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EIZO CG2730: Come un monitor mi ha cambiato la vi(s)ta

IO E IL MIO EIZO CG2730

29/01/2019
Simone Poletti

EIZO CG2730: Come un monitor mi ha cambiato la vi(s)ta

Come un Monitor mi ha cambiato la vi(s)ta: la storia d’amore fra me e il mio EIZO CG2730

ATTENZIONE: QUESTA È UNA RECENSIONE DEDICATA PRINCIPALMENTE ALLA USER EXPERIENCE DI UN FOTOGRAFO/RITOCCATORE, NON TROVERAI DATI TECNICI E SUPER-PIPPONI SULLE CARATTERISTICHE DEI MATERIALI, MA I MOTIVI CHE HANNO FATTO SCOCCARE LA SCINTILLA FRA ME E IL MIO CG2730

Se qualche anno fa mi avessero detto che avrei sofferto di nostalgia per un monitor, li avrei presi per matti.

E invece…

 

Abbiamo una unit che si occupa di produzioni fotografiche e video, dall’organizzazione, alla creatività, fino allo staff sul set (ritoccatori, assistenti digitali, fotografi, ecc…) e al ritocco. Si chiama Flow.

Alcuni giorni fa il team di Flow è partito per un servizio fotografico di alcuni giorni e, come sempre, abbiamo fornito i monitor per il set, compreso il mio EIZO CG2730, con tutti i suoi adesivi 🙂

Io invece sono rimasto in ufficio, a registrare nuovi video-corsi e ad occuparmi di FotografiaProfessionale e del nostro nuovo gruppo Facebook “Diventa un PRO”.

 

Beh, dopo meno di mezza giornata, nonostante abbia a disposizione la mia Wacom Cintiq, sentivo già terribilmente la mancanza del mio monitor. Incredibile come un pannello di qualità possa cambiarti la vita professionale così tanto!

Questa non è una recensione tecnica, puoi trovarne tantissime su internet e io credo che sia invece molto più utile parlare dei benefici reali che un monitor di questo tipo può dare a chi fa il lavoro del ritoccatore e del fotografo e a chi fotografa e ritocca per passione, ma con la voglia di avere il miglior risultato possibile.

Quindi ti spiegherò come questo monitor è stato determinante per migliorare la mia esperienza professionale quotidiana!

Sono convinto che uno strumento di lavoro, che sia una macchina fotografica, un obiettivo, un computer, una tavoletta, un software o un monitor debba avere alcune caratteristiche fondamentali:

1) Permetterti un risultato di qualità superiore;

2) Rendere il tuo lavoro più veloce e più semplice;

3) Essere più veloce e performante di te: è lui che deve “aspettare” te e non tu che devi “aspettare” lui 😉

4) Aiutare a migliorare la tua vita lavorativa riducendo problemi di salute, postura, vista, ecc…

5) Durare a lungo;

6) Avere un costo coerente con le prestazioni e la durata.

Per questo, non sono minimamente interessato ai dati tecnici fini a se stessi, ma credo che sia comunque utile un riepilogo delle caratteristiche del monitor, che puoi trovare in fondo all’articolo.

L’EIZO CG2730 è un monitor della serie ColorEdge, di fascia medio alta, con tecnologia True Black. Diciamo che è superiore ai monitor della serie CS e inferiore al CG277 e al CG279 (il mio prossimo monitor).

Lo sto usando ormai da un anno in modo davvero intensivo e credo che sia giunto il momento di condividere con te quella che è diventata davvero una grande storia d’amore 🙂

COME L’EIZO CG2730 HA MIGLIORATO L’ERGONOMIA DEL MIO SPAZIO DI LAVORO

Mi occupo principalmente di quattro attività:

1) Creo corsi di post in video e faccio workshop di post dal vivo

2) Mi occupo della gestione di FotografiaProfessionale

3) Faccio ritocco in remoto e sul set per diverse aziende e fotografi

4) Sono il Direttore Creativo di un’agenzia di comunicazione

 

Per questo il mio spazio di lavoro deve comprendere una serie di attrezzature che mi consentano di “cambiare ruolo” molto rapidamente, più volte al giorno.

