorenzo ci hanno conosciuto, come tanti, seguendo la nostra pagina Facebook; da lì, tra un articolo e l’altro, hanno intercettato il nostro video di ricerca personale e nei prossimi mesi impareranno i trucchi del mestiere.

Ci piace pensare che l’arrivo di questi ragazzi giovanissimi sia la dimostrazione del successo di FotografiaProfessionale, del lavoro svolto dal nostro team e… sì, anche di tanta passione per la fotografia 🙂
C’è qualcosa di più bello del rendere la propria passione un lavoro? Io credo di no.

 

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Fotografia
Camera Robot: nuove opportunità in arrivo?

SCENA TRATTA DA “IRON MAN”

22/06/2018
Lorenzo Montanari

Camera Robot: nuove opportunità in arrivo?

I camera robot sono sempre più in evoluzione e sempre più utilizzati nell’ambito delle riprese per la loro fluidità e versatilità. Nuove opportunità nel mondo lavorativo ci aspettano?

 

Un camera robot è un braccio tecnologico in grado di fare praticamente qualsiasi tipo di movimento, di scattare foto e riprendere, e di regolare zoom e apertura automaticamente.
Sicuramente hai visto almeno un film che abbia avuto tra i protagonisti Iron Man. Se ben ricordi, uno degli assistenti di laboratorio preferiti (non sempre) di Tony Stark era un braccio robotico collegato al sistema di intelligenza artificiale.

Se hai mai sognato di sentirti come lui (o almeno un po’), un camera robot è quello che ti serve.

 

 

Abbiamo avuto l’opportunità di discuterne con Giorgio Cravero durante il workshop di Fotografia Pubblicitaria della nostra Accademia di PostProduzione da lui tenuto.

Giorgio, vincitore del premio Hasselblad Masters Awards 2016, è specializzato nella fotografia Still Life e Advertising, ci ha parlato di come sempre più fotografi di questi settori siano chiamati ad approcciarsi al settore video. In questo ambito è sempre più diffuso l’utilizzo di camera robot, che possono anche derivare da ex bracci robotici di una catena di montaggio. Le possibilità che aprono queste nuove tecniche sono veramente infinite.

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Post-produzione
Corsi e workshop: come faccio a evitare i “pacchi”?

COME EVITARE DI PRENDERE UN “PACCO”?

18/01/2018
Simone Poletti
4 commenti ]

Corsi e workshop: come faccio a evitare i “pacchi”?

10 semplici regole per scegliere un video-corso o un workshop di qualità e non prendere pacchi

 

Lavoro in un’azienda che fa corsi di formazione, quindi ti avverto fin dall’inizio: in questo articolo non mi sentirai parlar male di chi fa corsi 🙂

Ma, facendo formazione da diversi anni, mi rendo conto ogni giorno di più che molti sono un po’ disorientati dalla presenza sul mercato di un’enormità di workshop e corsi di fotografia e di post-produzione.

Diciamoci la verità: tanti fotografi che facevano un po’ fatica a “tirare fine mese” si son messi a fare corsi, forse invogliati dal successo di team più strutturati, come il nostro o altri che sono su questo mercato da anni.

Ci sono anche tanti fotografi che hanno iniziato a fare corsi spinti dai loro amici e conoscenti, perché sono semplicemente bravi ad insegnare!

Ci sono poi tanti che vengono ai workshop o acquistano video-corsi e pensano “Posso farlo anche io!“. Così il giorno dopo aprono una pagina Facebook e si mettono a distribuire tutorial o a vendere corsi live.

In particolare in questi primi giorni del 2018 ho visto comparire sui social una miriade di corsi, workshop, incontri di fotografia e di post: dal corso base di fotografia al workshop più evoluto.

Chiariamo subito un punto: non c’è niente di male. Chiunque si lanci in una nuova impresa ha la mia solidarietà e il mio “in bocca al lupo”.

Anzi, alcuni sono davvero bravi e la concorrenza fa solo e sempre bene: tiene “alta l’asticella” e ti ricorda ogni giorno che devi migliorare costantemente e tenerti aggiornato 😉

Il successo di FotografiaProfessionale è dovuto a tre fattori: alla nostra bravura (scusa l’immodestia, ma è vero), al sostegno e allo sprone dei nostri utenti (fantastici!) e al fatto che ci sono tanti colleghi bravissimi che ci costringono a fare sempre meglio.

