Fotografia
Il Mattino ha l’Oro in Bocca

IL MATTINO HA L’ORO IN BOCCA

09/09/2016
Simone Conti
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Il Mattino ha l’Oro in Bocca

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Potrei continuare a scriverlo per ore. Qui a San Francisco non fa freddo come all’Overlook Hotel e io non mi chiamo Jack, ma ogni tanto mi sento un po’ a metà tra Jack Nicholson in “Shining” e Lino Banfi in “Vieni Avanti Cretino” (se non lo hai visto cerca “Grazie, la sua soddisfazione è il nostro miglior premio” su Youtube! 😉 ).

Ti aspetti un nuovo posto sul blog di FotografiaProfessionale, non è così? Ormai sei abituato a vedere almeno due pubblicazioni settimanali, ma io come ti dicevo sono a metà tra il blocco dello scrittore e l’iperattività cognitiva da vita a San Francisco.

Oggi da quando mi sono alzato ho coordinato i nuovi sviluppi del sito di FotografiaProfessionale, fatto testing e debugging di alcune funzionalità, fatto la postproduzione di uno shooting, inviato 4 preventivi a dei clienti prospect, sono andato a prendere Jen all’aeroporto di ritorno da Londra, ho fatto 30 minuti di coda per entrare in autostrada (giusto perché il volo era in ritardo di un’ora e il tutto si è incastrato con l’ora di punta) e infine organizzato alcuni dettagli del prossimo matrimonio che scatterò qui a San Francisco tra una decina di giorni… biribiribì, non c’è, non c’è, la sua soddisfazione è il nostro miglior premio! Il bello è che ora devo scrivere il nuovo articolo per il sito. Ah, no… lo sto scrivendo… Vedi, perdo pezzi. Qui è mezzanotte, a Jen hanno perso il bagaglio in un volo mono-tratta, mono-compagnia… che era pure in ritardo di un’ora (e quindi avevano tutto il tempo di caricare i bagagli!) e sto aspettando il delegato British Airways che ci riporti la valigia (qui sono efficienti… se sei sveglio il fattorino consegna anche in piena notte!).

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Tecnica Fotografica
Bianco e nero in Technicolor

CALIFORNIA LANDSCAPE PHOTOGRAPHY WORKSHOP

20/05/2016
Simone Conti
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Bianco e nero in Technicolor

Recentemente mi sono avvicinato nuovamente a un mio perenne amore: la pellicola. In Italia faccio fatica a trovare una offerta e un servizio accettabile per scattare ancora in pellicola, ma negli USA è tutto molto più semplice. La pellicola sta tornando decisamente di moda e anche per lavoro è facile trovare fotografi che tornano all’analogico. Proprio un paio di settimane fa, quattro dei miei rullini hanno subito un ritardo di 48 ore nella abituale consegna (sviluppo, provinatura e scansione in alta risoluzione in meno di 24 ore) perché un fotografo aveva portato al laboratorio dove mi servo 70 rullini scattati per un servizio in una nota azienda con il logo blu con il nome che finisce per “In”… e le mie fotografie di paesaggio erano finite in coda a quella lavorazione.

Visto il mio ritorno alla pellicola con una frequenza maggiore rispetto al passato e la comodità di avere ancora una volta un “laboratorio sotto casa”, ho anche deciso di passare al medio formato, ma senza esagerare con le dimensioni. Di conseguenza ora ho un corpo Mamiya 645 AF e un corpo Phase One 645 AF, tre film back, un Polaroid back e le mie tre focali fisse preferite: 35mm, 55mm e 150mm (circa 20mm, 35mm e 95mm se rapportate al formato standard 35mm). Oltre a questo ho almeno un paio di progetti strani in mente da realizzare con questa attrezzatura, ma di questo forse ne parleremo più avanti in un altro articolo.

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Fotografia
Racconto di una foto che non c’è

PIGEON POINT LIGHTHOUSE VISTO DALL’IPHONE6PLUS

13/01/2016
Simone Conti
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Racconto di una foto che non c’è

Non ho una vera e propria foto che racconti tutto. A dire il vero non ho proprio la foto… ancora…

Oggi è stato, per me, uno di quei giorni che non puoi dimenticare. È stato divertente, rischioso, emozionante… bello! Ma vediamo una cosa alla volta, andiamo con ordine.

Finalmente è arrivata la mia nuova-vecchia macchina fotografica direttamente dal Giappone. Ho deciso di tornare alle basi con una macchina di circa 15 anni fa, a pellicola‬ però… niente digitale. Voglio riscoprire l’attesa dello sviluppo, l’ansia della mancanza della certezza del risultato, un po’ di limiti tecnici e scattare meno, con più cura del solito, per avere un risultato con un “sapore” particolare.

Qui a San Francisco la pellicola si trova in abbondanza e senza problemi. Ci sono almeno due negozi che ne hanno due frigoriferi pieni, e ci sono almeno 5 laboratori che sviluppano in C41 e due di questi anche in E6. Tutti offrono come servizio i provini, oltre che a contatto, anche in digitale (scansioni a “bassa” risoluzione). Poi, naturalmente, si possono richiedere le scansioni ad alta risoluzione. Da un negativo (o positivo) medio formato 645 è semplice ricavare un DNG a 16bit da circa 50 Megapixel.

La macchina fotografica l’ho fatta spedire a ‪‎Yahoo‬! (grazie Jen!) perché qui a casa la cassetta delle lettere è minuscola e non volevo che il corriere la lasciasse davanti all’ingresso… in mezzo a una zona iper-turistica di San Francisco… davanti alla fermata del Cable Car!
Così mi sono fatto un giretto a Sunnyvale dopo pranzo per andarla a recuperare. Ho preso la 101 verso Sud: zero traffico e autostrada a 5 corsie.

Scopo della giornata: recuperare la Mamiya‬ 645 e andare a provarla immediatamente al faro di Pigeon Point per la Golden Hour.

Annalisa, una delle ragazze del team dove lavora Jen, mi accoglie all’ingresso con una montagna di scatole (ho fatto arrivare là giusto un altro paio di cose!). Due chiacchiere al volo e inizio a spacchettare l’unica scatola con diciture in giapponese. Operazione non facile senza forbici o altri strumenti, e con un imballaggio che è praticamente un groviglio, a prova di bomba, di nastro adesivo. Dopo enormi, inenarrabili fatiche, ho finalmente in mano la macchina… e mi accorgo che il venditore giapponese ha omesso di inserire nella confezione le batterie. Mi servono 6 AA per il corpo (fino qui tutto facile) e una CR2032 per il film-back… e qui si complica!

 

Fry's Electronics - Sunnyvale
Fry’s Electronics – Sunnyvale

 

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