Storia della fotografia
Storia della Fotografia: Peter Lindbergh

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27/09/2019
Francesca Pone

Storia della Fotografia: Peter Lindbergh

Questo mese ci ha lasciati il fotografo Peter Lindbergh, un’icona nella fotografia pubblicitaria e di moda.

A lui ho deciso di dedicare il format di Storia della Fotografia di questo mese, per far sì che ogni amante della fotografia possa conoscerlo un po’ più a fondo e non dimenticarlo mai 😉

 

 

Il fotografo Peter Lindbergh
Il fotografo Peter Lindbergh

 

Peter Lindbergh, pseudonimo di Peter Brodbeck, nasce a Leszno (Polonia) il 23 Novembre 1944.

La Seconda Guerra Mondiale era quasi agli sgoccioli, ma erano tempi piuttosto difficili: suo padre, commerciante di dolci, fu ammazzato da un cecchino e l’episodio segnò la sua infanzia. Poco tempo dopo, la famiglia si trasferì a Duisburg, città della Germania, dove Peter spese gran parte della sua giovanissima età.

Anni dopo, Peter iniziò a lavorare come vetrinista in un grande magazzino e, raggiunta la maggiore età, viaggiò spesso in giro per il mondo.

Poco tempo dopo tornò in Germania, questa volta a Berlino: fu qui che iniziò il suo percorso di studi all’Accademia delle Belle Arti.

 

Una delle sue più grandi ispirazioni?

Van Gogh e i suoi magnifici capolavori.

 

Gli studi, però, non frenarono i suoi viaggi: dopo aver passato un anno ad Arles, si spostò anche in Spagna e fino in Marocco.

Al suo rientro in Germania iniziò poi anche gli studi di Pittura presso l’Università di Krefeld; fu in quegli anni che manifestò grande interesse per la fotografia e si propose come assistente al fotografo tedesco Hans Lux.

L’esperienza con Hans Lux lo incoraggiò, nel 1973, ad aprire il suo primo studio fotografico.

Nel 1978, però, si spostò nuovamente per raggiungere la Francia, il posto perfetto per proseguire la sua carriera da fotografo e lanciarsi nel mercato.

 

Fotografia di Peter Lindbergh - Santa Monica, 1988
Fotografia di Peter Lindbergh – Santa Monica, 1988

 

 

Fotografia di Peter Lindbergh - Santa Monica, 1988
Fotografia di Peter Lindbergh – Santa Monica, 1988

 

“Non sono mica un supereroe, non c’è mai stato nulla di programmato! È che ero stufo di quelle donne in serie, tutte perfette e dai fisici scolpiti”

Raggiungere Parigi fu il punto di svolta della sua carriera: qui iniziò a lavorare per Vogue, prima per l’edizione italiana e poi anche per quella inglese, francese, tedesca e americana.

Ispirato dal cinema tedesco e dal minimalismo, Peter iniziò a realizzare i suoi primi shooting fotografici.

Nel Gennaio 1990 il fotografo ebbe il piacere di realizzare la copertina di Vogue grazie alla richiesta della nuova direttrice Anna Wintour: una copertina da museo, che sancì l’inizio dell’epoca delle Top Model.

 

Peter ridefinì gli standard della Fotografia di Moda, proponendo immagini mai viste prima.

 

I “must” della fotografia di Lindbergh?

Niente trucco esagerato, essenzialità delle forme e delle figure, naturalezza delle pose.

E, aggiungerei, un bianco e nero impeccabile.

 

Il suo modo di lavorare lo distinse da tutti gli altri fotografi perché lui privilegiava l’anima e la personalità, perché certo che ci fosse tanta storia da raccontare per ognuno dei suoi soggetti.

E, dobbiamo dirlo, non si sbagliò per niente.

 

Fotografia di Peter Lindbergh
Kate Moss, Fotografia di Peter Lindbergh, 1944

 

“È responsabilità dei fotografi liberare le donne dal terrore della perfezione e della giovinezza”

 

Fotografia di Peter Lindbergh
Fotografia di Peter Lindbergh

 

Peter offrì una visione della moda della fine degli anni Ottanta senza precedenti: i suoi soggetti apparivano naturali, semplici e veri. Ogni volta, le donne che ritraeva si riscoprivano vere e pure, libere dalla “prigione” della moda.

Davanti all’obiettivo di Lindbergh, oltre a soggetti femminili come Monica Bellucci, Kate Moss, Nicole Kidman e Madonna, passarono anche uomini da sogno come Brad Pitt e John Travolta.

A Lindbergh, inoltre, furono commissionati anche tre calendari Pirelli (fino all’edizione 2017).

 

Dopo il successo avuto con la testata Vogue, il fotografo fu chiamato a collaborare anche con Vanity Fair, Wall Street Journal Magazine, The Face, Visionaire.

 

Nicole Kidman, Calendario Pirelli 2017, Fotografia di Peter Lindbergh
Nicole Kidman, Calendario Pirelli 2017, Fotografia di Peter Lindbergh

 

Quello che mi è sempre premuto mostrare è che la bellezza resta tale anche con le rughe o con i capelli non perfetti”

 

Kiera Chaplin, Calendario Pirelli 2000 in collaborazione con Giorgio Armani, fotografia di Peter Lindbergh
Kiera Chaplin, Calendario Pirelli 2000 in collaborazione con Giorgio Armani, fotografia di Peter Lindbergh

 

Il 3 Settembre 2019, a 74 anni, ci ha lasciato l’uomo che ha saputo costruire e far vedere la sincerità che si nascondeva dietro la finzione della moda.

Grazie a Peter Lindbergh si è diffusa nella nostra società un’immagine pura e realistica di quella che è la donna, libera dai canoni estetici e dal lusso della moda.

 

“La vera bellezza è il coraggio di essere se stessi”

 

Francesca