Tecnica Post-Produzione
Lettera ad un vecchio amico, nel giorno della sua festa.

CARO AMICO TI SCRIVO

21/02/2015
Simone Poletti

Lettera ad un vecchio amico, nel giorno della sua festa.

Ciao amico mio, ho deciso di scriverti, era tanto che non lo facevo e credo che sia il momento giusto per riprendere i contatti, anche in via epistolare.

Oggi è la tua festa, e quindi ti festeggio.

In realtà è stata un paio di giorni fa, ma io riesco a scriverti solo oggi e spero mi perdonerai.

Ho deciso di scriverti sul blog di FotografiaProfessionale.it, quindi non siamo soli. Questo solo per dire che, se ti sembro più freddo e compassato del solito, è solo perché non voglio metterti in imbarazzo davanti ad altri e non posso usare il nostro solito linguaggio 😉

Riprendo il filo, scusami, dicevo: oggi è la tua festa e quindi ti festeggio.

Ricordo quando ci siamo conosciuti (l’ho già raccontato su queste pagine), era una giornata di gennaio di tanti anni fa e ci presentò Pierluca, un amico comune.

Devo ammettere che in un primo momento non mi sei piaciuto, anzi, mi stavi proprio un po’ sulle balle (ecco vedi che non riesco a tenere un certo linguaggio…). Mi sei sembrato un tipo complicato, supponente e, diciamocelo, anche abbastanza inutile. Ma eravamo tutti e due piccoli, tu davvero giovanissimo, io avevo appena finito il militare, ero pieno di testosterone e volevo diventare il nuovo Norman Rockwell… quindi a cosa mi servivi tu? E come ti devo essere sembrato io? Inesperto e impacciato, goffo e presuntuoso.

Ma, volenti o nolenti, siamo stati costretti a vederci tutti i giorni per ore e ore, a strettissimo contatto. Quando si parla di lavoro cerco di essere professionale, e cercavo di esserlo già da allora: eri parte di un impegno che mi ero preso e quindi decisi che ti avrei conosciuto e che, anche se tu facevi lo scontroso, avremmo trovato il modo di andare d’accordo.

Non te l’ho mai detto, ma la realtà è che già il secondo giorno avevo capito che saremmo diventati amici. Al terzo giorno avevo ben chiaro che avresti potuto essere importante nella mia vita. Dopo una settimana era ovvio che non ci saremmo più lasciati.

Dopo i primissimi giorni, come in tutte le grandi amicizie, esplose un grande entusiasmo reciproco e passammo insieme più tempo di quanto avremmo dovuto e, io per primo, mi lasciai trascinare esagerando nell’interazione. Ma è normale che sia così, quando si scopre qualcosa di nuovo.

Fu uno scoprirsi reciprocamente piano piano e a volte in modo frenetico, giocando e provando cose nuove e sempre più ardite, con sempre più entusiasmo.

Tu poi, devo confessartelo, eri davvero figo: nessuno faceva quello che facevi tu e, come tutti quelli che ti incontrano la prima volta, mi sembrasti davvero un tipo straordinario.

Un po’ come quel cugino figo e un po’ “punk” che tutti abbiamo avuto… Tranquillo, penso anche oggi che tu sia straordinario e mi fai ancora sorridere ogni volta che ti vedo, e mi fai fare ancora “Ooooh!” quando ti presenti con una delle tue novità rivoluzionarie.

Ripensandoci adesso, da giovane eri anche un po’ buffo: avevi un livello solo, o quello o niente, e anche pochissimi strumenti. Dovevo fare tutto lì, su quell’unico livello, e tante volte ho dovuto ricominciare da capo perché gli errori erano reversibili solo per… un passo. Non puoi immaginare la mia gioia quando il mio amico Cristiano mi ha fatto vedere la tua nuova versione, quella in cui vennero introdotti i livelli: che figata! Da quel giorno ho capito che davvero avremmo potuto fare cose straordinarie.

Ed il giorno in cui ti sei presentato con la “storia” e la possibilità di ritornare indietro per almeno 20/30 passi… che meraviglia e che felicità!

Ricordi quante maledizioni ti ho tirato, quante volte abbiamo litigato e quanti insulti ti sei preso? E certo, ti chiudevi all’improvviso, magari dopo che ero riuscito finalmente a fare ciò che volevo, dopo ore e ore di duro lavoro. Sì, è vero, ero coglione io che non salvavo, ma sai che quando mi concentro su un ritocco o su un’illustrazione mi estraneo dal mondo e non mi accorgo più di nulla, il tempo passa e io sono lì, solo con te, non sento e non vedo nessun altro. Beh, che bello poi quando ti hanno dotato del salvataggio automatico!

Ancora oggi ci troviamo a litigare, ogni tanto, perché qualche bug lo hai sempre avuto e più cresci e peggio è.