Ho un microfono per registrare corsi, risposte audio alle vostre domande e le lezioni in streaming dell’Accademia di Post.

Un Mac Book Pro che devo poter staccare da tutto il resto per portarlo con me ai workshop e alle lezioni di Photoshop che tengo allo IED Moda di Milano.

Una Wacom Cintiq Pro 24 per ritoccare meglio e più velocemente e soprattutto il mio monitor EIZO per avere una sicurezza assoluta nella correzione cromatica delle immagini che realizzo per i miei clienti e correggo per i fotografi con cui collaboro.

Grazie al design particolare del monitor, molto sottile e piuttosto alto alla massima estensione, con la sua palpebra profonda e anti-riflesso, ho potuto ottimizzare lo spazio.

Ho posizionato il monitor sopra alla Cintiq, così posso ritoccare in gran velocità e mi basta alzare lo sguardo rapidamente, di tanto in tanto, per controllare che cromie e toni siano a posto. La Cintiq ha un pannello davvero ottimo, che la posizionerebbe piuttosto in alto fra i monitor per il ritocco, ma ti assicuro che non è paragonabile all’affidabilità del CG2730.

Quando poi devo fare correzione cromatica mi basta spegnere la Wacom Cintiq e dedicare tutta la mia attenzione al monitor EIZO.

L’unico piccolo vero difetto è l’assenza nella scatola di un cavo HDMI. Ci sono tutti i cavi possibili ed immaginabili, ma non un cavo HDMI 😉

COME L’EIZO CG2730 MI HA SALVATO LA VISTA

Lavoro davanti ad un monitor per 8/10 ore al giorno da quasi 29 anni, spesso per 6 giorni alla settimana, anche 7 se ho un workshop nel weekend.

Sono miope, porto le lenti a contatto e ultimamente gli occhiali per leggere; sono allergico al pelo di gatto (e ho una gatta in casa) e questo mi fa gonfiare gli occhi e mi cancella la lacrimazione per due periodi all’anno.

Insomma, sono un vero disastro!!! 🙂

Fino a qualche tempo fa ero disperato, arrivavo a sera con gli occhi stanchissimi e con dei mal di testa FEROCI.

Da un anno a questa parte, da quando ho sostituito il precedente monitor con il mio EIZO CG2730, la mia vita e la mia vista sono cambiate.

Non so come spiegartelo, andrebbe visto e provato, ma guardando questo monitor ti renderai conto che la QUALITÀ del contrasto e del dettaglio è diversa. Non è più contrastato, è semplicemente… migliore.

Dopo 8 ore di lavoro i miei occhi sono INCREDIBILMENTE meno stanchi e il mal di testa è molto meno frequente (non è sparito del tutto perché a volte, con certi clienti… 😉 ).

Questo intendo quando parlo di benefici!

L’incredibile qualità del pannello si traduce in un comfort operativo mai provato prima.

I tuoi occhi ti ringrazieranno, la tua cervicale farà la ola e sarai molto meno stanco.

COME L’EIZO CG2730 HA MIGLIORATO LA QUALITÀ DEL MIO LAVORO

Se ti occupi di fotografia e di post-produzione, l’affidabilità cromatica del tuo monitor è fondamentale.

L’EIZO CG2730 ti garantisce una resa davvero eccellente e ha alcune caratteristiche che ritengo fondamentali:

Sonda di calibrazione hardware interna e profilo legato al monitor

Questo significa che il tuo monitor ha una sonda interna, che esce quando richiamata dal software di calibrazione (Color Navigator), tarata specificamente sul TUO pannello. È la garanzia di una calibrazione e di una profilatura affidabile e costante nel tempo. Il fatto poi che la profilatura sia “interna” al monitor ti consente di staccare il monitor dal tuo computer, collegarlo ad un altro e avere comunque la stessa resa cromatica.

Possibilità di gestire diversi profili

Puoi calibrare e profilare il tuo EIZO CG2730 per la fotografia, per la stampa e per il web e avere sempre immediatamente a disposizione i diversi profili con un semplice click su un tasto del monitor.

