Tecnica Fotografica
Accademia: le Balene si avvicinano alla meta… e già un nuovo viaggio sta per iniziare.

I DIPLOMI DEL PRIMO CORSO SONO PRONTI!

23/09/2015
Simone Poletti

Accademia: le Balene si avvicinano alla meta… e già un nuovo viaggio sta per iniziare.

Quando, a maggio di quest’anno, è iniziato il primo corso dell’Accademia di Post ero sicuro che sarebbe stato bello, difficile, impegnativo e ricco di soddisfazioni.

Mai avrei pensato oggi di poter dire che si è trattato di una delle esperienze professionali ed umane più belle della mia vita. Non scherzo e non sto esagerando per aggiungere enfasi, ma mi spiegherò meglio 😉

Come probabilmente già sai, l’Accademia di PostProduzione è un pecorso didattico particolare e limitato a 20 partecipanti per ogni corso di 4 mesi. Durante questi mesi fra giornate dal vivo, lezioni settimanali in diretta streaming web, materiale didattico video ed eBook, esercitazioni (anche queste settimanali) e un costante supporto da parte di tutto il team, aiutiamo fotografi, ritoccatori ed appassionati di fotografia e post a costruire una professionalità vera e concreta non solo nelle tecniche di editing, ma in tutta la gestione del processo, dall’acquisizione delle immagini alla consegna degli esecutivi. Non solo, in Accademia si apprendono anche le tecniche di impaginazione e tutte le informazioni per creare un portfolio non solo bello ma soprattutto efficace, come presentarsi ai potenziali clienti (o datori di lavoro) come strutturare il proprio sito e la propria pagina Facebook. Tutto questo non solo nella teoria, ma anche e soprattutto con strumenti pratici e concreti.

Non è tutto, in Accademia aiutiamo anche i professionisti (e gli aspiranti tali) a strutturare il proprio business personale, grazie ad un modulo ad hoc proprio sulla creazione e la gestione delle micro-imprese, dalla nascita al marketing, affrontando ogni aspetto utile.

Ogni modulo e ogni argomento è affidato ad un docente che, oltre ad insegnare in Accademia, lavora nel campo da anni. Imparerai da chi ha provato sulla sua pelle e ha imparato con l’esperienza come sia possibile avere successo e diventare un professionista affermato. Se ti interessa scoprire i nostri Trainer, li trovi qui 😉

 

La squadra dell'Accademia di Postproduzione
La squadra dell’Accademia di Postproduzione

 

Insomma, abbiamo cercato di creare e di mettere a disposizione degli strumenti completi e concreti, immediatamente attivabili.

L’esperienza del primo corso ci dice che l’idea, il programma didattico e il percorso di crescita funzionano, e per il secondo corso li abbiamo ulteriormente migliorati e perfezionati!

Domani, giovedì 24 settembre, inzieranno i 4 giorni finali del primo corso, con l’esame di domenica e la consegna dei diplomi a chi lo avrà superato, ma già in questi giorni stiamo contattando le persone che, attraverso il form della pagina dell’Accademia, hanno richiesto informazioni sul secondo corso. A chi ci contatta tramite questa pagina daremo la possibilità di iscriversi a condizioni particolari, ancora per pochissimi giorni. Poi apriremo le iscrizioni a tutti, per i posti fra i 20 disponibili che saranno rimasti.

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Tecnica Post-Produzione
Perché gli altri fotografi hanno successo e io no?

ALCUNI HANNO SUCCESSO E ALTRI NO, PER QUALE MOTIVO?

16/09/2015
Simone Poletti
1 commento ]

Perché gli altri fotografi hanno successo e io no?

Molti fotografi vorrebbero trasformare la propria passione in una professione e tanti altri che già hanno aperto un’attività vorrebbero ottenere il successo che meritano.

Il grande boom del mondo della fotografia in questi anni ha creato una vera esplosione del mercato e sono sempre di più quelli che, durante i workshop o contattandomi via web mi chiedono: come faccio a realizzare i miei sogni? Come faccio a creare un business che funzioni nel mondo della fotografia e della post? Perché gli altri hanno successo, visibilità e risultati concreti e io no?

Da quando poi, qualche mese fa, abbiamo aperto l’Accademia di PostProduzione, il numero di persone che mi rivolgono queste domande è aumentato ancora.

Perché succede questo?

Perché se è vero che mai come oggi la fotografia è il media di maggior successo e tutte le attività commerciali, dal fruttivendolo alla multinazionale, hanno bisogno di immagini di qualità, è anche vero che la concorrenza è spietata e il mondo è sempre più pieno di fotografi agguerriti.

