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Da fotografo a fotografo: cosa ne penso della Fuji XT-3

FOTO DI NICOLA MONTANARI

12/12/2018
Nicola Montanari

Da fotografo a fotografo: cosa ne penso della Fuji XT-3

Se da questa recensione ti aspetti la solita valanga di dati tecnici, comparative coi precedenti modelli, dibattiti sulla tenuta agli alti ISO o quant’altro… Non è questo che stai per leggere 🙂

Questa mia personalissima recensione si basa puramente sull’esperienza sul campo fatta con la nuova Fuji XT-3.

 Sono un fotografo professionista specializzato in Ritratto e Fashion, poco avvezzo ai fronzoli delle macchine fotografiche, ma molto attento ad alcune caratteristiche per me essenziali.

 

Premetto di essere un fan Fuji e di essere stato un fruitore delle loro macchine per circa 4/5 anni, ma di essere passato ad altro sistema ad inizio primavera di quest’anno. La mia scelta non è stata motivata dalla mancanza di qualità del sistema Fuji, bensì da quello che è stato da sempre il tallone d’Achille del brand: il tethering con Capture One, unico software veramente professionale per l’acquisizione diretta dell’immagine, di cui nel mio lavoro in studio abuso quotidianamente.

Come probabilmente avrai già letto da altre parti, finalmente Capture One supporta Fujifilm, cosa che mi ha stimolato ad affrontare questa recensione con grande curiosità 🙂

In sei punti ti racconterò la mia esperienza con la new entry di casa Fujifilm 😉

 

1. IL CORPO MACCHINA

Chi già possiede o ha posseduto la XT-2, troverà subito feeling con questa nuova versione, a cui sono state apportate poche ma apprezzabili modifiche: un grip leggermente più profondo e deal modificati e più “precisi”, sono sostanzialmente le differenze che ho riscontrato rispetto alla XT-2.

Aspetto esteriore della Fuji XT-3
Aspetto esteriore della Fuji XT-3

Per chi ha mani grandi come le mie è consigliabile l’acquisto del battery grip, che migliora decisamente l’impugnatura e rende più equilibrato il corpo, soprattutto quando si utilizzano ottiche lunghe o gli zoom di casa Fuji.

I comandi posteriori sono di facile accesso anche quando si guarda nel mirino quindi, una volta personalizzati i tasti funzione, sarà piuttosto semplice effettuare modifiche al setup durante la fase di scatto.

Comodo lo schermo articolato che dà la possibilità di scattare in verticale vedendo direttamente l’immagine senza doversi mettere in posizioni scomode o improponibili 😉

I comandi sono tutti reattivi anche se, chi non ha dimestichezza con questo sistema, ci metterà un po’ ad adattarsi e a non avere la stessa semplicità delle reflex top di gamma a cui ci siamo abituati negli anni.

Personalmente trovo un po’ piccolo il joystick per la messa a fuoco, che con le mie dita lunghe diventa un po’ scomodo e sensibile negli interventi rapidi. Per il resto, avrai praticamente la possibilità di comandare tutto con una mano e con relativa facilità (dopo un po’ di pratica) 😉

Come già preannunciato prima dell’uscita, manca l’IBIS (In-Body Image Stabilization, ovvero la stabilizzazione in camera su quattro assi) invece destinato alla sorella H. Personalmente avrei preferito averlo e poterlo disattivare a necessità, ma sicuramente Fuji avrà avuto i suoi buoni motivi per non inserirlo. Altra nuova caratteristica è un base ISO che passa da 200 a 160, piccola ma significativa miglioria, mentre rimane a 12.800 il tetto.

Sul fianco delle macchina troverai lo sportello che protegge due slot SD ad alta velocità, cosa per me indispensabile su una macchina che voglia definirsi professionale. Infine il corpo è tropicalizzato, sicuramente cosa gradita, ma non ho avuto la possibilità di effettuare test in merito 🙂

 

2. SCHERMO E MIRINO

Il mirino elettronico è migliorato ulteriormente e questa volta devo dire che è stato svolto un egregio lavoro da parte di Fuji: definizione elevata, brillante e dotato di un refresh velocissimo, permette di vedere sempre quello che si sta facendo, evitando il fastidioso effetto blackout anche durante la raffica, grazie all’utilizzo dell’otturatore elettronico.

Lo schermo è molto brillante e luminoso, quindi anche in condizioni di luce difficile riuscirai a vedere le immagini senza troppe difficoltà. Quest’ultimo è possibile muoverlo in due direzioni, quindi potrai aprirlo in modalità classica, cioè orizzontale, oppure in modalità verticale, come sulla precedente XT-2.

 

Display orientabile su tre assi
Display orientabile su tre assi

3. AF

Anche l’AF è decisamente migliorato: adesso è più rapido, copre il 100% del sensore ed è stato implementato il sistema di riconoscimento facciale con la possibilità di riconoscimento dell’occhio, sia in modalità scatto singolo che continuo. Posso dire che funziona… E anche bene!