 

Poi, come è sempre accaduto in ogni campo (anche nella fotografia, è solo questione di tempo), quelli bravi rimangono e hanno successo, quelli scarsi scompaiono nel nulla e cambiano mestiere.

Quindi, se il problema non è la concorrenza o il fatto che ci siano tanti fotografi che fanno corsi e workshop, qual è?

Il problema è che tu, come utente interessato a questi workshop o a questi corsi, spesso non trovi gli strumenti per capire cosa è valido e cosa no.

Spesso ai miei workshop mi sento dire “Ho fatto decine di corsi prima di trovare voi, provavo un po’ a caso prendendo anche grosse fregature”.

Come fai ad evitare quelle fregature e andare dritto al punto, trovando subito il corso o il workshop che fa per te?

Coma fai a distinguere cosa ti può essere davvero utile da una perdita di tempo e denaro?

Beh, credo che si possa stilare un piccolo “Vademecum dell’aspirante allievo“, una serie di piccoli ma utili consigli per facilitare la tua scelta.

Non ti preoccupare, sarò breve e non dovrai studiare un tomo di 1000 pagine. Mi affiderò all’esperienza, al buonsenso e… alla sintesi 😉

 

Sarò breve e sintetico
Sarò breve e sintetico

10 semplici regole per scegliere un video-corso o un workshop di qualità e non prendere pacchi

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Post-produzione
Guida di sopravvivenza agli aggiornamenti di Lightroom 6

DA LIGHTROOM 6 A CLASSIC CC DOPO L’AGGIORNAMENTO: COME EVITARLO?

28/11/2017
Gloria Soverini

Guida di sopravvivenza agli aggiornamenti di Lightroom 6

Se hai acquistato la licenza di Lightroom 6 e non hai nessuna intenzione di passare al software in abbonamento, devi sapere che non devi effettuare alcun update di Lightroom utilizzando il download manager di Adobe con i settaggi predefiniti: se lo fai, LR 6 verrà sostituito con Lightroom CC!
Come evitarlo?

Da quando Adobe ha rilasciato l’aggiornamento di Lightroom continuiamo a ricevere commenti e lamentele in merito a questo problema, ma soprattutto richieste d’aiuto. Ecco perché ho deciso di affrontare l’argomento in maniera “pubblica”, così da poter aiutare chi è in difficoltà 🙂

Se hai la versione standalone di Lightroom 6 devi prestare attenzione agli avvisi sugli aggiornamenti dall’Adobe download manager, perché rischi di vederti disinstallare Lightroom 6 e, al suo posto, trovarti la versione CC; a questo punto, quando cerchi di accedere a Lightroom ti viene richiesto se vuoi abbonarti o vuoi provare una versione di prova di 7 giorni.

Perché succede?
Questo passaggio si verifica perché l’opzione “Rimuovi la vecchia versione” nelle “Opzioni Avanzate” dell’aggiornamento è selezionata di default.

 

 

Lightroom 6/CC Opzioni Avanzate

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Fotografia
Due nuovi corsi per un’estate in Lamborghini!

UN’ESTATE IN LAMBORGHINI CON FOTOGRAFIAPROFESSIONALE

26/07/2017
Simone Poletti

Due nuovi corsi per un’estate in Lamborghini!

Ci sono settori della fotografia e della post ai quali è più difficile avere accesso: uno di quelli più esclusivi è sicuramente l’Automotive

 

 

1. Fotografia Automotive con Diego Vigarani
2. Post Automotive con Simone Poletti
1+2. Pacchetto Completo: Fotografia e Post Automotive

Non sarebbe un sogno poter fotografare e ritoccare automobili come un pro, per le grandi marche della Motor Valley?

Bene, ecco per te il nostro pass per il mondo dell’Automotive! 🙂

Abbiamo reclutato uno dei migliori professionisti italiani che scattano per Lamborghini, lo abbiamo portato in un luogo incredibile per una giornata di servizio fotografico.
… E abbiamo realizzato un video-corso che ti porterà direttamente su un fantastico set automotive.

Ma non basta, con gli scatti effettuati durante il corso di fotografia con Diego, ho realizzato uno dei miei migliori video-corsi di post-produzione:

l’ideale completamento del corso di fotografia, con le mie tecniche seguite passo passo per creare immagini incredibili.