Quindi sono tanti quelli che stanno aprendo il proprio studio o cercando il modo di trasformare quella passione bruciante in un’attività vera, non solo un divertimento, ma un business personale che porti soddisfazioni professionali ed economiche. E sono tanti quelli che cercano di far funzionare uno studio fotografico già esistente, magari una tradizione di famiglia, che oggi arranca un po’…

Il problema è che molti ti dicono COSA dovresti fare, ma nessuno ti spiega COME!

Eppure, nel mondo della fotografia e del ritocco, sarebbero tanti i modelli di successo a cui ispirarsi: uno sei vuoi ce l’hai davanti…

Sì, si chiama FotografiaProfessionale.it ed è un esempio di case history di successo legata proprio al mondo della fotografia e della post 😉

Anche tu vorresti un’attività che coinvolga oltre 120.000 appassionati sui social network e 47.000 iscritti al sito? Anche tu vorresti vivere ogni giorno della tua passione e raccogliere grandi soddisfazioni? Anche tu vorresti un business con un ritmo di crescita costante del 30% annuo?

Beh, in questo articolo ti spiegherò COSA, secondo me, devi fare. Ma ti metterò anche a disposizione gli strumenti e le risorse per capire COME farlo e per inziare a creare la tua attività di successo nel mondo della fotografia a partire da ORA!

Anche se il tuo obiettivo fosse quello di trovare un impiego da dipendente in questo mondo, la strada è, a mio parere, la medesima.

Cosa fanno di diverso quelli che hanno successo?
Cosa fanno di diverso quelli che hanno successo?

Cosa devi fare per avere successo nel mondo della fotografia e della post?

Cosa fanno di diverso quelli che hanno successo?

Ecco, in alcuni brevi punti, come credo abbia senso impostare il tuo lavoro: non vogliono essere una serie di dogmi o di regole e non voglio “insegnarti a vivere”, ma cercherò di condividere con te alcune riflessioni derivanti dall’esperienza sia come ritoccatore che come direttore creativo di un’agenzia di pubblicità e, infine, anche dall’esperienza imprenditoriale nel settore con FotografiaProfessionale.

È bastato, in fondo, guardare cosa facevano i fotografi e i ritoccatori che ottengono risultati.

Sono le stesse riflessioni che hanno portato alla creazione dell’Accademia di PostProduzione e le stesse che ci hanno guidato nella costruzione di un programma ad-hoc per ottenere risultati concreti e tangibili.

Puoi decidere tu se vivere da protagonista o da vittima questo momento di grande cambiamento nel mondo della fotografia. Se decidi che il tuo ruolo deve essere quello del protagonista, dovrai avere caratteristiche comuni a tutti quelli che già ce l’hanno fatta:

(perdonami se parlo sempre al maschile, preferisco evitarti una scarica di o/a… puoi lamentarti scrivendomi a s.poletti@fotografiaprofessionale.it 🙂 )

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News ed Eventi
Facebook e Copyright: una sentenza importante

UN SOSPIRO DI SOLLIEVO! (FOTO: HUFFINGTONPOST.COM)

12/06/2015
Gloria Soverini

Facebook e Copyright: una sentenza importante

È di queste ultime ore la notizia di una sentenza che fa tirare un sospiro di sollievo a molti:
le foto postate su Facebook in modalità “pubblica” restano di proprietà dell’utente che le ha scattate, quindi il renderle visibili a tutti, senza limitazioni di privacy, sul social network “non comporta la cessione integrale dei diritti fotografici“.

Il caso è nato quando un quotidiano nazionale ha utilizzato le immagini scattate da un giovane fotografo in una discoteca romana, a sua insaputa e senza che gliene venisse riconosciuta la paternità, a corredo di una serie di articoli sulla frequentazione dei locali notturni da parte dei giovanissimi; le foto, poi, sono anche state utilizzate da diversi programmi televisivi.

“La possibilità di utilizzo delle informazioni pubblicate con impostazione pubblica sul social network non costituisce licenza generalizzata di utilizzo e di sfruttamento dei contenuti coperti da diritti di proprietà intellettuale in favore di qualunque terzo che accede alla pagina Facebook”

La IX Sezione del Tribunale di Roma, specializzata in materia d’impresa e di proprietà intellettuale, ha riconosciuto la risarcibilità sia del danno patrimoniale che del danno morale connesso al mancato riconoscimento della paternità delle fotografie e, dunque, ha stabilito l’esistenza di un pregiudizio cagionato dalla pubblicazione delle foto senza l’autorizzazione dell’autore e senza l’indicazione del suo nome.

