Storia della fotografia
Storia della Fotografia: Ansel Adams

ANSEL ADAMS

17/07/2019
Francesca Pone

Storia della Fotografia: Ansel Adams

Eccoci di nuovo con il nostro appuntamento tutto dedicato alla Storia della Fotografia 🙂

Non te ne sarai mica dimenticato perché troppo preso dalle ferie, vero?! ⛱

Oggi parliamo di…

Ansel Adams!

 

 

 

Ansel Adams
Ansel Adams

 

 

Ansel Adams potrebbe essere definito uno dei padri fondatori della fotografia paesaggistica, un fotografo da idee e stili innovativi che ancora oggi riscuotono grande successo.

Adams nasce nel 1902 a San Francisco e, a pochi anni dalla sua nascita, conosce sulla propria pelle l’inaudita violenza e forza che può avere la natura: nel 1906, infatti, il Paese fu scosso da un violento terremoto che segnò la sua vita… e il suo volto!

Fu proprio durante questo accaduto, infatti, che Adams cadde e si fratturò il naso; questo gli causò una deformazione del setto nasale, che lo contraddistinguerà per il resto dei suoi giorni.

 

Ansel non dimenticò mai la brutale forza della natura e, pian piano, si innamorò letteralmente della sua maestosità.

 

 

Fotografia di Ansel Adams
Fotografia di Ansel Adams

 

 

La sua relazione con la Fotografia iniziò a 14 anni, quando ricevette in regalo una Kodak Brownie, e visitò il Yosemite National Park per poter immortalare i suoi primi paesaggi.

La grande passione per la fotografia, per i paesaggi e la natura sarà la costante eterna che caratterizzerà la vita di Ansel Adams.

 

 

Non ci sono regole per una buona foto, ci sono solo buone fotografie

 

 

Ansel non era uno studente modello, anzi.

Non amava andare a scuola e a 17 anni si rivelò un pessimo studente.

 

Dopo essere guarito dall’influenza spagnola che aveva ucciso milioni di persone, Ansel Adams si iscrisse al Sierra Club, un’organizzazione ambientalista che si occupava di pianificare e progettare gite annuali alla scoperta della natura: fu in quelle occasioni che il fotografo raccolse grandi scatti e perfezionò, man mano, la sua tecnica fotografica e i suoi scatti… Rigorosamente in bianco e nero 😉

 

Lo stile di Ansel Adams è unico, delicato, dall’aspetto pittoresco. A piccoli passi, il fotografo si immerge in un contesto naturale, lo scopre, ne mette in luce i propri particolari, lo immortala e lo presenta all’osservatore implicito come un soggetto mai stravolto, consueto.

 

 

Fotografia di Ansel Adams
Fotografia di Ansel Adams

 

 

Uno dei momenti più importanti della carriera e della storia di Ansel Adams è la fondazione del gruppo f/64 nel 1932.

Il nome è dovuto alla minima apertura del diaframma, una tecnica sì complessa ma che permette di allargare la profondità di campo riducendo lo sfumato dello sfondo e risaltandone i dettagli.

Questa, infatti, è una delle regole della fotografia paesaggistica tanto cara ad Adams 🙂

 

Nel frattempo, il fotografo continuò a prendere parte alle escursioni organizzate dal Sierra Club e, nel corso degli anni, molti dei suoi scatti divennero fonti ufficiali per mettere in luce alcune problematiche ambientali.

Ansel, infatti, era in grado di dare vita a fotografie vere e senza filtri, essenziali per poter far conoscere al mondo come la natura si stava evolvendo.

 

 

Fotografia di Ansel Adams
Fotografia di Ansel Adams

 

 

 

Ho sempre pensato che la fotografia sia come una barzelletta: se la devi spiegare non è venuta bene

 

 

Ancora oggi, Ansel Adams è molto studiato nelle scuole di Fotografia per l’invenzione del sistema zonale.

Si tratta di una tecnica nata per la fotografia in bianco e nero, che oggi può essere usata sia dalla fotografia digitale che da quella analogica. Questa tecnica prevede lo studio dell’esposizione per sviluppare tutta la sfera di toni che fanno parte di una scena.

Lo scopo della tecnica è quello di offrire un’immagine il più fedele possibile a quella reale, oltre che facilitare il lavoro del fotografo durante il settaggio della macchina fotografica.

