Fotografia
Prendi una decisione, datti un… obiettivo!

E SE FOSSE SOLO UNO?

11/02/2015
Gloria Soverini

Prendi una decisione, datti un… obiettivo!

Qualche notte fa mi sono svegliata di soprassalto ad un orario improponibile perché avevo fatto un brutto sogno, anzi, un vero incubo: venivo contattata dallo studio fotografico di matrimoni con cui collaboro per un servizio dell’ultimo secondo. Mi venivano fornite poche spiegazioni: vai al tal indirizzo, troverai Francesco e ti dirà cosa c’è da fare. Parti immediatamente, comunque dovrai fare solo qualche scatto.

Mi viene dato ad intendere che non si tratta di un matrimonio, ma di altro.
Vuole il caso, la trama malefica dell’incubo, che avessi in quel momento a disposizione solo il corpo macchina ed un obiettivo, per l’esattezza il 70-200 f2.8; nessun flash, nessuna batteria di ricambio, una sola scheda da 16GB. Non ho alternative, mi reco al luogo designato sperando che la situazione non sia quello che scoprirò essere… un matrimonio!!!
Cosa vuoi che faccia con un 70-200 f2.8 ad un matrimonio?!
Bene, dopo un tempo che non si sa mai quanto sia davvero perché, comunque, stai dormendo, mi sveglio con ancora forte la preoccupazione provata del non essere all’altezza della situazione e del lavoro che mi era stato chiesto di portare a termine.

Sigma 70-200 f2.8
Sigma 70-200 f2.8

Il giorno successivo mi sono chiesta: al di là dei matrimoni e degli altri servizi di cui mi devo occupare per lavoro, cosa farei in una situazione di totale libertà creativa avendo a disposizione un solo obiettivo? Se mi fosse dato scegliere, quale porterei con me durante una passeggiata in città, o un evento pubblico?
Non ho potuto fare altro che dare il via ad una trattazione interiore, perché il mio parco ottiche è composto dai più diversi obiettivi (Canon 24mm f2.8, Canon 50mm f1.8, Canon 24-70 f2.8, Canon 85mm f1.8, Sigma 70mm f2.8 e Sigma 70-200 f2.8) e per ognuno ho una destinazione ben precisa; soprattutto, non ho mai un solo obiettivo con me per cui solitamente scelgo quello più adatto a seconda del contesto, dello “spazio di manovra” in cui posso muovermi e del tempo che ho a disposizione per cambiarlo.
Tu, invece, ti dai più scelta possibile o cerchi di restringere il campo sempre e comunque, portando con te i tuoi obiettivi preferiti a prescindere? 🙂

La prima risposta a quale unico obiettivo sceglierei di usare che mi è venuta in mente è dare la mia preferenza ad uno zoom standard, nel mio caso specifico al 24-70; si tratta di uno degli obiettivi più versatili che io abbia: lo uso ai concerti in zona sottopalco, ai matrimoni nei momenti in cui so di non potermi permettere di cambiare lente, nelle situazioni di reportage (come ad esempio quando scatto le foto di “backstage” dei nostri workshop) quando mi muovo con la macchina fotografica a tracolla e niente zaino.
Non a caso si tratta di uno degli obiettivi più venduti: versatilità, nitidezza e luminosità ne fanno un ottimo acquisto per molti 🙂
In generale, se non potessi portare con te altro che un solo obiettivo, credo che puntare ad uno zoom standard, o magari un tele zoom, sarebbe una scelta naturale perché ti dà la sicurezza di poter scattare quasi qualsiasi cosa, sempre e comunque.

Canon 24-70 f2.8
Canon 24-70 f2.8

Poi ho pensato: perché preferire la sicurezza di portare a casa decine e decine di scatti, di puntare al numero, piuttosto che alla qualità (tecnica e compositiva) delle foto in sé? Perché non preferire una focale fissa?
Sto parlando degli obiettivi fissi tenendo in considerazione le lunghezze da 24mm a 85mm, ovvero quegli obiettivi di più largo uso che possono essere sfruttati “fuori casa” in qualunque situazione (dal 100mm in poi si tende ad un utilizzo più limitato, dal macro al ritratto, fino alla foto sportiva e naturalistica con lenti dai 200mm in su).