Secondo quanto deciso dai giudici, quindi, la libertà di utilizzo dei contenuti pubblicati dagli utenti con l’impostazione pubblica, “non riguarda infatti i contenuti coperti da diritti di proprietà intellettuale degli utenti, rispetto ai quali l’unica licenza è quella non esclusiva e trasferibile concessa a Facebook“.

Ma ho una domanda: ci troviamo davanti ad una “novità” o ad una semplice conferma del fatto che l’autore va sempre almeno citato?
A prescindere dal luogo virtuale in cui le immagini vengono pubblicate, “prendere senza chiedere” e non riconoscere nemmeno all’autore il diritto di vedersi citato, sono azioni tipiche della maleducazione virtuale che, spesso, vengono sottovalutate proprio perché percepite come meno importanti appunto perché virtuali.

La “Dichiarazione dei Diritti e delle Responsabilità” di Facebook, infatti, non consente di pubblicare contenuti che non rispettano i diritti di proprietà intellettuale di un’altra persona, compresi quelli su copyright e marchi commerciali, quindi figuriamoci appropriarsi delle foto di terzi e pubblicarle senza autorizzazione e senza dichiararne la paternità.

Quindi, attenzione: i diritti sulle vostre foto devono essere rispettati, sempre e comunque, anche in caso di pubblicazione sul social network! 🙂
Ti è mai capitato che qualcuno utilizzasse le tue foto senza autorizzazione?
Cosa pensi di questa sentenza, novità o conferma?
Scrivimi, aspetto i tuoi commenti!

Gloria

Recensioni
Occhio al senza fili! Occhio all’Eye-Fi!

CONDIVIDERE L’ALBA SENZA ASPETTARE UN SOLO ATTIMO

02/07/2014
Simone Conti

Occhio al senza fili! Occhio all’Eye-Fi!

Le vacanze si avvicinano, c’è chi le ha già iniziate e c’è chi le inizierà a breve. Quello che è certo è che questo è il periodo in cui maggiormente si sente il desiderio di condividere immagini velocemente con gli amici e tutti quelli che ci seguono sui social network. Si sa… da sotto l’ombrellone o distesi rilassati in spiaggia è più semplice condividere foto e “sbirciare” tra quelle che condividono i tuoi amici, vero?

Anche chi fa fotografie per lavoro, se veramente ama ciò che fa, non riesce ad esimersi dal continuare a portare con sé qualcosa che produca immagini. Soprattutto non riesce ad esimersi dal condividere nel modo più facile e rapido possibile la propria visione… anche in ferie, anche nel tempo libero!

Non è così anche per te? Io non riesco proprio a farne a meno!

Che macchina portare con sé è sempre un grande dilemma. Anche su Facebook recentemente abbiamo innescato un piccolo dibattito interessante per capire quale possa essere una fotocamera abbastanza compatta da essere sempre al nostro fianco.

Io, già da diverso tempo, ho la mia personale “coperta di Linus”. Non riesco a separarmene, è sempre con me e, se così non è, mi sento un poco perso! Se mi conosci sai di cosa sto parlando… io non riesco  a separarmi dalla mia fidata e amata Fuji X100s. Da quando poi mi ho acquistato questo accessorio… è proprio amore, amore, amore! 🙂

Ma oggi non voglio parlare di lenti, corpi macchina, evil, reflex o cose di questo genere. Oggi vorrei condividere con te un approccio che ho iniziato ad adottare negli ultimi mesi e che mi sta dando un sacco di soddisfazioni.

Come ti dicevo, ho la mia “coperta di Linus” e la miglior soddisfazione che posso trarre dall’averla sempre con me è la possibilità di trasferire immediatamente i risultati, gli scatti, a un device in grado di condividerli online. Ormai le macchine di cui ti accennavo a proposito della discussione su Facebook poco sopra hanno tutte il supporto WiFi quindi è decisamente semplice connetterle al tuo smartphone e, in men che non si dica, avere gli scatti pronti per essere condivisi.

Cosa succede però se la tua macchina non ha ancora supporto WiFi? Ne avevo già parlato in passato su queste pagine, ma credo valga la pena di presentarti, se non lo conosci già, un prodotto decisamente interessante!