 

 

Fotografia di Ansel Adams
Fotografia di Ansel Adams

 

 

Nella sua vita non si occupò solo di ritrarre la tanto amata natura, ma si dedicò anche a qualche reportage: uno dei più importanti fu quello realizzato durante la visita al Manzanar War Relocation Center, dove vennero internati tutti i nippo-americani durante l’attacco bellico di Pearl Harbour.

Ansel Adams visitò il centro e documentò le serene condizioni di vita dei nippo-americani, totalmente diverse rispetto a quelle documentate qualche anno prima dalla fotografa Dorothea Lange.

Le foto di Adams vennero poi esposte al MoMa di New York e non si risparmiarono a critiche e polemiche a causa dell’avanzare della Seconda Guerra Mondiale e del risentimento provato dagli americani nei confronti dei loro connazionali.

 

 

Fotografia di Ansel Adams
Fotografia di Ansel Adams

 

 

Secondo Ansel, la fotografia è il riflesso del proprio autore.

Più studi, più leggi, più ascolti musica e scatterai fotografie, più sarai in grado di fare la differenza nel tuo campo ed emergere.

Nessuno potrà mai ottenere la tua stessa fotografia, perché questa non è solo frutto di settaggi o di luce, ma è soprattutto frutto dell’anima del fotografo 🙂

 

Grazie alle sue fotografie, Adams è stato in grado di raccontarci la maestosità e la grandezza della natura. Tutto questo senza emozioni vere e proprie da immortalare, ma solo da farci provare.

Le sue foto ci parlano e ci raccontano quella che nel tempo è stata ed è la natura, oggi un tema a noi così caro e tutt’altro che banale 🙂

 

 

L’assoluta facilità con cui possiamo produrre un’immagine banale porta spesso ad una totale mancanza di creatività

 

 

Francesca

Storia della fotografia
Storia della Fotografia: Ferdinando Scianna

FERDINANDO SCIANNA

12/06/2019
Francesca Pone

Storia della Fotografia: Ferdinando Scianna

Ero molto indecisa su chi potesse essere lo storico fotografo da presentarti oggi 🤔

Ho dato una veloce occhiata a quali tra le mostre di questo periodo vorrei assolutamente vedere e… Mi è balzato all’occhio lui.

Oggi parliamo di…

Ferdinando Scianna!

 

Ferdinando Scianna
Ferdinando Scianna

 

Fino al 28 Luglio potrai trovare una selezione di 180 fotografie in bianco e nero in mostra: un’esperienza direi imperdibile e che profuma di estate, in quella meravigliosa città che è Palermo 🙂

 

Chi è Ferdinando Scianna?

 

Ferdinando nasce a Bagheria, in Sicilia, nel 1943. A diciassette anni sperimenta la sua grande passione per la fotografia: inizia a realizzare ritratti profondi, intimi e familiari della Bagheria.

La sua è un’attenta costruzione dell’immagine in bianco e nero che sfrutta le ombre generate dal sole rovente della Sicilia.

Dopo la scuola dell’obbligo, si iscrisse all’Università di Palermo per condurre gli studi in Lettere e Filosofia, che poco dopo interrompe e non porterà mai a termine. Proprio in quegli anni, aggiunge alla sua passione un metodo tecnico che gli consentirà di fare un grande balzo in avanti nelle sue doti fotografiche.

 

 

“È questo che fa il fotografo. Guarda il mondo e ogni tanto ne riconosce un istante significativo, significativo sul piano del racconto, e naturalmente tanto di più la forma lo accompagna tanto di più e di più significante viene raccontato. Insomma, per me foto e racconto è veramente un sinonimo. Non ho mai pensato alla fotografia altrimenti che così.”

 

 

Ferdinando Scianna, India 1997
Ferdinando Scianna, India 1997

 

 

Da sempre appassionato della scrittura e della letteratura, Scianna ebbe nel 1963 la fortuna di incontrare Leonardo Sciascia, noto scrittore siciliano. Ferdinando aveva appena vent’anni quando pubblicò il suo primo libro con Sciascia 🙂

 

Iniziò tutto per caso: lo scrittore partecipò per caso ad una delle prime mostre fotografiche del giovane fotografo e lì si incontrarono di persona e nacque un’amicizia fondamentale per il successo di Ferdinando.

