Interviste
Intervista a Simone Scurzoni

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30/09/2010
Simone Poletti
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Intervista a Simone Scurzoni

Nella serie di interviste di FotografiaProfessionale dedicata a fotografi professionisti specializzati nei diversi campi, dopo Max Costoli (Moda) e Alessandro Rizzi (Street & Reportage),

© Simone Scurzoni

incontriamo oggi un giovane fotografo che ha fatto un percorso piuttosto singolare, riuscendo a trasformare una passione in un lavoro, Simone Scurzoni.

Simone si dedica principalmentre alla fotografia di matrimonio, con un approccio inusuale e innovativo per il mercato italiano, più assimilabile al reportage che alla foto di cerimonia classica.

Abbiamo chiesto a Simone di rispondere a qualche domanda proprio perchè la sua storia professionale rispecchia un po’ quella di molti di voi,
appassionati di fotografia che, con impegno, dedizione e buone idee, cercano di trasformare la passione in un lavoro vero e proprio.

FP: Ciao Simone, e benvenuto in FotografiaProfessionale, raccontaci un po’ di te, chi sei e di cosa ti occupi?

SS: Ciao, sono un ragazzo di 35 anni, sono appassionato di fotografia, e da alcuni anni mi occupo professionalmente di fotografia di matrimonio (ebbene sì, la tanto bistrattata fotografia di matrimonio, a me piace tantissimo!)

FP: La tua storia professionale come fotografo è abbastanza singolare, stai realizzando il sogno di molti appassionati, come è avvenuto il passaggio dalla passione alla professione?

© Simone Scurzoni

SS: Sì, sto cercando di trasformare una passione in un business, e per ora i risultati sono incoraggianti. Per vivere facevo (e faccio ancora, anche se in parte) tutt’altro. Ma davvero tutt’altro… Poi la passione per la fotografia e la voglia di vivere facendo quello che amo mi hanno portato ad entrare a piccoli passi sempre di più nel mondo della fotografia di matrimonio. Ho seguito un percorso assolutamente non convenzionale, per esempio non ho mai fatto da assistente a fotografi professionisti, come solitamente accade. La mia gavetta è tutti i giorni, sul campo. Diciamo che mi sono buttato, con un bel po’ di impegno, sacrifici e rischiando in prima persona. Mi sento davvero all’inizio di questa avventura, ma per ora la soddisfazione è tanta!
FP: Hai reinterpretato il modo di fare fotografia nel settore “wedding”, il tuo stile è particolare, personale, come vedi la foto di matrimonio oggi?

© Simone Scurzoni
© Simone Scurzoni
© Simone Scurzoni

SS: Studio costantemente il lavoro di grandi esponenti del settore, specialmente oltreoceano (dove a mio parere nella foto di matrimonio sono un po’ più avanti) e questo forse mi ha fatto acquisire  uno sguardo un po’ diverso da quello che siamo abituati ad associare ai fotografi di matrimonio tradizionalmente intesi. Ho sempre cercato di avere un approccio aperto alle nuove idee, di non pormi limiti, di infrangere le regole. Amo la fotografia di matrimonio perchè dentro, se vuoi, ci trovi tutti i generi di fotografia: il reportage, il ritratto, la moda, persino lo still-life! Credo che sia una palestra straordinaria per un fotografo e permetta di dare grande spazio alla creatività.

FP: Quali sono stati i fotografi che maggiormente hanno influenzato il tuo stile e quali quelli che oggi ritieni gli “astri nascenti” della fotografia?

SS: Cartier Bresson fra tutti, quando penso a come comporre un’immagine immagino di averlo alle spalle che mi dà indicazioni!
Poi amo i grandi fotografi di reportage come McCurry, Allard, Harvey, Nachtwey. Ma in fondo, credo di aver cominciato ad amare la fotografia grazie a Luigi Ghirri.. le sue foto continuano a commuovermi. Tra gli astri nascenti citerei Ryan Brenizer, wedding photographer di New York, che ho conosciuto personalmente qualche tempo fa. lo considero un po’ il mio ispiratore, specie dal punto di vista del business. Se ho deciso di buttarmi in questa avventura è principalmente colpa sua!

© Simone Scurzoni

SS: Mi ritengo sia istintivo che pianificatore: anche se ormai conosco a memoria le fasi di un matrimonio, mi piace andare in cerca di momenti speciali, quelli più emozionanti, che non sai mai quando capitano. Poi se mi viene l’idea di uno scatto cerco di realizzarla creandone le condizioni ideali. Non sono un fanatico della tecnica, tutt’altro. Ritengo fondamentale conoscerla e padroneggiare la propria attrezzatura, ma sapersi adattare è tutto. Come dice il mio amico Ryan, se il fotografo da sala di posa è come uno scenziato di laboratorio, il fotografo di matrimonio è McGiver!