Come mi è capitato di dire ad un’amica (conosciuta al primissimo workshop di FotografiaProfessionale, quando anche io ero dietro ai banchi!), l’ottica fissa è più onesta; lo credo fortemente.
Ma cosa significa?

Dal mio punto di vista, ma credo di non essere l’unica a pensarlo o magari non proprio in questi termini, l’ottica fissa è onesta perché obbliga sempre a prendere almeno due decisioni:
– la prima è quella che prendi nel momento in cui scegli di lasciare a casa lo zoom. È qui che decidi che tipo di foto farai, tu in prima in persona, senza necessariamente aspettare che capiti nel tuo campo visivo qualcosa che potrai raggiungere semplicemente girando una ghiera;
– la seconda è quella che prendi quando decidi di… fare qualche passo avanti o indietro per inquadrare il tuo soggetto nel mirino – eh sì, perché l’ottica fissa ti spinge ad agire in prima persona, tu e le tue gambe, nessuna scappatoia.

A volte ho la percezione che usando un obiettivo zoom si perda un po’ il senso della composizione, come se “bastasse avvicinarsi” al soggetto, fino a quasi toccarlo, per portare a casa la foto (più spesso le foto, perché muovere la ghiera richiede meno sforzo che avvicinarsi e allora la tendenza è quella di scattare di più), come se avere fotografato la tal cosa, anche se distante, fosse già un successo di per sé.
Ti è mai capitato di pensarlo?
Del resto, lo zoom serve proprio a quello: fotografare un soggetto che siamo impossibilitati a raggiungere fisicamente – ma, questo, non dovrebbe impigrirci nelle situazioni di maggior libertà 🙂

Canon 50mm f1.8, o "cinquantino", tra i più amati!
Canon 50mm f1.8, o “cinquantino”, tra i più amati!

Canon 85mm f1.8
Canon 85mm f1.8

Con l’obiettivo fisso, invece, le cose si complicano decisamente: se non puoi appellarti alle “focali mancanti”, non ti rimane che utilizzare, come direbbe Simone Conti, gli zoom che hai in dotazione.
“Zoom left” e “zoom right”… hai capito a cosa mi riferisco? 😉
Il tuo soggetto è troppo vicino o troppo lontano? Dovrai TU allontanarti o avvicinarti ad esso, con uno sforzo che va ben oltre il compiere qualche passo in una data direzione; infatti, muoverti implica che devi avere l’esatta percezione dello spazio che ti circonda e che devi sentire la tua fisicità, il tuo esserci materialmente.
Con uno zoom sei “virtualmente incorporeo”, o quasi…. non è vero? 😀

Inoltre, se stai usando un fisso grandangolare, come un 24mm, e vuoi fotografare una persona in modo tale che il viso sia quantomeno riconoscibile, dovrai avvicinarti parecchio e questo significa spesso che non potrai nasconderti dietro ad un albero per non farti vedere.
“Ehi, sono qui, ti sto fotografando!”
Se si tratta di un contesto in cui le persone si aspettano di essere fotografate (matrimoni, vernissage di mostre, eventi pubblici in generale), allora non avrai grossi problemi in questo, ma se stai passeggiando per una città ed una persona ti colpisce per una qualche caratteristica particolare, dovrai armarti di coraggio e… interagire!

Canon 24mm f2.8
Canon 24mm f2.8

Ecco, insomma, perché dico che l’ottica fissa è più onesta: sei più onesto tu con le tue intenzioni ma lo sei anche con gli altri.
Almeno quando fotografiamo per piacere personale, scegliere di lasciare a casa lo zoom significa probabilmente rinunciare a qualche scatto, ma di sicuro ne trarrà giovamento il nostro occhio e, perché no, anche una eventuale timidezza; credo che siamo troppo abituati a fare foto senza pensare, con il solo intento di portare a casa qualcosa di abbastanza soddisfacente quel tanto che basta ad avere una prova di ciò che abbiamo fatto, di quello che abbiamo visto, ma questo NON è necessario!
La selezione delle foto migliori non si fa soltanto dopo aver scaricato la scheda, ma già da prima di scattare 😉

Quindi lo chiedo a te: in una situazione di totale libertà creativa, quale unico obiettivo sceglieresti di avere con te?
Che tipo di fotografo sei?
Aspetto i tuoi commenti!
Gloria