“Feste religiose in Sicilia”, il primo libro in collaborazione dei due artisti, ebbe un grande successo ed ottenne persino il Premio Nadar.

 

 

Ferdinando Scianna

 

 

“Si può mentire con le fotografie. Si può persino dire la verità, per quanto ciò sia estremamente difficile. Il luogo comune vuole che la fotografia sia specchio del mondo ed io credo occorra rovesciarlo: il mondo é lo specchio del fotografo”

 

 

Dal 1967 si trasferisce a Milano dove comincia a lavorare come fotoreporter per L’Europeo ed è corrispondente da Parigi, dove vive poi per dieci anni.

A Parigi incontra Henri Cartier-Bresson, il quale aveva influenzato il suo stile ed il suo gusto fotografico. È grazie a Bresson che Scianna potrà definirsi l’unico fotografo italiano entrato a far parte della prestigiosa agenzia fotografica internazionale Magnum Photos.

 

 

Ferdinando Scianna
Ferdinando Scianna

 

 

“Nel 1983 ero un fotografo di Magnum, ma disoccupato. Quando decisi di andare in Spagna per fare un lavoro sulla Guerra Civile, Sciascia mi consigliò di andare a trovare Manuel Vásquez Montalbán. E così a Barcellona trovai un nuovo amico: la mia vita è scandita da incontri straordinari”

 

I diversi incontri fatti da Ferdinando Scianna gli hanno permesso di ottenere un grande successo nella sua vita 🙂

 

Negli anni Ottanta, inoltre, con il suo occhio siculo ed il suo desiderio di scoprire le piccole cose della vita, viene chiamato a realizzare delle campagne di alta moda: un esempio è la campagna per Dolce & Gabbana.

 

 

Ferdinando Scianna, Spot per Dolce&Gabbana 1987
Ferdinando Scianna, Spot per Dolce&Gabbana 1987

 

Ferdinando Scianna, Spot per Dolce&Gabbana 1987

 

 

Erano gli anni in cui i due giovani stilisti stavano appena emergendo e Stefano Gabbana adorava lo stile e l’espressività di Scianna, perché riteneva ci fosse un feeling tra loro.

Per Ferdinando la fotografia di moda era un allontanamento definitivo dagli insegnamenti di Bresson. Accettò di realizzare ugualmente la campagna, ma con un forte di senso di colpa per “tradire” l’arte ed il metodo del maestro.

Dolce&Gabbana aveva optato per la Sicilia come location della propria campagna pubblicitaria: il team era composto solo da Ferdinando, i due stilisti e la modella olandese Marpessa. Niente truccatori, niente parrucchieri!

 

 

Ferdinando Scianna, Spot per Dolce&Gabbana 1987
Ferdinando Scianna, Spot per Dolce&Gabbana 1987

 

 

Ferdinando Scianna, Spot per Dolce&Gabbana 1987
Ferdinando Scianna, Spot per Dolce&Gabbana 1987

 

 

Realizzare una campagna pubblicitaria fu un’esperienza tutta nuova per Scianna, che decise di ritrarre Marpessa in luoghi d’infanzia che già lui aveva raccontato con l’attività da fotoreporter. L’esperienza, con risultati favolosi e acclamati dal mondo della moda, fu il trampolino di lancio per collaborare anche con testate come Vogue e Grazia.

 

La fotografia di Scianna è testimonianza di un mondo sconosciuto e popolare, una ricerca dell’identità che si risolve nel senso di appartenenza ad una tradizione.

La Sicilia di Scianna è teatro dell’esistenza umana, in continua evoluzione ed in continuo divenire.

 

Oggi, dall’alto dei suoi ben 75 anni, Ferdinando Scianna scatta poche fotografie.

Ma il suo stile, il suo inconfondibile gioco di luci-ombre ed il suo occhio ancora ci ammaliano 🙂

 

 

“Dopo quarantanni di mestiere e di riflessione sono arrivato alla convinzione che la massima ambizione per una fotografia è di finire in un album di famiglia”

 

Francesca

Storia della fotografia
Storia della Fotografia: Sebastião Salgado

RITRATTO DI SEBASTIãO SALGADO

12/02/2019
Francesca Pone

Storia della Fotografia: Sebastião Salgado

In queste ultime settimane ero molto indecisa su chi focalizzarmi nel prossimo articolo dedicato alla Storia della Fotografia.