Puoi avere uno dei due corsi ad un prezzo speciale per il periodo di lancio, ma ti consiglio di scegliere… tutti e due 🙂
Infatti puoi averli entrambi con un ulteriore sconto, approfittane!

 

Fotografia e Post Automotive - Pacchetto di corsi di FotografiaProfessionale.it

 

A presto!

Simone Poletti

News ed Eventi
Adobe ammette pubblicamente la lentezza di Lightroom e cambia marcia

ADOBE AMMETTE PUBBLICAMENTE LA LENTEZZA DI LIGHTROOM

12/07/2017
Gloria Soverini

Adobe ammette pubblicamente la lentezza di Lightroom e cambia marcia

Adobe non può più ignorare le lamentele dei suoi utenti in merito alle prestazioni di Lightroom: a parlare è Tom Hogarty, Photo Product Manager Adobe, che si esprime in merito alle nuove priorità dell’azienda, e propone un questionario.

 

Usi Lightroom? Ecco, anche se hai un computer potentissimo probabilmente sei fra quelli che si mettono le mani nei capelli per la lentezza del software. No, non sei l’unico!

 

Ma non disperare: si inizia a vedere una luce in fondo al tunnel.

 

Adobe ha infatti ammesso pubblicamente (!) i problemi legati alle prestazioni di Lightroom e ha annunciato che la loro risoluzione è fra le attuali priorità dell’azienda.

 

In un articolo intitolato “On Lightroom Performance” pubblicato sul Lightroom Journal, il Photo Product Manager Adobe, Tom Hogarth, ha scritto che Adobe non è all’oscuro né sta ignorando i problemi legati alla velocità di Lightroom:

Vorrei affrontare le preoccupazioni espresse dalla comunità dei nostri utenti in merito alle performance di Lightroom, dal momento che migliorarle è fra le nostre attuali priorità principali.
Abbiamo una storia, che inizia dalla nostra prima beta pubblica, che parte proprio con il lavorare assieme ai nostri utenti per indirizzare al meglio il workflow e le funzionalità necessarie, e per questo vorremmo avere il medesimo approccio riguardante i problemi che riscontrate attualmente.
Abbiamo già compreso molti dei punti deboli della GPU, di prestazioni in fase di importazione, determinate operazioni di modifica e di flusso di lavoro, e stiamo investendo fortemente nel miglioramento di queste aree.

Adobe vuole anche sapere il nostro parere in merito e in cosa vorremmo che Lightroom fosse più veloce.

Nell’ultimo anno abbiamo già aggiunto numerose migliorie per ridurre le criticità sulle performance, ma capiamo che abbiamo ancora molto lavoro da fare per soddisfare le vostre aspettative

scrive Hogarty.

Se avete un feedback e volete collaborare con il team di Lightroom su problemi che vi premono di più, per favore compilate questo questionario.

Nel questionario, Adobe raccoglie le informazioni su utilizzo e prestazioni, oltre a chiedere a ciascun utente 3 specifici problemi su operazioni con cui hanno a che fare più spesso.

Ecco un esempio: “Dopo la decima modifica, il pennello di regolazione diventa molto lento soprattutto se è stato usato un preset.

Sono anni che i fotografi si lamentano circa le questioni relative alle prestazioni di Lightroom, quindi quest’ultima notizia e il questionario sembrano annunciare un incoraggiante sviluppo dopo un così lungo silenzio stampa da parte di Adobe.

Che sia la volta buona? 😉

Gloria

(Fonte: PetaPixel)

Tecnica Post-Produzione
12 cose da EVITARE come la peste quando ritocchi le tue immagini (2a Parte)

12 COSE DA EVITARE: LA SECONDA PARTE!

04/11/2016
Simone Poletti
2 commenti ]

12 cose da EVITARE come la peste quando ritocchi le tue immagini (2a Parte)

Ci sono altre 6 cose da evitare nella post di una fotografia. Altre 6 tremende “trappole”!

 

Qualche giorno fa ho iniziato ad elencarti quelle che, secondo me, sono le 12 cose da evitare per ottenere una post di qualità, quelle che devi fuggire come la peste se vuoi che le tue immagini siano belle, salve e naturali 😉

Le prime 6 “Cose da Evitare” le trovi qui, nella prima parte di questo articolo, ma ricapitoliamole brevemente:

  1. Non sfruttare al meglio le potenzialità del RAW
  2. Applicare regolazioni contrastanti
  3. Non considerare i Profili Colore
  4. Schiarite locali con effetto “Luce Divina”
  5. Desaturazione selettiva
  6. Colori iper-saturi e innaturali

Sono tutte cose che anche io ho fatto, almeno una volta, per poi capire che erano dannose, quindi se anche tu hai una foto che fa parte della lista… non te ne vergognare!

