News ed Eventi
Il team di Fotografia Professionale: Emanuela Gandolfi

EMANUELA GANDOLFI – FOTOGRAFIAPROFESSIONALE.IT

23/08/2018
Francesca Pone

Il team di Fotografia Professionale: Emanuela Gandolfi

 

Emanuela Gandolfi, di età q.b., a noi ignota e sconosciuta, è Project Manager di FotografiaProfessionale: laureata in Comunicazione e Marketing, lavora per l’agenzia di comunicazione integrata e, come sostiene lei, “sono stata coinvolta contro la mia volontà” anche nel progetto di FotografiaProfessionale 😉

Emanuela è l’interfaccia tra FP e i nostri Partner: identifica le nuove opportunità di collaborazione e, assieme all’azienda, progetta le varie attività che possano offrire un valore aggiunto alla nostra realtà.

Se non ci fosse lei!

Appassionarsi alla Fotografia era, per Emanuela, inevitabile! Non vi racconterò qualche aneddoto della sua esperienza come fotografa perché le voglio bene ed è la mia “compagna di scrivania”. Magari in un’altra occasione, quando non leggerà 😉

Tra i suoi “Hobbit”, viaggiare ovunque e comunque. Ama i gatti ma adora la sua “cagnolina” Minnie, le piace nuotare e fare luuuunghi aperitivi con gli amici.

Il suo regista preferito è Tim Burton, ma riguarderebbe volentieri “I guerrieri della notte” e “The Others”. Il suo film preferito, però, a quanto pare non l’hanno ancora realizzato. Un film che non ha mai capito? “Mulholland Drive”. A.A.A. Cercasi appassionati che possano spiegarglielo 😉

È amante del Rock anni ’90, ma tra i più attuali apprezza i Muse.

Di autori, beh… Diciamo che Emanuela non ne ricorda molti! Ma rileggerebbe “Dio di illusioni” di Donna Tartt e “I pilastri della terra” di Ken Follet.

Il suo sogno nel cassetto: vivere al mare, felice e spensierata, facendo tutto ciò che ama. Rigorosamente senza smartphone, per stare lontana da email e telefonate 🙂

 

Francesca

Recensioni
Wacom Intuos Pro 2017: out of the box!

FOTO DI FAMIGLIA: IO E LA MIA NUOVA INTUOS PRO

05/04/2017
Simone Poletti

Wacom Intuos Pro 2017: out of the box!

Qualche settimana fa (ne abbiamo parlato anche su Facebook) il postino ha suonato alla porta del nostro studio e ha consegnato un pacco diverso dagli altri.
Dentro c’era una bellissima Wacom Intuos Pro M Paper Edition

 

Sono un utilizzatore seriale di tavolette grafiche da più di 10 anni e devo dire che mi hanno cambiato la vita, professionalmente parlando.

Dalla mia prima Intuos 3 Wide, passando per Cintiq e almeno altre tre generazioni di Intuos, sono rimasto anche un utilizzatore di tavolette Wacom, più per necessità che per fedeltà alla marca. Mi spiego: sugli strumenti di lavoro sono un tipo estremamente pragmatico e…

 

Scelgo quelli che mi permettono i migliori risultati.

A parità di risultati, scelgo i più veloci.

A parità di risultati e velocità, scelgo i più belli.

A parità di risultati, velocità e design, scelgo i più economici 😉

 

Per questo non ho avuto problemi dopo tanti anni ad inserire Capture One nel mio flusso di lavoro. E ho realizzato anche diversi video-corsi su un software che, scusate l’immodestia, prima che FotografiaProfessionale ne parlasse in modo diffuso, di rado usciva da un piccolo numero di studi di professionisti di alto livello.

Continuo ad usare Wacom perché le tavolette giapponesi funzionano meglio, durano di più, mi permettono di essere più veloce e il design è sempre molto curato. Il prezzo, come dicevo, è il quarto fattore.

Capirai, quindi, perché sono stato molto felice quando abbiamo potuto annunciare la collaborazione con Wacom per quest’anno. Questo mi permetterà di provare e recensire molti strumenti interessanti e ha già consentito agli allievi dell’Accademia di Post di lavorare su delle nuovissime Intuos Pro nel primo workshop live della nuova edizione.

