Storia della fotografia
Storia della Fotografia: Elliott Erwitt

ELLIOTT ERWITT

10/01/2019
Francesca Pone

Storia della Fotografia: Elliott Erwitt

Anno nuovo, vita nuova. Così si è soliti dire 🙂
Ma il format di FotografiaProfessionale tutto dedicato alla Storia della Fotografia rimane: questa volta parliamo del fotografo statunitense Elliott Erwitt 🙂

 

I suoi scatti, per ancora poco tempo, sono in mostra fino al 27 Gennaio al Castello Visconteo di Pavia: si tratta di settanta scatti che ti permetteranno di ripercorrere la storia del costume del Novecento attraverso l’ironia e la spontaneità che hanno sempre contraddistinto Erwitt.

 

Autoritratto di Elliott Erwitt, New York (2009)
Autoritratto di Elliott Erwitt, New York (2009)

 

Il suo vero nome è Elio Romano Erwitz ed è nato il 26 Luglio del 1928 a Parigi da genitori ebrei di origine russa. Per dieci anni, Elio ha vissuto in Italia ma nel 1939 la sua famiglia fu costretta a fuggire in America a causa delle persecuzioni fasciste.

Negli anni successivi studiò Fotografia e Cinema e vantò un’esperienza alquanto insolita: seguì come assistente fotografo l’esercito americano in Francia ed in Germania. Un modo tutto particolare di vivere sulla propria pelle gli anni della guerra 🙂

 

Anche in situazioni di guerra, dove prevalevano le armi, Erwitt donava ai suoi scatti un aspetto buffo ed ironico, tralasciando la tristezza ed il dolore che si provava a vivere eventi così difficili.

 

Elliott Erwitt, Fort Dix, New Jersey (USA), 1951
Elliott Erwitt, Fort Dix, New Jersey (USA), 1951

 

 

Negli anni, Elio ebbe modo di incontrare fotografi di grande fama come Robert Capa e Roy Stryker, che lo assunse per collaborare con lui ad un progetto fotografico; successivamente, ormai affermatosi come fotografo freelance, iniziò a collaborare con numerose riviste statunitensi e aziende tra cui compagnie aeree come l’Air France e KLM ✈️

 

“La fotografia è tutta qui: far vedere ad un’altra persona quel che non può vedere perché è lontana, o distratta, mentre tu sei stato fortunato e hai visto.”

 

Nel 1953 ci fu una svolta: Erwitt fu congedato dall’esercito e, sotto consiglio di Capa, entrò nella prestigiosa agenzia Magnum Photos che gli assegnò vari progetti fotografici in giro per il mondo; questo permise al fotografo di acquisire una grande visibilità. Ancora oggi, ormai novantenne, Elliott fa parte dell’agenzia che lo riconosce come uno dei massimi esponenti nel mercato della fotografia.

Negli anni Settanta egli si dedicò anche alla sua passione per il cinema: nel 1970 fu operatore addetto alla camera di “Gimme Shelter” e realizzò “Arthur Penn: the Director”, cui fecero seguito “Beauty Knows No Pain” e “Red, White and Bluegrass”. In svariate occasioni, inoltre, fu accreditato come fotografo sui set cinematografici 🎥 

 

Nei suoi sessant’anni e più di carriera ha avuto modo di raccontare la storia contemporanea attraverso il suo obiettivo fotografico e ha avuto occasione di fotografare grandi star come l’attrice Marylin Monroe, Jackie Kennedy al funerale del marito, il rinomato incontro di pugilato tra Muhammad Alì e Joe Frazier e persino Che Guevara!

 

Il suo segreto?

Saper cogliere l’attimo giusto 🙂

 

 

 

E l’attimo giusto l’ha saputo cogliere anche con il celebre scatto del confronto fra Nixon e Kruscev, che ha fatto il giro del mondo ed Elliott lo racconta così:

 

Nixon e Kruscev, Elliott Erwitt
Nixon e Kruscev, Elliott Erwitt

“Ero a Mosca per fotografare frigoriferi ad una fiera di prodotti americani. Lì vidi Nixon puntare il dito contro Kruscev, si misero a discutere proprio davanti a me. Io mi preoccupavo solo di trovare una buona inquadratura. Nixon, invece, utilizzò il mio scatto per la sua campagna elettorale: per fortuna quella volta non vinse. Ecco quella foto ha mosso qualcosa, ma io non c’entro.”

 

La fotografia di Elliott Erwitt non è frutto della progettazione, è una fotografia spontanea e che va oltre la volontà dell’artista, in grado di cogliere anche buffi giochi di prospettiva: fotografare come lui, di certo, non è una cosa da tutti 🙂

Ottenere scatti come i suoi è frutto di istinto, di fortuna e di un occhio che sa cogliere l’attimo: il tempo è vano, scorre veloce… Eppure Erwitt è in grado di fermarlo ed immortalare istanti inaspettati per renderli visibili a chi, per sfortuna o per distrazione, non ha goduto del suo stesso momento.

Non c’è interesse per il paesaggio nella sua fotografia, che racconta una commedia umana a cui prendono parte uomini e animali: in particolare, Erwitt è sempre stato appassionato di cani e a loro ha dedicato ben quattro diversi libri, oltre che innumerevoli scatti 🐶

 

 

Nonostante i suoi anni, ancora oggi si dedica con passione e dedizione ad un’arte meravigliosa come la fotografia 🙂

 

Hai già visitato la sua mostra a Pavia?

Qual è l’aspetto che ti piace di più della fotografia di Erwitt? 🙂

 

“Di me dicono che sono un’umorista: la cosa più difficile e utile del mondo è far ridere la gente.”

 

 

Francesca