Da anni mi occupo di editing delle immagini e di formazione nel campo della post, e so che esistono le mode e alcune cose sono irresistibili…

Tutti abbiamo maltrattato un HDR, almeno una volta nella vita.

È un passaggio importante nella vita di ogni fotografo/ritoccatore.

Un trauma dal quale si deve guarire, uscendone migliori 😉

Ma capita che qualcuno rimanga catturato nella rete degli aloni e della iper-saturazione, quindi può essere utile che io finisca la mia lista e ti elenchi le

Altre 6 cose che dovresti sempre evitare quando correggi le tue foto (Seconda parte da 7 a 12)

PS: Come nel precedente articolo, userò degli esempi pratici, torturando appositamente alcune fotografie di Simone Conti.

Se sei una persona sensibile e dallo spiccato senso estetico… non proseguire nella lettura, potresti soffrire molto.

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News ed Eventi
Anarchy in the WPP: il World Press Photo senza regole

ANARCHY IN THE WPP: IL WORLD PRESS PHOTO SENZA REGOLE (FOTO: EVERETT COLLECTION)

27/10/2016
Gloria Soverini

Anarchy in the WPP: il World Press Photo senza regole

Il World Press Photo ha annunciato la nascita di un concorso nel quale sarà possibile partecipare senza doversi preoccupare troppo delle regole

 

Ebbene sì: dopo che negli ultimi anni il WPP ha dovuto gestire la squalifica di numerose foto perché non rispettavano gli standard del concorso, dopo le critiche per la vittoria delle foto staged, dopo che ad ogni edizione nasce una guerra in merito all’uso della post… gli organizzatori hanno pensato ad una soluzione: ci sarà un concorso a sé la cui partecipazione non prevede regole.

 

L’annuncio è stato fatto ieri da Lars Boering, Direttore Esecutivo della Fondazione World Press Photo, nel comunicato relativo alle attività previste nel 2017; al punto #8 del programma si legge che

In October 2017 there will be a new contest for creative documentary photography. […] This contest will be for professional visual storytellers who, in wanting to communicate about actual people, events or issues, deploy creative techniques in constructing, processing and presenting images. This contest will not have rules limiting how images are produced, and will not have categories.

Ad ottobre 2017 ci sarà un nuovo concorso dedicato alla fotografia documentaria creativa. Potranno accedervi i visual-storyteller professionisti che, volendo trattare di personaggi, eventi o problematiche attuali, lo fanno attraverso l’uso di tecniche creative nella costruzione, nell’elaborazione e nella presentazione delle immagini. Questo concorso non avrà norme che limitano come le immagini vengono prodotte, e non avrà categorie]

 

A differenza di quanto avviene con il concorso tradizionale per fotogiornalisti, che l’hanno scorso ha visto la squalifica del 20% dei finalisti e la successiva implementazione di un Codice Etico, il nuovo concorso non sarà vincolato dalla più classica etica del fotogiornalismo.

I fotografi potranno partecipare presentando una foto singola o con una serie di immagini relative ad una storia; i giudici esamineranno le foto e assegneranno i premi per la migliore documentazione sociale, personale, per la presentazione più innovativa e altro ancora.

 

Questa ultima mossa del World Press Photo è la risposta al dibattito in corso riguardo agli standard in materia di fotografia e fotogiornalismo nell’era della fotografia digitale.

L’Australian Professional Photography Awards (APPA) è stato recentemente al centro di questo dibattito dopo che il fotografo di rilievo Ken Duncan ha richiamato l’attenzione sul fatto che Lisa Saad, la vincitrice del concorso di quest’anno, abbia presentato un set di illustrazioni fotografiche.

Se questo nuovo concorso del World Press Photo senza regole guadagnerà rilievo nel settore, forse altri concorsi di prestigio ne seguiranno l’esempio.

Cosa ne pensi?
Scrivilo in un commento!

Gloria

I WANNA BE WPP!

(articolo liberamente tradotto da PetaPixel)