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Tecnica Post-Produzione
Come scegliere la tavoletta grafica giusta per te?

QUALE TAVOLETTA GRAFICA SCEGLIERE? (PHOTO: WACOM.COM)

26/08/2016
Simone Poletti
9 commenti ]

Come scegliere la tavoletta grafica giusta per te?

Da quando ho comprato la mia prima tavoletta grafica, ogni volta che la tiro fuori dalla borsa la domanda è sempre la stessa:

Hey, anche io devo comprare la tavoletta grafica, quale mi consigli?

Con questo breve articolo vorrei aiutarti a stabilire alcuni parametri che possano guidare la tua scelta nel migliore dei modi, ma non basta… FotografiaProfessionale è una grande community, quindi vorrei che, tutti insieme, costruissimo grazie a questo post uno strumento utile per chi deve scegliere una tavoletta grafica!

Quindi, se usi già una tavoletta, raccontami in un commento la tua esperienza e consiglia a chi deve scegliere lo strumento migliore, secondo te. Ad esempio: Marco, un allievo dell’Accademia di Post, ha appena comprato una tavoletta a schermo sensibile della Huion, altri usano da anni tavoletta Wacom. Credo che il punto di vista di tutti possa essere davvero utile!

Perché non esiste una sola tavoletta grafica giusta: dipende da quali sono le tue esigenze e da quale uso ne farai. Per questo non voglio liquidare la questione indicandoti un modello da comprare, preferisco metterti “in mano” gli strumenti per scegliere con consapevolezza.

Prima di tutto, esistono almeno tre tipi di tavoletta grafica, vediamole insieme per capire come sono fatte e a cosa servono:

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Tecnica Post-Produzione
Doppia esposizione in Photoshop, alcuni consigli per iniziare a provare!

DOPPIA ESPOSIZIONE

09/08/2016
Simone Poletti

Doppia esposizione in Photoshop, alcuni consigli per iniziare a provare!

È passato ormai qualche anno, ma ricordo con precisione il momento nel quale vidi per la prima volta la sigla di True Detective e le doppie esposizioni divennero improvvisamente una figata! 🙂

True Detective è una serie TV della HBO piuttosto visionaria e dalla fotografia molto curata; in particolare, le sigle di entrambe le stagioni finora prodotte si distinguono per un uso davvero creativo e bellissimo di una tecnica vecchia come la fotografia: la doppia esposizione.

Non ne ho la certezza, ma non credo di rischiare se dico che la doppia esposizione è nata grazie ad un errore: in una macchina analogica manuale era sufficiente dimenticarsi di mandare avanti la pellicola per sovrapporre irrimediabilmente due scatti sullo stesso frame.

Da sempre oggetto di esperimenti, innovazioni ed esercizio di grandi fotografi, da Anton-Giulio Bragaglia ad Edward Muybridge, la doppia (o multipla) esposizione è ritornata prepotentemente di moda proprio grazie ad una serie TV…

Pochi mesi dopo la prima messa in onda già si vedevano le prime elaborazioni con Photoshop e la cosa ha preso sempre più piede in questi mesi.

Al contrario di altre tecniche facilmente simulabili e ripetibili, la doppia esposizione in Photoshop richiede un minimo di conoscenza tecnica e un po’ di preparazione. Infatti molte tecniche “di moda” sono facili da realizzare nella loro variante più semplice, anche senza conoscere ben le basi di Photoshop, spesso grazie ad azioni o plug-in. Questo ha portato alla proliferazione di elaborazioni dozzinali e di pessima qualità (penso solo a certi HDR). Bene, la doppia esposizione, per ottenere risultati accettabili, prevede un minimo di conoscenza delle basi di Photoshop… Così ho pensato di darti due dritte per permetterti di affrontare al meglio le tue prime doppie esposizioni realizzate in Post.

Per farti un esempio pratico ho realizzato una velocissima doppia esposizione utilizzando due foto da banca immagini.