FP: Ho notato che le tue immagini hanno una qualità compositiva importante, cos’è per te la composizione in fotografia? E quanto conta?

SS: E’ fondamentale. Per come la vedo io, una composizione forte è ciò che di fronte a un’immagine ci tiene incollati. E’ ciò che ci obbliga a soffermarci su un’immagine anzichè sull’altra. Tutto il resto, il soggetto, la correttezza tecnica, il fuoco, la postproduzione.. tutto è importante per far sì che una buona immagine diventi un capolavoro, ma una composizione forte è metà dell’opera, forse anche di più.


FP: Con che macchina scatti? Come si compone l’attrezzatura fotografica di Simone Scurzoni?

SS: Ti dirò che non sono un maniaco dell’attrezzatura, infatti ho un corredo molto scarno. Quello che mi serve e nient’altro. Faccio il il 90% di un matrimonio con la mia Nikon D700 + Nikon 24-70 f2.8, e con il flash Sb900. Poi ho un corpo di riserva e qualche obiettivo fisso, inoltre porto sempre dietro il mio “cinquantino”, obiettivo secondo me fantastico per imparare a comporre bene. Presto implementerò il kit con il 70-200 f.2.8, ma cerco comunque di ridurre al minimo l’attrezzatura. Voglio stare concentrato sullo scatto, non su quale obiettivo montare.

FP: Facciamo uno dei nostri giochi preferiti, sei in partenza per un viaggio e puoi portare con te solo un’ottica… che obbiettivo scegli, e perchè?

SS: Senza dubbio il 24-70 f 2.8. È un po’ pesantino, ma con lui sei a posto in ogni situazione!

FP: Cos’è secondo te che fa la differenza fra un bravissimo appassionato di fotografia e un professionista? Qual’è il passo da fare per salire quel gradino? È un passo più mentale o di tecnica pura?

SS: La tecnica non la metterei al primo posto nella scala dei requisiti, almeno per quanto riguarda la fotografia di matrimonio (ma forse anche per altri generi)  Il business della fotografia è (anche e soprattutto) altro, e me ne sto accorgendo proprio in questo momento mentre cerco di intraprenderlo. Un conto è saper scattare una foto eccellente, un altro è produrre costantemente 200 buoni scatti per ogni matrimonio, consegnando velocemente un lavoro di qualità, e guadagnarci pure! Sinteticamente, direi che le abilità principali sono massima flessibilità e capacità di adattamento, capacità di relazione, estremo orientamento al risultato e soprattutto una buona conoscenza delle regole di marketing. Anche fare belle foto, poi, non guasta…


FP: Cosa consiglieresti oggi ad un fotografo che voglia trasformare, come stai facendo tu, la passione in mastiere vero e proprio?

SS: Posso dirti quello che – per così dire – consiglio a me stesso. Mi domando tutti i giorni “che cosa vorrebbe un cliente per assumermi?” Poi passo il resto della giornata cercando di darglielo

FP: Domanda d’obbligo, sai che FotografiaProfessionale si occupa di fotografia e di post-produzione, che rapporto hai con il fotoritocco? Cosa pensi della post-produzione, e che uso ne fai?

SS: Ritengo la postproduzione, oggi, uno strumento assolutamente fondamentale e irrinunciabile per un fotografo, amatore o professionista che sia. Non sono nè un fanatico nè un super esperto di postproduzione, ma uso quotidianamente diversi software per l’editing digitale. Per quanto mi riguarda, l’obiettivo è produrre belle immagini e rendere felici i miei clienti. Tutti gli strumenti che mi aiutano a farlo sono benvenuti!
FP: L’evoluzione del tuoi lavoro è stata piuttosto rapida, e ora? Prossimi passi e progetti per il futuro?

SS: Sicuramente rendere questa attività un business stabile, e so che non è una passeggiata. Poi te la butto lì, il mio sogno sarebbe diventare un “destination wedding photographer” e andare a scattare matrimoni in giro per il mondo… per ora il posto più lontano è stata Reggio Calabria, ma facciamo un passo alla volta!

Grazie a Simone per il tempo che ci ha concesso e per le interessanti riflessioni ed esperienze.

A presto su FotografiaProfessionale per novità e contenuti utili!

Simone Poletti

Foto per gentile concessione di Simone Scurzoni ©. Tutti i diritti riservati.