Poi, proprio presentandoti le mostre del mese, ho avuto l’illuminazione: chi se non Sebastião Salgado, soprattutto adesso che è in mostra a Reggio Emilia? 🙂

 

Ho saputo della sua mostra per caso, scorrendo tra le notizie locali. È stata una fantastica scoperta perché da qualche mese ammiro i suoi scatti e, più li guardo, più me ne innamoro (sì, l’ho conosciuto un po’ tardi). Finalmente potrò vederli dal vivo 🙂

Quando guardi una fotografia non c’è solo bellezza nella composizione, nei colori e nei soggetti: ogni scatto ha una storia tutta sua, qualcosa che il fotografo ha voluto raccontare a noi per “aprirci gli occhi”, per farci scoprire un mondo che va oltre le nostre abitudini e conoscenze.

Ed è proprio questa che fa Salgado con la sua fotografia 🙂

 

Ritratto di Sebastião Salgado
Ritratto di Sebastião Salgado

 

Salgado, classe 1944, è di origini brasiliane e nasce prima come economista per diventare successivamente fotografo. Fu attraverso una delle sue prime esperienze lavorative che decise di rendere la fotografia il suo progetto di vita ed il suo lavoro ideale.

Durante il suo lavoro per l’Organizzazione Mondiale del Caffè, Salgado conosce la vera Africa: lo scopo dei suoi viaggi lavorativi era testimoniare i problemi del terzo mondo per trovare soluzioni adatte ed il mezzo con il quale raccoglie le sue memorie non è che la macchina fotografica. Fu quello il punto di svolta della vita lavorativa di Salgado: dopo essersi dimesso, egli iniziò un viaggio lungo tre anni per immortalare l’Africa attraverso il suo obiettivo fotografico.

 

 

 “Non sono spinto dall’idea di fare foto belle o di diventare famoso ma da un senso di responsabilità : io scrivo con la macchina fotografica, è la lingua che ho scelto per esprimermi e la fotografia è tutta la mia vita”

 

Inoltre, per ben venticinque anni, ha immortalato istanti crudeli dei più grandi conflitti mondiali, tra cui quello del genocidio in Ruanda.

Fu proprio quest’ultima esperienza ad aprirgli gli occhi: vivere quell’avvenimento da testimone fece perdere a Salgado la fiducia nell’uomo e nel mondo e lo sconvolse tanto da risentirne anche in salute.

Toccato dall’esperienza di guerra, accantona per un po’ la fotografia per tornare in Brasile: lì, prendendosi cura delle terre di proprietà familiare, si accorse che per lui la fotografia era essenziale. L’esperienza vera e pura a contatto con la natura gli dà, così, ispirazione per un nuovo progetto fotografico che chiamerà “Genesis”: l’obiettivo è quello di rappresentare animali e paesaggi non ancora contaminati dal progresso umano, dando vita a delle immagini in grado di evocare la bellezza e la potenza della natura.

 

 

Non è lo scoop l’interesse di Salgado, tanto meno le notizie viste e riviste: attraverso il suo obiettivo l’artista brasiliano ci permette di andare oltre le credenze superficiali, per farci conoscere condizioni di vita veramente difficili.

Salgado, oltre che un grande fotografo contemporaneo, mi piace definirlo un testimone del nostro tempo; i suoi scatti fermano il tempo e rivelano quello che non siamo in grado di vedere: miseria, fame, abitudini culturali ma anche allegria, amore per la vita e per la natura che ci circonda.

Ogni persona, ogni luogo ed ogni cultura nascondono un segreto: Sebastião Salgado vuole scoprirlo e allora, a modo suo, lo ritrae e lo studia a fondo superando la semplicità ed attribuendo, ad ogni suo soggetto, una molteplicità di significati.

 

Dall’alto dei suoi 75 anni, oggi è sicuramente uno dei fotografi contemporanei più conosciuti del mondo 🙂

 

 

“Se le mie fotografie arrivano ad essere esposte in un museo vuol dire che hanno anche un valore estetico che le contraddistingue, ma non voglio assolutamente che queste siano lette come delle opere d’arte. Infatti, non nascono per essere oggetto d’arte, ma come un insieme di immagini per informare, per provocare discussioni, dibattiti”

 

Al prossimo appuntamento dedicato alla Storia della Fotografia 🙂

 

Francesca[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

News ed Eventi
Le mostre fotografiche del mese di Febbraio 2019

© SEBASTIãO SALGADO

01/02/2019
Francesca Pone

Le mostre fotografiche del mese di Febbraio 2019

Tutte le mostre fotografiche in Italia a Febbraio 2019!