Ci sono diversi modi ed esistono diverse tecniche per realizzare una doppia esposizione, noi useremo il metodo più semplice 😉

Sull’argomento realizzerò presto un video-corso completo, in modo da approfondire aspetti e tecniche più avanzate che, per questioni di spazio, non mi è possibile trattare in un articolo sul blog.

Ma veniamo a noi:

Come si realizza una doppia esposizione con Photoshop?

 

1. Prima di tutto, fai una cosa semplice!

La cosa fondamentale quando realizzi una doppia o multipla esposizione per la prima volta è: falla semplice. Non complicarti la vita cercando di fare cose incredibili, all’inizio non ne avrai i mezzi e le conoscenze e rischi di produrre una schifezza (scusa il francesismo). Quindi: meglio che la tua “prima doppia” sia semplice e lineare.

Non tentare di mescolare elementi troppo complessi, parti con un ritratto, un soggetto in silhouette e un paesaggio da montare. Di solito si tende ad utilizzare ritratti a mezzobusto in silhouette o silhouette di animali, da mixare con paesaggi montani, alberi, skyline cittadini.

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News ed Eventi
Ci vediamo al Photoshow?

FOTOGRAFIAPROFESSIONALE AL PHOTOSHOW 2015

15/10/2015
Simone Poletti

Ci vediamo al Photoshow?

Ci sono tre cose di cui non posso assolutamente fare a meno nel mio lavoro e “nell’esercizio della mia passione” 🙂

Sono le stesse da più di 10 anni, anche se nel frattempo si sono evolute in diverse versioni e generazioni. Quel che mi serve è:

– Un Mac con tanta RAM e un disco SSD

– Adobe Photoshop

– Una Wacom Cintiq o almeno una Intuos Pro

 

Per questo quando Andrea di Wacom Italia mi ha chiesto di partecipare al Photoshow di Milano con un breve intervento proprio presso lo stand Wacom, non solo non ho potuto rifiutare, ma devo ammettere che la cosa mi ha fatto sentire piuttosto orgoglioso 🙂

Quindi mi sono messo a pensare: quali tecniche stratosferiche potrei presentare al pubblico del Photoshow? Quali incredibili elaborazioni posso realizzare?

Ci ho ragionato sopra e ho concluso che, alla fin fine, la cosa più intelligente da fare è quella di mantenere la mission di FotografiaProfessionale per ciò che riguarda la formazione nel ritocco, che è anche la linea che ha guidato la mia ricerca nella post in questi ultimi anni: rendere la vita più facile ai fotografi e ai ritoccatori con tecniche semplici e veloci che garantiscano risultati professionali anche a chi non è un “maestro” di Photoshop.

Sì, perché rimango convinto del fatto che la vera missione degli “esperti” di post debba essere quella di insegnare ad ottenere risultati VERI in tempi rapidi, liberando i fotografi e i ritoccatori da ore e ore passate inutilmente davanti ad un computer. E rimango anche convinto che la post sia divertente e appassionante, ma che sia ancora più divertente fare la post in fretta e poi dedicarsi agli aperitivi, alla morosa, agli amici, a quello che più ci piace fare. Magari anche alla post, ma quella divertente! LEGGI TUTTO >>

Tecnica Post-Produzione
Scegli la punta giusta! (Per la tavoletta grafica)

LA PUNTA GIUSTA? (PHOTO: ©DOUGLAS FISHER PER NIKE)

04/09/2015
Simone Poletti
2 commenti ]

Scegli la punta giusta! (Per la tavoletta grafica)

Scegliere la punta giusta è fondamentale!

Ne sanno qualcosa i tifosi della squadra di calcio della mia città, che da anni aspettano un centravanti da 15 goal e ne sanno qualcosa tutti gli Italiani che hanno seguito la chiusura del calciomercato in attesa di un “colpo” in attacco… ma non è di pallone, per fortuna, che ti voglio parlare oggi! 🙂

Infatti oggi parliano di punte sì, ma quelle per la penna della tua tavoletta grafica!

