Fotografia
Sono brutta, sono grassa, non ho nulla da mettermi…

SONO BRUTTA, SONO GRASSA, NON HO NULLA DA METTERMI…

10/01/2014
Simone Conti
2 commenti ]

Sono brutta, sono grassa, non ho nulla da mettermi…

Ti è mai successo di trovarti a pensare o dire una frase simile? Per mia esperienza ai maschietti capita un po’ meno spesso, alla femminucce un po’ di piu… 🙂 e ai fotografi? Ai fotografi capita di subirne gli effetti quando ci si ritrova innanzi a una sessione di ritratto.

L’abito, nel ritratto, fa decisamente il monaco. Nella fotografia di ritratto manca la parola, manca l’atteggiamento che si evince dai gesti durante una conversazione. Nella fotografia di ritratto, quello che “passa”, è pura esteriorità. Si tratta di una commistione di posa e aspetto esteriore dato dal vestiario, dal setup, dall’ambiente… dalle luci!

Da un po’ di tempo mi ritrovo a pensare a questi argomenti e, come saprai, ne ho parlato recentemente nel mio articolo «È un po’ come andare dal medico…».

Oggi vorrei darti alcuni semplici suggerimenti a proposito degli outfit nei ritratti sulla base della mia esperienza e mostrarti come una fotografa inglese (a mio parere bravissima) approccia la “gestione dell’abbigliamento” nei suoi scatti.

Sai bene quanto sia importante che il soggetto dei tuoi ritratti sia rilassato per poter apparire al meglio negli scatti. L’abbigliamento, se contribuisce a fare sentire a proprio agio la persona che stai ritraendo, agevola il relax.

Se fai indossare giacca e cravatta a uno sportivo abituato a vestirsi con t-shirt e jeans probabilmente dovrai fronteggiare due disagi: il disagio di trovarsi davanti all’obiettivo e il disagio dell’abbigliamento al quale non è abituato.

Mi dirai… «Non è un mio problema se si sente a disagio! Io devo realizzare uno scatto in questo modo!»

Ti rivelo un segreto… È UN TUO PROBLEMA! 🙂

Si tratta di una questione che ti compete perché si tratta di qualcosa che va a influenzare la qualità del tuo lavoro, soprattutto andrà a influenzare la qualità del risultato del tuo lavoro… non da ultimo influenzerà la soddisfazione del tuo Cliente.

Se possibile, fa in modo che la persona che devi ritrarre abbia con sè due o tre outfit diversi secondo i propri gusti, ma consigliagli anche di portare con se degli abiti (oltre a quelli di suo gusto) che tu ritieni opportuni per ritrarla al meglio.

A volte un consiglio “dall’esterno” può aiutare le persone a individuare degli abiti che generalmente non indosserebbero e che sono in grado di valorizzare il loro fisico o inserirle al meglio in un contesto “estetico” che renderà migliore i ritratti che andrai a realizzare.

Rimangono validi tutti i consigli e i suggerimenti che sono solito dare quando si approccia il ritratto (li trovi tutti nel mio video-workshop “Consigli Luminosi per Ritratti Illuminanti”). Tra i vari ti ricordo: parla e cerca un feeling fin da subito, rimani rilassato per favorire il relax di chi ritrai, ma soprattutto… sappi che gli ultimi scatti della sessione saranno SEMPRE (o quasi 🙂 ) i migliori! Al termine della sessione di scatto il feelling è migliore, c’è più confidenza e si è più rilassati davanti alla macchina.

Per quanto concerne l’abbigliamento quindi tieni presente questa realtà: sappi che utilizzare per primo l’outfit secondo te più adeguato è una pessima scelta. Tieni il look “migliore” per la fine… otterrai risultati decisamente più soddisfacenti!

Se poi gli abiti che hai deciso di adottare per il ritratto sono un po’ al di fuori della zona di comfort del tuo soggetto, tenerli per l’ultima fase di shooting, ti aiuterà a farglieli indossare in modo più agile e li accetterà in modo decisamente più tranquillo e rilassato! 😉

Poi gli abiti possono essere veramente stravaganti e meravigliosamente complessi… prova a dare uno sguardo al lavoro di Kirsty Mitchell!

Cosa ne pensi? Qual è il tuo rapporto con l’abbigliamento nel ritratto?

Ciao e buone foto

Simone Conti