Calibrazione Automatica ogni 200 ore di lavoro

Capita di solito la sera, quando spengo il computer, che il mio EIZO mi dice “Hey, io rimango acceso e mi calibro da solo” 😉 Così ogni 200 ore il CG2730 ripete la calibrazione e io ho sempre il monitor in ottima forma, con i suoi bei colori affidabili e corretti.

Non mi devo più ricordare di fare la calibrazione, non devo più avere una sonda hardware esterna, non mi devo più preoccupare di nulla, se non di accendere il mio monitor e lavorare al meglio.

 

Quanto costa?

Non pochissimo, ma il valore reale è decisamente superiore e se tieni d’occhio la pagina Facebook di EIZO Italia potrai trovare spesso delle offerte molto interessanti su monitor ex-fiera (o ex workshop di FotografiaProfessionale) con pochissime ore di lavoro, a prezzi incredibili 😉

l’EIZO CG2730 è uno strumento potentissimo, affidabile, preciso, che non ha bisogno di manutenzione o di interventi.

Mi ha permesso di migliorare la mia produttività, aumentare la qualità dei risultati e ha reso più semplice il mio lavoro.

Come ti avevo preannunciato, si tratta di una grande storia d’amore 🙂

Ho preferito parlarti della mia esperienza diretta proprio perché credo che sia molto importante sapere cosa questo monitor può fare per te, quali benefici reali e immediati può darti.

Quindi non mi resta che lasciarti alle caratteristiche tecniche e darti appuntamento al prossimo corso o al prossimo articolo sul sito FotografiaProfessionale.

Buon lavoro e buon divertimento.

 

Simone Poletti

CARATTERISTICHE TECNICHE (dal sito EIZO)

Il monitor propone un’elevata risoluzione di (2560 x 1440 Pixel), un ottimo rapporto di contrasto di 1500:1 e una luminosità di 350 cd/m2. In questo modo strutture e grafiche possono essere elaborate con grande precisione. I contorni dei caratteri sono chiari e nitidi. Il modulo LCD con tecnologia IPS (Wide Gamut) consente un angolo di visione di 178 per una visione senza perdita di cromaticità e contrasto anche dai lati.

  • LCD a 27“ Wide Gamut a 2560 x 1440 pixel (WQHD) per un gamut estremamente ampio
  • Circuito ASIC per una riproduzione cromatica precisa
  • Copertura del 99% dello spazio AdobeRGB e del 98% dello standard DCI P3
  • Sensore di calibrazione integrato nel cabinet
  • Calibrazione hardware del punto di bianco, della gamma e della luminosità
  • Digital Uniformity Equalizer – distribuzione luminosa omogenea su tutto lo schermo
  • Tabella colore a 16 bit e gestione del colore a 10 bit per canale
  • Correzione automatica del drift colore e della luminosità
  • Ingresso Display Port, DVI-D e HDMI
  • Set completo: software ColorNavigator per la calibrazione e palpebra luce in dotazione
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Alla scoperta del pianeta Luminar

SCOPRIAMO INSIEME LUMINAR PER MAC

27/12/2016
Simone Poletti
4 commenti ]

Alla scoperta del pianeta Luminar

Ti guiderò nei primi passi sulla superficie di Luminar, il nuovo editor per le immagini dedicato agli utenti Apple, che sfida Lightroom Photoshop e Capture One.

 

Luminar è un software per l’editing delle tue fotografie prodotto da MacPhun, azienda che già ha “sul campo” plug-in e software per Mac come Intensify e Aurora HDR. MacPhun inoltre ha ricevuto da Apple il riconoscimento come “Best of the Year” per le proprie applicazioni per ben 5 anni consecutivi, dal 2012 ad oggi.

Luminar si presenta come una total-workflow app, cioè copre tutte le fasi del lavoro, dallo sviluppo del RAW al ritocco più complesso.