Già, perché di tempo ne è passato tanto e quasi mi commuovo se penso a quanto eravamo giovani e pieni di entusiasmo e voglia di conquistare il mondo. Beh, si può proprio dire che tu ci sia riuscito, a conquistare il mondo. Certo, come tutti quelli che hanno un grande successo, hai i tuoi detrattori e tanti di quelli che oggi si chiamano hater… ma cosa ci vuoi fare, c’è un sacco di gente che non ti capisce, più che altro perché si fa prima ad odiarti e a scrivere frasi dogmatiche e offensive piuttosto che mettersi lì a studiarti, a capire come funzioni e tutte le meraviglie che puoi fare se si cerca di esserti amici.

Come dicevo, è il destino di tutti quelli che hanno successo, pensa che ne ho anche io qualcuno, anche se più che altro mi odiano perché parlo sempre di te 😉

Tu hai conquistato il mondo e diverse generazioni di ritoccatori, di grafici, di fotografi. Qualcuno sostiene che tu abbia cambiato anche la fotografia per come viene concepita, e in parte credo che sia anche vero. Quantomeno, hai dato l’opportunità a quei fotografi che hanno creatività e idee, di avere a disposizione lo strumento per trasformare la fotografia. Qualcuno sostiene che la fotografia tu l’hai rovinata, ma rimango della stessa idea: la fotografia può essere trasformata, migliorata e rovinata solo dai fotografi. Tu, amico mio, come una macchina fotografica, sei solo uno strumento. Solo più intelligente e figo degli altri strumenti 🙂

Ne hai fatta di strada, e un po’ ne ho fatta anche io: non ho conquistato il mondo (non ancora) ma il blog che stai leggendo è diventato importante per chi ama la fotografia e la post e di questo vado molto orgoglioso. Pensa che passo ancora le giornate a scoprirti, perché non si finisce mai di sperimentare e imparare, con te. Ogni giorno dedico un po’ di tempo a cercare tecniche nuove e a svilupparne di altre, magari imparate da un collega, a pensare come ottenere il massimo da te e da tutti gli strumenti nuovi e fantastici che mi metti a disposizione.

Pensa che una delle attività che mi appassionano di più e che impiegano la gran parte del mio tempo, in modo divertente e spero produttivo, è aiutare gli altri a scoprire tutti tuoi segreti e tutte le possibilità che offri a chi ti voglia essere amico. A volte mi sento un po’ l’evangelista di una religione, il missionario che si reca nelle terre selvagge per portare la parola del suo profeta. Beh, a parte i paragoni blasfemi, è davvero bello vedere gli occhi delle persone, dei fotografi, che si illuminano quando capiscono quanto tu li possa aiutare.

Per questo sono molto orgoglioso di te, di ciò che sei diventato in questi anni, e sono molto orgoglioso anche di ciò che sono diventato e del lavoro che ho fatto insieme a te e che continueremo a fare sempre meglio, spero. Mi rendo conto che a volte sembro un po’ sentimentale e che, in fondo, sei solo un software, ma quasi 25 anni di vita insieme non davvero poca roba e quindi mi sarà perdonata un po’ di enfasi.

Sono passati davvero tanti anni da quel 1992, le cose sono cambiate e siamo invecchiati, tutti e due.

Tu sei invecchiato bene amico mio, sei come il vino e più cresci più migliori e diventi grande e forte. Ogni tanto spunta un giovane carneade che, si dice, ti soppianterà e prenderà il tuo posto; hai perso un po’ di posizioni rispetto a tuo cugino, che si occupa solo di RAW, ma rimani insostituibile e necessario per chi, come me, vuole avere sempre il massimo del controllo e il massimo degli strumenti a sua disposizione.

Per quanto si possa dire che sei grande e troppo complicato, che sei costoso (ormai non più dai) e, secondo alcuni, addirittura dannoso, sono sempre di più quelli che ti apprezzano per la tua affidabilità e la tua innata professionalità. In questi anni hai fatto la fortuna di tanti fotografi, hai salvato il posto di lavoro a modelle e attrici, aiutato a costruire la fama di star del cinema e starlette da calendario, inventato una disciplina (la PostProduzione) e diversi mestieri. Pensa che in questi giorni stiamo persino preparando una scuola (una vera e propria Accademia) che sarà in gran parte dedicata a te e a tutte le tecniche che permetti di creare e applicare.

Sì, sei proprio invecchiato bene, e continua a farlo perché ho ancora bisogno di te. Anche oggi che “sei volato sulla nuvola” e domani che… chissà 😉

Insomma vecchio amico mio, oggi è la tua festa e io ti festeggio e ti ringrazio.

 

Photoshop compie 25 anni, e da almeno 23 mi accompagna nella vita professionale. Da almeno 23 anni è per me una passione oltre che uno strumento di lavoro.

Oggi festeggio e faccio gli auguri anche a te, che magari Photoshop lo conosci da poco, o che forse lo odi proprio.

A presto e… tanti auguri Photoshop.

 

Simone Poletti