(se vuoi segnalarci altre iniziative, scrivi un commento e le aggiungeremo alla lista)

 

* I n a u g u r a n o *

 

Sandy Skoglund. Visioni ibride

Dal 24 Gennaio al 24 Marzo

Centro Italiano per la Fotografia – Torino

http://camera.to/mostre/sandy-skoglund-visioni-ibride/

 

Icons. Steve McCurry

Dal 26 Gennaio al 28 Aprile

Palazzo GIL – Campobasso

http://www.fondazionecultura.it/?q=node/1494

 

Metropoiesi: visioni di periferia

Dal 1° al 9 Febbraio

The Warehouse – Milano

https://www.mentelocale.it/milano/eventi/111198-metropoiesi-visioni-periferia-mostra-cura-michele-bonicelli-giada-lanzotti.htm

 

Thomas Struth: Nature & Politics

Dal 2 Febbraio al 22 Aprile

MAST – Bologna

https://www.panorama.it/foto/grandi-fotografi/thomas-struth-mostra-al-mast-bologna/

 

Wildlife Photographer of the Year

Dal 2 Febbraio al 2 Giugno

Forte di Bard

https://www.fortedibard.it/mostre/wildlife-photographer-of-the-year-2019/?fbclid=IwAR2ZJ5G_2QT-HvNer3_Fnj7k5FWuLefTutylSm2u_AXS8oCHwRajq_rYA5g

 

Campioni e dintorni di Evaristo Fusar

Dal 9 al 24 Febbraio

Magazzino del Sale Torre – Cervia

https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=2368082310144795&id=1504781666474868&hc_location=ufi

 

Vivian Maier

Dal 9 Febbraio al 5 Maggio

Scuderie del Castello Visconteo – Pavia

http://www.milanotoday.it/eventi/vivian-maier-2019pavia.html?fbclid=IwAR1d_u05vbz8SJn1YqqT6b0wUy7Wbuwtscvy09DzpZS3DJYsKwwb-8cbBm0

 

Africa. Sebastião Salgado

Dal 10 Febbraio al 24 Marzo

Binario49 – Reggio Emilia

https://www.ilrestodelcarlino.it/reggio-emilia/cosa%20fare/sebastiao-salgado-1.4400648

 

Blackout, Dark side of Istanbul – Fotografie di Coşkun Aşar

Dal 10 Febbraio al 31 Marzo

Palazzetto di Baviera – Senigallia

http://www.senigallianotizie.it/1327478966/inaugurata-a-senigallia-la-mostra-di-coskun-asar

 

Robert Capa. Retrospective

Dal 16 Febbraio al 2 Giugno

Mole Vanvitelliana – Ancona

https://www.mostrarobertcapa.it/?fbclid=IwAR1p4kY0ELNvGa3THxW4uKHZuc2A–BhekUU-WxoB_AXkcN2d61dRnrzhqw

 

 

* I n  C h i u s u r a *

 

 

Il sorpasso. Quando l’Italia si mise a correre, 1946-1961

Fino al 3 Febbraio

Museo di Roma

http://www.artemagazine.it/mostre/fotografia/item/7846-museo-di-roma-il-sorpasso-quando-l-italia-si-mise-a-correre-1946-1961

 

ERWITT ELLIOTT. I cani sono come gli umani

Fino al 10 Febbraio *Prorogata*

Casa dei Carraresi – Treviso

http://www.artemagazine.it/mostre/item/7528-erwitt-elliott-e-i-suoi-adorati-cani-in-mostra-a-treviso

 

La Bellezza Perduta. Fotografie di Enzo Crispino

Fino al 3 Febbraio

Palazzo Ducale – Castelnovo Monti (RE)

https://www.itinerarinellarte.it/it/eventi/la-bellezza-perduta-fotografie-di-enzo-crispino-1283

 

Milano e il cinema

Fino al 10 Febbraio

Palazzo Morando – Milano

https://www.milanoguida.com/visite-guidate/mostre-milano/mostra-milano-e-il-cinema-milano/