Con questi presupposti e una presentazione in pompa magna, devo dire che Luminar mi ha incuriosito parecchio 🙂

 

Una parte del sito MacPhun dedicata a Luminar
Una parte del sito MacPhun dedicata a Luminar

 

Mi ha anche un po’ insospettito, perché troppe volte ho sentito parlare del “nuovo Photoshop” o del “nuovo software professionale più potente sul mercato“, per poi trovarmi davanti a software con un evidente complesso di inferiorità che tentavano (al massimo) di essere al livello di Photoshop, senza proporre un vero punto di vista differente.

Mi spiego, ho provato Affinity Photo e tanti altri software che, negli anni, si sono proposti come “valida alternativa” o come appunto “the new Photoshop“. Spesso (per ora, sempre) questi software vengono pubblicizzati con iperboli e assoluti che sicuramente incuriosiscono, ma al acconto dei fatti i risultati sono sempre stati deludenti.

Perché?

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Capture One 9: ho visto la luminanza!

LIGHT COMES FROM THE DARK (IMMAGINE WHYBECAUSESCIENCE.COM)

01/12/2015
Simone Poletti
9 commenti ]

Capture One 9: ho visto la luminanza!

Come sai se leggi i miei articoli e le mie recensioni, difficilmente mi esalto tanto per l’uscita di un nuovo software… a meno che non si tratti di una release davvero innovativa di Photoshop, ma quando ho visto la presentazione del nuovo Capture One Pro 9 ho avuto l’immediata sensazione di trovarmi di fronte a qualcosa di molto interessante.

Ho iniziato a lavorare con Capture One anni fa, ma solo dopo l’uscita di Capture One 8 ho preso davvero seriamente in considerazione l’idea di spostare il mio flusso di sviluppo da Lightroom allo sviluppatore prodotto da Phase One.

Ho testato C1 in fasi di lavoro intense e stressanti e ho realizzato una prova comparativa Lightroom Vs Capture che, devo ammettere, ha creato un po’ di scompiglio e “convertito” tanti fotografi alla “Morte Nera”. Io, personalmente, continuo ad usare entrambi e a ritenere sia Lightroom che C1 ugualmente validi, in momenti e per usi leggermente differenti 😉

Oggi esce la nova release di Capture e non si tratta di un piccolo upgrade di poco conto: le modifiche non sono tantissime ma sono sostanziali e davvero importanti per i risultati che permettono in sviluppo; vediamo di scoprirli rapidamente insieme, ecco le novità più importanti di Capture One Pro 9! LEGGI TUTTO >>

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Lightroom vs Capture One: quale scegliere?

LIGHTROOM CONTRO CAPTURE ONE: CHI VINCERÀ?

27/03/2015
Simone Poletti

Lightroom vs Capture One: quale scegliere?

Era da tempo che diversi amici fotografi mi dicevano “guarda che è migliorato“, “non è più quello di una volta“, “provalo“… così mi sono fidato (lo faccio sempre) e qualche mese fa ho installato l’ultima versione di Capture One, il software di Phase One per l’acquisizione in tethering e per lo sviluppo del RAW.

Ci ho lavorato sopra per un po’, mantenendo contemporaneamente il mio workflow classico su Lightroom e Photoshop e affiancandolo quindi con quello Capture + Photoshop, e piano piano ci ho “fatto la mano” e mi sono anche fatto un’idea di quali siano i suoi punti di forza e le sue debolezze.

In queste settimane, dopo avere studiato il software con attenzione e averne carpito anche i più piccoli segreti, mi sono dedicato alla realizzazione di due videocorsi: il primo è un corso completamente gratuito di Introduzione a Capture One che puoi scaricare da qui, il secondo è il videocorso Completo di Capture One che annunceremo fra qualche giorno 😉

Dopo l’annuncio del corso introduttivo ho ricevuto tantissime email e tanti messaggi che chiedevano, sostanzialmente, sempre la stessa cosa: “Ma io che uso Lightroom (o Camera Raw) devo passare a Capture One?” E mi sono reso conto di avere creato un po’ di scompenso.

Quindi ho “parcheggiato” in doppia fila l’articolo sulle tavolette grafiche che stavo scrivendo e mi sono dedicato anima, corpo e polpastrelli alla stesura del confronto defintivo!