 

Potrai scegliere la quantità di punti di messa a fuoco, se coprire tutto il fotogramma, se selezionarne solo una zona o un punto singolo (di cui potrete selezionare la grandezza), se attivare o meno il riconoscimento dei volti ed aggiungere quello degli occhi, potendo scegliere anche tra destro e sinistro. Però un consiglio voglio dartelo: l’AF è abbastanza complesso e completamente personalizzabile soprattutto nella modalità ad inseguimento, che ti permette di tararne anche la sensibilità, quindi leggi bene il manuale e fai delle prove 😉

 

4. SIMULAZIONI PELLICOLA

Se ti piace scattare in JPG, questa è la tua macchina! 🙂

Ottimo controllo del rumore, possibilità di fotografare con diverse simulazioni pellicola e visualizzarle direttamente nel mirino prima di scattare e poterle personalizzare ulteriormente attraverso il menù Q ad accesso rapido, rendono l’esperienza molto divertente e stimolante e spesso otterrai risultati ottimi senza passare da ore di post per ottenere lo stesso effetto finale 😉

 

5. SUL CAMPO

Ho cercato di testare la macchina su più fronti, senza fermarmi solo sul lavoro in studio. Premetto che ho avuto a disposizione tre ottiche, di cui due le conoscevo piuttosto bene, in quanto hanno fatto parte del mio corredo in passato: il 35 f2, il 50-140 f2.8 ed infine il 23 f1.4, che ero curioso di provare.

Altra doverosa premessa è che scatto sempre in RAW e qualche volta in RAW+JPG, preferendo posticipare gli interventi sul file attraverso Capture One (che oggi, nella sua ultima versione, ha le simulazioni pellicola di Fuji!).

La prima curiosità che ho voluto soddisfare è stata quella di mettere alla prova il nuovo sensore da 26mp in una sessione serale. Fuji ha sempre avuto la grande qualità di produrre file ricchi di dettaglio anche ad ISO elevati e una grana particolarmente fine, che permette di fotografare in tranquillità anche in situazioni difficili a mano libera, senza preoccuparsi troppo di doverlo fare con tempi rischiosi o diaframmi completamente aperti, soprattutto se si usa un’ottica non stabilizzata.

Devo dire che i risultati sono stati all’altezza delle aspettative e anche questa volta Fuji ha fatto un egregio lavoro!

 

La capacità di inseguire il soggetto è cresciuta notevolmente: il nuovo sistema di riconoscimento dei volti funziona molto bene, con la possibilità di riconoscere l’occhio e questa funzione è comodissima nei ritratti a diaframmi aperti, sia in studio che in location. Se pensiamo che a tutto ciò aggiungiamo la possibilità di scattare a 20 fps, rende il tutto potenzialmente una bomba!

Talvolta ho trovato qualche imprecisione in AFC che ha portato ad avere l’immagine non nitida perché leggermente in front o back focus ma, soprattutto in condizioni di luce scarsa o basso contrasto, per il resto l’AF si è comportato egregiamente, non sbagliando un colpo sul punto singolo in AFS.

La terza cosa che ho voluto provare è il tanto sospirato tethering con C1, vera tara per chi lavora in studio e, non ci crederete… Ma funziona (e anche molto bene)! I file arrivano in modo rapido e, dalla versione 12, sono state inserite le simulazioni pellicola presenti anche in macchina!

Il file è molto bello, vi permette di recuperare facilmente le alte luci e di aprire le ombre con una certa tranquillità, scoprendo che anche in aree molto scure esiste un buon dettaglio. La gamma dinamica mi sembra aumentata, anche se non di molto, ma qualche miglioramento si vede 😉

 

6. CONCLUSIONI

La Fujifilm XT-3 è un’ottima macchina, resa ancor più attraente da un prezzo di 1500 €, più basso della sua precedente versione. È bella, ha una discreta ergonomia (che diventa più che buona col grip aggiuntivo) ma soprattutto produce dei file spettacolari ed è un piacere tenerla al collo, oltre a quanto di buono ho scritto sopra nelle varie caratteristiche.

Non aspettarti una macchina semplice: se vuoi imparare a farla funzionare bene, dovrai applicarti, fare pratica e rimetterti a studiare il manuale delle istruzioni, ma ti assicuro che poi ne sarà valsa la pena 😉

Con questa macchina la sensazione è che si “ritorni alla pellicola”, che sia necessario ricominciare a pensare di più prima di premere il pulsante di scatto, cosa che ritengo uno dei pregi principali di questo sistema.

Perchè comprarla?

Fuji ha un sistema di ottime ottiche e offre una scelta molto vasta, è un sistema maturo e completo, che soddisferà le esigenze di tutte le tipologie di fotografia che praticate: dalla natura allo sport, passando al ritratto, still life, moda e paesaggio. Fuji implementa spesso i propri modelli aggiornando il firmware, cosa che tanti altri non fanno, mantenendo i propri corpi al passo coi tempi.

 

È leggera, compatta e potente, quindi anche un’ottima compagna di viaggio per le tue ferie o sessioni di lavoro improvvisate mentre sei in giro 😉

Sinceramente credo sia una macchina adatta ai più, ma non a tutti: chi non richiede molto da se stesso e dalle proprie foto o chi preferisce avere tutti i comandi automatizzati su due tasti e due rotelle, farà fatica a trovare il giusto feeling con questa macchina che richiede invece più impegno e tempo per trovare gli stessi automatismi.

Consiglio a tutti almeno di provarla: se la sentirai tua, non ti deluderà di certo! 😉

Nicola