Perdonami quindi la scelta dell’immagine un po’ ruffiana, ma non ho resistito alla tentazione di pubblicare una foto (con gran post) di uno dei miei preferiti: Douglas Fisher.

 

Qualche giorno fa ho finalmente pubblicato il mio video-corso sull’installazione, l’impostazione e l’uso professionale della tavoletta grafica: è completamente gratuito e lo trovi qui!

Banner Tavoletta

 

 

Nel video-corso si affrontano tutti gli aspetti relativi alla tavoletta grafica (in questo caso una Wacom Intuos Pro M, ma il corso è utilissimo anche per chi possiede gli altri modelli), dal contenuto della scatola fino alle esercitazioni per riuscire ad abituare al meglio la propria mano all’uso della penna e alla realizzazione di tratti fluidi e sfumati; passando per l’impostazione di tutte le preferenze, gli strumenti e le express-keys della tavoletta.

Ammetto però di avere tralasciato un aspetto che invece ha la sua importanza: le punte!

Come dico spesso: FotografiaProfessionale la fanno gli utenti come te, prima di tutto, con i feedback e le richieste di supporto. Infatti, appena uscito il corso c’è stato subito chi mi ha chiesto: “Ma le punte che si trovano nel portapenne? A cosa servono? Qual è la differenza? Quali scegli e in quali occasioni?

Ecco quindi che le vostre domande hanno costituito lo stimolo per scrivere questo articolo che è l’ideale completamento del video-corso sull’uso della tavoletta!

Sì perché, se vuoi ottenere grandi risultati, scegliere la punta giusta è fondamentale 😉 LEGGI TUTTO >>

Recensioni
Nuova Intuos 5, la tavoletta ha più… tatto.

WACOM INTUOS 5 FAMILY

14/12/2012
Simone Poletti

Nuova Intuos 5, la tavoletta ha più… tatto.

Come forse già saprai, il mio “garage digitale” di tavolette Wacom è piuttosto affollato. Ho una Intuos 3, una intuos 4L e una Intuos 4M wireless, e lavoro ogni giorno su una Cintiq 21.

Quindi, quando mi è capitata fra le mani questa nuovissima Intuos 5 M Touch, il primo pensiero è stato “Speriamo che non sia troppo buona, che non ho spazio per una tavoletta nuova”.

Beh, maledizione, è buona, molto!

Non sto ad annoiarti con tutte le caratteristiche tecniche dell’oggetto, puoi trovare ogni singola specifica sul sito Wacom, quello che mi interessa davvero in questa recensione è cercare di capire: quanto e come questa nuova Intuos può essere utile per un fotografo e per un ritoccatore?

Partiamo dall’inizio: perchè dovresti comprarti una tavoletta grafica?

Beh, la risposta è semplice, mi basta farti un esempio pratico: il passaggio dal mouse alla tavoletta grafica mi ha fatto guadagnare il 20/30% di tempo nel ritocco delle immagini. Il successivo passaggio da tavoletta grafica a Cintiq mi ha fatto guadagnare un ulteriore 20%. E la qualità della correzione è drasticamente migliorata, permettendomi un riotocco “pittorico” prima impossibile. Ora, io faccio il ritoccatore di professione, per me il tempo è denaro… ma anche per te è così, anche se correggi forse meno immagini di quelle che lavoro io, comunque guadagnare tempo (e qualità) può esserti utile.

Magari non vale la pena investire il denaro che serve per una Cintiq, ma una tavoletta grafica “standard” ha un prezzo accettabile… ma aspetta, di prezzo parliamo dopo.

Veniamo a questa Intuos 5 M Touch.

Grip Pen

Si tratta dell’ultima generazione di tavolette grafiche Intuos di Wacom, il prodotto qualitativamente più performante sul mercato delle tavolette grafiche, il più evoluto e quello con più estimatori.

Intuos è il nome della linea, 5 è il numero della generazione di prodotto, M è il formato: la Intuos 5 è disponibile in formato S (area attiva 157 mm x 98 mm), M (area attiva 224 mm x 140 mm) e L (area attiva 325 mm x 203 mm).