Dopo Goldrake vs Mazinga, Alì vs Foreman, Cicciolina vs Moana e dopo Italia-Germania 4-3… ecco la sfida che tutti aspettavano: Lightroom 5 vs Capture One 8.1 (anzi 8.2): chi ne uscirà vincitore?

Ora, per evitare di dare opinioni surreali e motivate da… nulla, ho provato a cercare un metro di giudizio comune e ho testato i software sullo stesso campo, cioè lavorando con le stesse immagini e giudicando le stesse funzionalità. LEGGI TUTTO >>

Fotografia
Annie Leibovitz e il suo “arazzo americano”

ANNIE LEIBOVITZ, AMERICAN MUSIC

31/01/2015
Gloria Soverini
3 commenti ]

Annie Leibovitz e il suo “arazzo americano”

Cominciamo dalla fine, da quello che si può descrivere a parole.
Le dediche di Annie, i ringraziamenti, arrivano in fondo al libro, a pagina 263, quasi a non voler disturbare chi lo sfoglierà dall’inizio con le sue “parole” – meglio, per un fotografo, lasciar parlare prima le immagini. No? Così quando arrivi in fondo e hai ammirato la bellezza di ogni singolo scatto, sai che quei ringraziamenti sono davvero importanti; ultimo, fra tutti, quello alla compagna Susan Sontag, che chiude “American Music”, nella semplicità di un atto d’amore tanto profonda in quanto arriva alla fine.

American Music” è arrivato fra le mie mani sotto forma di regalo di compleanno, impacchettato in un involucro color carta da zucchero con un bel nastro rosso.
Non c’è niente che possa rendere tanto felice un’appassionata di fotografia, musica e libri come il libro di una fotografa dedicato ai ritratti dei musicisti!
Avevo adocchiato questo volume una sera, all’esposizione di un’amica in quel di Modena, dove faceva bella mostra di sé fra pizzi e argenteria; un libro con la copertina rigida, un po’ severa, senza fronzoli.
Lo vorrei, ho detto, e qualche mese dopo sono stata accontentata 🙂

Mi piacerebbe parlarti, ogni tanto, di libri dedicati alla fotografia e ai fotografi; credo che anche tu investa un po’ del tuo budget in “bibliografia”, oltre che in attrezzatura fotografica, per arricchire il tuo bagaglio culturale e per prendere spunto dai più grandi anche senza bisogno di visitare una mostra – visto che il tempo a disposizione e le distanze geografiche non sempre lo permettono.
Non tratterò necessariamente delle ultime uscite, ma anche dei libri che penso dovrebbero essere in bella mostra nella libreria personale di ogni fotografo o appassionato di fotografia nelle sue più diverse accezioni (musica, ritratto, paesaggio, ecc.); oggi “rispolvero”, ad esempio, un volume del 2003.

Porter Wagoner, Nashville, 2001 © Annie Leibovitz
Porter Wagoner, Nashville, 2001 © Annie Leibovitz

Edito dalla Random House di New York, pesa quasi 2 kg ed è un vero piacere da sfogliare con le sue grandi pagine ruvide e profumate.
Apre per prima una foto di Pete Seeger, scattata a Croton-on-Hudson, sulle rive del fiume; Pete il cantante folk attivista americano per antonomasia. Cerata arancione da pescatore, t-shirt blu, cappellino verde, banjo a tracolla e lo sguardo che vaga lontano, mentre lo sfondo ciano si perde fra le acque e il cielo.

“Bene”, ho pensato, “si comincia”.
Un incipit forte che dà il “la” alle successive fotografie. I volti si susseguono fra colori perfetti e bianchi e neri da capogiro, in un’atmosfera che, nonostante le diverse location e persone ritratte, resta sempre la stessa. L’intenzione della Leibovitz sembra quasi quella di gettarti addosso una situazione, senza intermediari, nell’immediatezza del momento – incredibile, perché la tentazione di soffermarsi sull’analisi della composizione è forte, ma lo stupore vince ed ammutolisce il sezionamento analitico. Non sai quanto caso ci sia in tutto questo, quanto la fotografa abbia pilotato. I colori sembrano stati scelti appositamente, i dettagli del monocromatico incisi con un bisturi.