Scheda SD Eye-Fi mobi 16GB
Scheda SD Eye-Fi mobi 16GB

Sto parlando della scheda SD Eye-Fi Mobi (disponibile nei tagli da 8GB, 16GB e 32GB). Questa scheda SD riduce le configurazioni al minimo… praticamente nessuna configurazione è necessaria!

L’SD crea una connessione diretta tra macchina fotografica e device (iPhone, iPad, ecc.) e tu non devi configurare praticamente nulla se non scegliere il nome della scheda e avviare l’applicazione Eye-Fi (che puoi scaricare da Apple AppStore o da GooglePlay). Vedrai arrivare le tue foto direttamente dalla macchina al device senza preoccuparti di nulla!

Non è fantastico? Per me è veramente comodo, pratico e… liberatorio! Preferisco fotografare con la mia Fuji X100s piuttosto che con l’iPhone, ma non voglio perdere la possibilità di condividere immediatamente i miei scatti, magari dopo una rapida post-produzione con Snapseed (che puoi scaricare da Apple AppStore o da GooglePlay).

Un difetto che avevano le schede Eye-Fi di vecchia generazione era la velocità. Ora questo problema è stato completamente risolto e le schede Eye-Fi Mobi sono delle SDHC Cl10, veloci a sufficienza anche per reggere stream di registrazione video. Unici due difetti che posso trovare in queste nuove schede SD Eye-Fi Mobi sono l’impossibilità di scegliere quale immagine scaricare singolarmente dalla scheda e il mancato supporto al formato RAW (si può scattare in RAW ma la scheda non lo trasmette al device).

Se l’ultimo “problema” è, a pensarci bene, una feature visto che rende il trasferimento molto più rapido, l’impossibilità di scegliere la singola immagine da scaricare è veramente una pena. A volte è necessario, se si sono scattate varie foto, attendere anche diversi minuti prima di vedere apparire sul telefono o sul tablet l’immagine desiderata. Si tratta comunque di ostacoli assolutamente di scarsa entità che non impediscono di godere al massimo di questa libertà in più in mobilità, in ferie o nel tempo libero!

Condividere immagini on-the-go
Condividere immagini on-the-go

Domenica scorsa, ad esempio, ero sul Lago di Garda per fare un po’ di foto di paesaggio. Mi sono svegliato molto presto… l’alba nei dintorni del solstizio d’estate è veramente tosta! 🙂

Quale migliore soddisfazione ci può essere se non estrarre immediatamente un file Jpeg, così come uscito dalla macchina, e condividerlo con gli amici… che erano ancora pacificamente a letto beati? 🙂

Prima di partire per le ferie quindi… perché non acquistarne una anche tu? Ti assicuro che è veramente comoda e pratica!

Già che ci siamo e che le immagini di questo articolo sono a tema, ne approfitto per fare un piccolo “spot”! 🙂

Tecniche Avanzate di Ritocco del Paesaggio
Tecniche Avanzate di Ritocco del Paesaggio

Se sei un appassionato di foto di paesaggio, ricorda che fino alla fine di luglio è possibile acquistare il videocorso “Tecniche Avanzate di Ritocco del Paesaggio” di Simone Poletti a un prezzo promozionale!

Fammi sapere cosa ne pensi! Sei già abituato a scaricare le tue foto direttamente dalla macchina al telefono o tablet? Cosa usi tu per farlo?

Ciao e buone foto

Simone Conti

Fotografia
Vanitas vanitatum et omnia… Selfie!

UNO DEI NUMEROSI AUTORITRATTI DI VIVIAN MAIER

18/04/2014
Gloria Soverini

Vanitas vanitatum et omnia… Selfie!

Davanti all’obiettivo io sono contemporaneamente: quello che io credo di essere, quello che vorrei si creda io sia, quello che il fotografo crede che io sia, e quello di cui egli si serve per far mostra della sua arte

Così ha scritto Roland Barthes nel suo libro “La Camera Chiara” (che ti consiglio di leggere, se non lo conoscessi già!); ti faccio una domanda: cosa succede quando il soggetto della foto e il fotografo sono la stessa persona?
Poco male, almeno fino a non molto tempo fa: l’autoscatto, perché era così che si chiamava, è una pratica ampiamente condivisa nel mondo della fotografia, e non mi riferisco unicamente agli amatori ma anche ai grandi; non solo, l’autoritratto trova da sempre un suo riconoscimento nel mondo della pittura. I maestri si cimentano con la propria arte come specchio per scoprirsi rileggere se stessi attraverso il proprio stile.