Il formato M a mio parere è il più indicato per chi fa ritocco piuttosto spesso, ma non per 8 ore al giorno, l’area è abbastanza grande da permettere movimenti fluidi ed efficaci, allo stesso tempo le dimensioni della tavoletta sono “trasportabili” in una borsa da computer senza grossi problemi. Il formato S a mio parere è troppo piccolo e il formato L è difficile da trasportare.

Appena uscita dalla scatola questa nuova Intuos colpisce per due fattori principali: il design asciutto e la finitura opaca. Rispetto alla generazione precedente (Intuos 4) la cornice intorno all’area utile si è notevolmente ridotta e la finitura lucida “a specchio” è stata sostituita da una finitura opaca quasi “gommata” piacevole al tatto e dal buon grip.

Entrambi sono piacevolissimi miglioramenti: le dimensioni più “slim” permettono di inserire la tavoletta di fianco al portatile nella stessa borsa, cosa non sempre facile con le precedenti generazioni e inoltre si riduce l’ingombro sulla scrivania (la mia già sembra il suk di Istanbul). La finitura opaca, oltra ad essere più bella, si sporca meno.

Ogni intuos è poi dotata di tasti sensibili, dalle funzioni personalizzabili, tasti che ora sono diventati più discreti, essendo semplicemente incavi sulla superficie. Ottimo, eliminare lo schermo luminoso della Intuos 4 è stata un’ottima idea, era pacchiano e fondamentalmente inutile. Però forse in Wacom hanno esagerato un po’, al primo impatto trovare i tasti durante il lavoro è stato piuttosto difficile. Dopo un  po’ ci si abitua alla posizione e le cose migliorano, ma la relativa vicinanza fra i tasti e la mancanza di riferimenti visivi veri, rende le cose un po’ difficoltose. Non che i tastini della Intuos 4 fossero meglio, anzi… ma si può migliorare ancora!

Personalmente poi, non amo particolarmente il touch ring. Il touch ring è un simpatico e utilissimo dispositivo che permette diverse funzioni semplicemente con tocco e scorrimento… ricordi il ring sensibile dei primi iPod? Ecco, uguale, o quasi. Prima del Touch ring però Wacom usava dell fantastiche strip sensibili (striscie) che a mio parere erano molto più veloci da usare.

Lo so, sono vecchio e retrogado, ma se il signor Wacom avesse mai voglia di fare una Intuos “Simone Poletti Signature” la faccia con le strip sensibili al posto del Touch ring, grazie 🙂

Andiamo avanti, la penna è fantastica, comoda e molto ben bilanciata, la sensibilità è identica a quella della versione precedente, ma non si sentiva il bisogno di up-grade. Questa Intuos 5 ti permetterà di avere oltre 2000 livelli di pressione nella penna, garantendoti tratti fluidi e precisi anche nell’illustrazione più complessa e realistica. Con una sensibilità alla penna fino a 10mm dalla superficie, così da garantire linee pittoriche dallo sfumato e dalla “chiusura” perfetta.

Faccio illustrazione in digitale da quasi 20 anni e devo dire che il livello raggiunto da Wacom è più che adeguato alle esigenze del professionista più esigente.

Passiamo alla parte più innovativa di questa Intuos, e cioè la definizione “Touch”! Bene, come già fatto per le tavolette Bamboo (il prodotto più “economico” fra le tavolette Wacom), è stata implementata in questa nuova serie di Intuos (come nella nuova Cintiq 24) la versione “touch”. Cosa significa? Significa che la tua nuova tavoletta Wacom è sensibile al tatto, cioè reagisce alle tue dita come se fosse toccata da una penna!

Il sistema Touch della nuova Intuos

Fantastico, con due dita puoi fare zoom sull’immagine o spostarti esplorando la foto nei minimi dettagli, puoi predisporre scorciatoie da tastiera attivabili con le dita ecc… ecc…

Ora, solo il fatto di poter zoomare e spostarsi per l’immagine con la mano sinistra mentre si lavora con la destra, beh, solo questo a livello operativo costituisce un grande salto in avanti!