Iggy Pop © Annie Leibovitz
Iggy Pop © Annie Leibovitz

Annie ha lavorato come fotografa per la rivista Rolling Stone dal 1970 al 1983, 13 anni per formare l’occhio e la mano incredibile che, più tardi, l’hanno spinta a riprendere in mano con una nuova maturità i suoi temi originali, per trasformarli in quello che ha definito un vero e proprio “arazzo americano”.
Questo libro raccoglie l’essenza dei suoi viaggi nell’intero paese fra il Delta del Mississippi, negli honkytonk (taverne con sale da ballo) in Texas, nei jazz club di New Orleans “per scattare foto nei luoghi che significano qualcosa”. Il risultato è un insieme dei più grandi volti americani nell’ambito della musica che tocca i generi più disparati, in una rassegna silenziosa che fa sorridere, a volte rimanere bocca aperta, più spesso lascia alla contemplazione dell’immagine.

Ci sono alcuni intermezzi scritti proprio dai musicisti: Patti Smith, Beck e Ryan Adams, per citarne alcuni, e della stessa Leibovitz che racconta di sé e della genesi del libro.
Alla fine si trovano anche le note alla foto, che non sono solo note didascaliche ma costituiscono dei veri e propri racconti sulle vite dei personaggi ritratti.

L'indice del libro
L’indice del libro

Incipit dell'estratto di Ryan Adams
Incipit dell’estratto di Ryan Adams

B.B. King, Johnny Cash, Willie Nelson, Aretha Franklin, Eminem, Mary J. Blige, System of a Down, Jon Bon Jovi, Trent Reznor, Green Day, The White Stripes, Iggy Pop, Michael Stipe, Tom Waits, Miles Davis, Etta James, Norah Jones, Louis Armstrong, Bob Dylan… questi i nomi dei musicisti che forse conosciamo di più all’interno del panorama italiano, ma sono tanti altri quelli che completano il viaggio nel panorama dell’”American Music”.

Meg White dei White Stripes © Annie Leibovitz
Meg White dei White Stripes © Annie Leibovitz

Un libro che consiglio assolutamente a chi, come me, non può fare a meno di unire fotografia e musica, ma anche a chi vuole prendersi un po’ di tempo per sé, magari con una tazza di tè bollente o di caffè al ginseng, per conoscere più da vicino uno dei lati di Annie Leibovitz.
Se ancora non lo possiedi, puoi sempre fartelo regalare… 😉

C’è, invece, un libro che tu vorresti regalare o che vorresti farmi conoscere? Un libro che ti ha colpito particolarmente e di cui vorresti sentir parlare?
Aspetto i tuoi suggerimenti,
a presto!

Gloria

Tecnica Post-Produzione

ARRIVA LA CS5!

07/04/2010
Simone Poletti
4 commenti ]

Arriva la CS5!

Adobe ha annunciato l’uscita della nuova Creative Suite 5, e di conseguenza della nuova versione di Photoshop. “White Rabbit” questo il nome in codice della CS5 verrà presentata il 12 aprile, e nel giro di un mese dovrebbe essere disponibile anche nella versione italiana (speriamo senza bug e senza i problemi riscontrati da molti nella CS4 in italiano).

I commenti si sprecano, e le novità annunciate nelle prime preview hanno scatenato una serie di opinioni contrastanti. Le novità più importanti fra quelle annunciate riguardano soprattutto la profondità colore (con l’introduzione del 64bit) il motore di Warp, i pennelli pittorici e il nuovo “Spot Healing Brush” che promette meraviglie. Dai primi video promozionali pare che il nuovo motore di Warp sia decisamente più efficace, con una griglia nuova e differente, poligonale, che permette trasformazioni più modulabili e di migliore qualità, non male, lo strumento era già utile così, ora pare essere diventato ancora più potente.La possibilità poi di lavorare a 64 bit dovrebbe rendere la correziona cromatica e tutto il lavoro sui toni ancora più preciso e di maggior soddisfazione.

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