© Robert Doisneau, Autoritratto
© Robert Doisneau, Autoritratto

@ Sally Mann, Autoritratto
@ Sally Mann, Autoritratto

Van Gogh, Autoritratto
Van Gogh, Autoritratto

Il tema che vorrei indagare insieme a te è davvero molto complicato; può sembrare superficiale e banale, ma io credo che il dibattito sul selfie (ecco, l’ho detto) scateni discussioni alla pari delle guerre “Canon VS Nikon” (non ci credi? Leggi l’articolo di Simone Conti a tal proposito) o “Post-produzione sì VS post-produzione no” (tema in cui Simone Poletti si è spesso cimentato!)

L’argomento “selfie” è stato rigirato come un calzino, rivoltato come una frittata, approfondito in lungo e in largo, battuto, calpestato, messo alla gogna… non c’è pace.

Pochi giorni fa si leggeva, e si continua a leggere online, di una fantomatica ricerca condotta dalla APA (American Psychiatric Association, ovvero l’Associazione Psichiatri d’America) che evidenzierebbe come la “selfite” sia un vero e proprio disturbo mentale:  rivelerebbe infatti una “mancanza di autostima e lacune nella propria intimità” tali da portare il soggetto a compensare l’immagine di sé con una presenza costante e artefatta sui social network. Insomma, se soffri di disturbo narcisistico della personalità ti fai i selfie.
Ci sarebbero più gradi della “malattia” e distinguibili dal numero di selfie postati al giorno:
– soffri di selfite borderline se ti fotografi almeno tre volte al giorno, senza pubblicazione online;
– di selfite acuta, se ti autoscatti e pubblichi almeno 3 foto al giorno;
– di selfite cronica, se arrivi a circa 6 foto condivise al giorno.

Ecco i detrattori di questa pratica narcisistica condividere la notizia a più non posso… ma si tratta di una bufala!
Per qualcuno non cambia niente: chi riempie la propria bacheca di odiosi autoscatti non viene comunque benvisto, che lo dica uno psichiatrica o il proprio giudizio.

La Ragazza con l'Orecchino di Perla... ci è cascata anche lei!
La Ragazza con l’Orecchino di Perla… ci è cascata anche lei!
Gatto da selfie
Gatto da selfie

Il mese scorso ho letto un articolo sul Sette del Corriere della Sera, dove si dice:
“È fondamentale apparire come non si è, mostrarsi in un modo che stravolge completamente la fisionomia delle persone, dando agli autoscatti il potere di rendere tutti più interessanti: attraverso inquadrature, tagli, luci ed espressioni che falsificano la normalità“.
Ho trovato l’intero articolo piuttosto stimolante, ma questa parte che ho citato mi sembra un po’ esagerata o, per lo meno, troppo di parte.

Se di solito si cerca di avere un bello scatto, va da sé che con un selfie è se stessi che si cerca di far venire bene; se accettiamo il punto di vista di questo articolo, allora bisogna ammettere che la fotografia tutta intera è soprattutto una “documentazione dell’irrealtà” (cito dall’articolo) e non del reale. Il problema si sposta, quindi, dal selfie alla fotografia stessa… un bel casino, no? 😉
La fotografia non è forse tutta una scelta di tagli?

 

Perplessità da selfie
Perplessità da selfie

La fotografia da sempre ha avuto una fortissima valenza di documentazione, una prova di quello che c’è, che si può toccare con mano; è un atto di affermazione, un dire “io ci sono” anche quando non ci si fa un autoscatto: c’è sempre qualcuno dietro la macchina fotografica.
Credi che questo abbia a che fare con la “mania” di scattarsi foto in continuazione? O si tratta solo di una moda passeggera?
I selfie non sono spesso (anzi, quasi mai) una prova artistica e forse è questo che ci infastidisce: ogni giorno vediamo decine di volti, entriamo nella vita di persone che, chissà, magari non conosciamo neppure. È una violazione di privacy al contrario: nessuno ha più il diritto di scegliere cosa vedere e cosa no. Conosciamo l’arredamento delle case altrui, le abitudini alimentari, i cambi di acconciatura, le relazioni affettive; tutto si sviluppa davanti ai nostri occhi.
Tu, quando ti fai gli autoscatti, che cosa vuoi comunicare alla fine?

Questo fenomeno nasce come costola, ossicino, di quella che è la passione che ci accomuna: la fotografia. Volenti o nolenti 🙂
Tu come la pensi? Scrivimi un commento, dimmi la tua… o posta un selfie! 😀