Ottimo, verrebbe da dire che questa nuova Intuos non ha difetti, o quasi.

Beh, uno lo abbiamo trovato… ricordi i tasti invisibili? Ma si tratta di un difetto minore e trascurabile.

Aggiungo però che la funzione touch non funziona sempre in modo puntualissimo, può capitare che la Intuos non reagisca al tocco delle dita al primo colpo, e questo è abbastanza fastidioso, ma in realtà anche piuttosto raro.

Infine, il vero difetto di questa Intuos è… il prezzo! Infatti c’è da dire che gli oltre 300,00 euro richiesti per questa M Touch sono un bel deterrente per gran parte della potenziale clientela Intuos.

Sulla versione “S” il prezzo di 225,00 euro appare davvero alto, soprattutto se paragonato ai 99,00 euro di una Bamboo di dimensioni simili.

La qualità non si discute, ma le esigenze del fotografo o del ritoccatore medio costringono molti ad accontentarsi di prodotti meno performanti, che siano della stessa Wacom (Bamboo) o di concorrenti piuttosto agguerriti come la cinese Hanvon, che fotocopia i prodotti Wacom da anni con ottimi risultati a prezzi più contenuti.

Altro difetto di questa Intuos 5 è che… mi ha fatto venire una voglia malsana di provare (e possedere) una Cintiq 24 HD Touch, oggetto meraviglioso che unisce il lavoro “diretto” sull’immagine della Cintiq, l’alta definizione dello schermo e l’utilità del sistema Touch!!!

Vado ad affogare la mia voglia di Cintiq in una tazza di caffè, tu fammi sapere cosa ne pensi, e fammi pure tutte le domande che vuoi!

A presto

 

Simone Poletti

 

Valutazioni

QUALITÀ COSTRUTTIVA: 9/10

PRESTAZIONI: 9/10

USABILITÀ: 9/10

RAPPORTO QUALITÀ-PREZZO: 6/10

 

 

 

Tecnica Post-Produzione

UN FOTOMONTAGGIO DI QUALITà – PARTE 1 – ANALISI DELL’IMMAGINE

20/09/2010
Simone Poletti
2 commenti ]

Un fotomontaggio di qualità – Parte 1 – Analisi dell’immagine

Abbiamo parlato di “fotomontaggio di qualità” e di quanto sia importante mantenere alti gli standard per ottenere un risultato professionale.

Qui potete vedere un matte painting che ho realizzato qualche tempo fa, per divertimento, immaginando la costruzione di un castello di carte al posto del famoso Neuschwanstein. Alla base di questo lavoro, c’è un semplice fotomontaggio, sul quale poi ho costruito tutta la composizione, e al quale ho aggiunto, con procedimento pittorico, quello che non potevo montare.

Ho pubblicato sia l’immagine originale che il risultato finale, per farvi capire meglio quali siano le potenzialità del fotomontaggio, se realizzato nel modo corretto.

Il Fotomontaggio è la base di ogni elaborazione complessa delle immagini, il primo passo da compiere, e proprio per questo necessita di “appoggi” solidi e ben strutturati.

Quindi inizamo a vedere da oggi quali sono questi “appoggi” le basi sulle quali fondare il nostro lavoro.

Innanzi tutto partiamo da un concetto importante, che deve essere ben chiaro: ogni fotomontaggio, anche il più complesso, è la fusione di due immagini, uno sfondo e un’immagine montata.

Anche un’immagine complessa, con decine di elementi, non è altro che la ripetizione della stessa operazione di montaggio fra uno sfondo e un’immagine.

In un montaggio complesso dovremo poi tenere conto di una serie di ulteriori fattori, ma è un problema che affronteremo a tempo debito.

Quindi, nell’affrontare un fotomontaggio di cosa dobbiamo tenere conto? Cosa dobbiamo fare? Qual’è il primo passo da compiere?

La prima cosa da fare è: analizzare l’immagine di partenza.

C’è sempre un’immagine di partenza, può essere lo sfondo, o il soggetto principale. È, in sintesi, l’immagine che scegliamo per prima. Se è lo sfondo, cercheremo poi una serie di altre immagini per completarlo, se invece si tratta del soggetto, andremo subito alla ricerca di uno sfondo per “ambientarlo”.