 

Aperto. Fotografie di Paola de Pietri

Fino al 16 Febbraio

Galleria Uno su Nove – Roma

https://www.itinerarinellarte.it/it/eventi/aperto-paola-de-pietri-1291

 

Marcello Mastroianni. Una vita tra parentesi

Fino al 17 Febbraio

Museo dell’Ara Pacis – Roma

http://www.arapacis.it/it/mostra-evento/marcello-mastroianni

 

1969. Olivetti formes et recherches, una mostra internazionale

Fino al 24 Febbraio

Centro Italiano per la Fotografia – Torino

https://www.itinerarinellarte.it/it/eventi/1969-olivetti-formes-et-recherche-una-mostra-internazionale-1232

 

Elliott Erwitt. Personae

Fino al 24 Febbraio

Palazzo di Venaria Reale – Torino

http://www.lavenaria.it/it/mostre/elliott-erwitt-personae

 

Fulvio Roiter. Fotografie 1948-2007

Fino al 24 Febbraio

Palazzo Ducale – Genova

http://www.palazzoducale.genova.it/fulvio-roiter-2/

 

Tutta la mia città! Racconto fotografico di Milano

Fino al 24 Febbraio

Galleria Vittorio Emanuele – Milano

http://www.artemagazine.it/mostre/fotografia/item/7940-tutta-mia-la-citta-racconto-fotografico-di-milano

 

Mario Schifano. Fotografie

Fino al 25 Febbraio

Galleria Doozo – Roma

https://www.itinerarinellarte.it/it/eventi/mario-schifano-fotografie-1265

 

RANIA MATAR. From Woman to Woman: Becoming

Fino al 28 Febbraio

Associazione Culturale Contemporary – Milano

https://www.cecontemporary.com/work-progress-next-solo-show-rania-matar/

 

 

* I n  C o r s o *

 

Pescatore d’immagini. Robert Doisneau

Fino al 3 Marzo

Monastero San Giovanni al Borgo Grande – Cava de’ Tirreni (SA)

http://www.artemagazine.it/mostre/fotografia/item/8194-settanta-scatti-di-robert-doisneau-in-mostra-a-salerno

 

LISETTA CARMI. La bellezza nella verità

Fino al 3 Marzo

Museo di Roma in Trastevere

http://www.museodiromaintrastevere.it/it/mostra-evento/lisetta-carmi-la-bellezza-della-verit?fbclid=IwAR04Em0LNOEZwIGPg_Jsog9zY8IoVGngQe5uMjzy0ooln7tkQNe4KGygLHY

 

Un Mondo Giovane. Le nuove generazioni nello sguardo dei fotografi Magnum

Fino al 3 Marzo

Fondazione Carispezia – La Spezia

https://www.panorama.it/foto/grandi-fotografi/un-mondo-giovane-fotografi-magnum-mostra-la-spezia/

 

Paolo Pellegrin. Un’antologia

Fino al 10 Marzo

Museo MAXXI – Roma

https://www.maxxi.art/events/paolo-pellegrin-unantologia/

 

Vento, caldo, pioggia, tempesta. Istantanee di vita e ambiente nell’era dei cambiamenti climatici

Fino al 10 Marzo

Museo di Roma in Trastevere

http://www.artemagazine.it/mostre/fotografia/item/8257-al-museo-di-roma-in-trastevere-una-mostra-di-greenpeace-italia-racconta-i-cambiamenti-climatici

 

Letizia Battaglia

Fino al 15 Marzo

Museo Fattori – Livorno

http://www.artemagazine.it/mostre/fotografia/item/8413-a-livorno-gli-straordinari-scatti-di-letizia-battaglia

 

Steve McCurry. Animals

Fino al 31 Marzo

Museo MUDEC – Milano

http://www.mudec.it/ita/steve-mccurry/

 

Robert Mapplethorpe. Coreografia per una mostra

Fino all’8 Aprile

Museo Donnaregina – Napoli

http://www.madrenapoli.it/mostre/robert-mapplethorpe/?fbclid=IwAR2XKHy4YkSZ6l0Hgmd0he978ufItVBFmCjsKVuhWevypNk1acSTR4xYlyk

 

Buone mostre 🙂

 

Francesca