Quindi, razionalizzando le “regole” per un buon fotomontaggio:

1) ANALISI DELL’IMMAGINE

L’immagine di partenza va analizzata in tutte le sue parti, i dati che raccolglieremo ci servirannoper confrontare l’immagine con tutte le altre che andremo amontare, in modo che siano coerenti e compatibili. In particolare dovremo controllare: le dimensioni (in pixel , o metriche ad una risoluzione di 300dpi) che non dovrebbero scendere, per un lavoro di qualità, sotto i 2500×3500 pixel (circa un A4 a 300dpi).

Dovremo analizzare la grana dell’immagine, capire se l’immagine è disturbata o no, se presenta “aberrazioni Jpeg” (quell’effetto a quadrettini di pixel tipico della compressione jpeg), ecc…

Sarà poi importante capire se l’immagine ha subito ritocchi o lavorazioni di post-produzione particolarmente pesanti precedenti al nostro lavoro. La scelta dovrebbe ricadere su immagini “vergini”, cioè non ritoccate in precedenza (almento non pesantemente) per risparmiarci il lavoro di replicazione degli effetti su ognuna delle immagini da montare.

Quindi, nella nostra analisi, dovremo individuare le linee prospettiche dell’immagine ( e se necessario tracciarle, in un livello superiore), capire dove si trova il punto di fuga e avere ben presente le prosepttive da rispettare nel montaggio.

Infine, dovremo individuare la profondità di campo e i piani di fuoco dell’immagine, cioè dovremo capire se l’immagine è tutta a fuoco, o se lo sfondo è sfocato, se il primo piano è a fuoco e il secondo piano leggermenet sfocato ecc…

Per facilitare il fotomontaggio sarebbe sempre meglio lavorare su un’immagine tutta a fuoco… ma un fotomontaggio su un’immagine con grande profondità di campo e diversi piani di fuoco, se ben riuscito, pur richiedendo molto più lavoro e impegno, sarà più realistico e vi darà grandi soddisfazioni.

Bene, abbiamo messo il primo punto nel procedimento per ottenere un fotomontaggio di qualità, dalla prossima puntata analizzeremo, una per una, le comparazioni necessarie fra le immagini di montare.

A presto, e buon lavoro.

Tecnica Post-Produzione

INTUOS 4, DA WACOM LA NUOVA GENERAZIONE DI TAVOLETTE GRAFICHE PER I DISEGNO E IL RITOCCO

08/06/2009
Simone Poletti

Intuos 4, da Wacom la nuova generazione di tavolette grafiche per i disegno e il ritocco

intuos42Wacom ha lanciato in queste settimane la nuova generazione di tavolette grafiche Intuos 4, aggiornamento di una serie già conosciuta e apprezzata da grafici, illustratori e fotoritoccatori di tutto il mondo.

Come sempre FotografiaProfessionale.it cerca di darvi una visione il più possibile ampia degli strumenti e delle tecniche a disposizione dei professionisti della fotografia e del fotoritocco, quindi mi sembrava utile tenervi aggiornati sulle novità nel mondo delle tavolette grafiche, sempre più d’uso comune e quotidiano nel nostro ambiente.

Premetto che, pur non prendendo un centesimo da Wacom (possiamo provvedere per favore? :)), sono assolutamente parziale.

Sono un utente Wacom affezionato e fedele, possessore di una Intuos 3 (A5 Wide) e di una Cintiq 21UX che hanno cambiato completamente il mio modo di lavorare, quindi ammetto con candore che l’arrivo sulla mia scrivania di una nuovissima Intuos 4 Large è stato festeggiato con la stessa enfasi e lo stesso entusiasmo dedicati alla liquefazione del sangue di San Gennaro!

Poi, asciugati gli occhi dalle lacrime di commozione, come tutti i bambini che ricevono un gioco nuovo, ho attaccato la presa USB e mi sono messo immediatamente al lavoro! LEGGI TUTTO >>