Storia della fotografia
Storia della Fotografia: Robert Capa

ROBERT CAPA, UNA VITA TRA PROIETTILI E RULLINI

19/04/2019
Francesca Pone

Storia della Fotografia: Robert Capa

So che è da un po’ che mi stai aspettando, in effetti l’ultimo articolo che ho dedicato alla Storia della Fotografia risale a mooolto tempo prima del Photography PRO Day 🙂

Ma sono tornata, non mi sono dimenticata di te…

Il fortunato fotografo di oggi è… Robert Capa!

Via, iniziamo questo viaggio insieme.

 

 

Robert Capa
Robert Capa

A Natale mi hanno regalato un libro che desideravo da un po’, “La ragazza con la Leica” di Helena Janeczek. È lì, sul mio comodino che aspetta io prosegui nella lettura che, per mancanza di tempo, ho fermato.

Lì tra quelle pagine mi è apparso il nome di Robert Capa, immortalato assieme a Gerda Taro.

Fino al 2 Giugno 2019 è in mostra ad Ancona presso la Mole Antonelliana, per cui ho pensato di spronarti ad andare a visitare questa super mostra 😉

“Le immagini sono lì, basta catturarle.”

 

Chi è Robert Capa?

 

Il suo vero nome era Endre Ernő Friedmann, ma tutti noi lo conosciamo con lo pseudonimo Robert Capa, di cui ti parlerò a breve.

Nato nel 1913 a Budapest, Robert è uno dei primi e più famosi fotografi di guerra. Tra i diversi conflitti che immortalò con la sua fedele macchina fotografica, vi sono la guerra civile spagnola e la seconda guerra mondiale.

“Come fotografo di guerra spero di rimanere disoccupato per il resto della mia vita.”

 

Esiliato dall’Ungheria per aver preso parte ad attività studentesche di sinistra, nel 1931 Endre si trasferì a Berlino per studiare giornalismo; poco tempo dopo apprese che l’attività della sartoria di famiglia stava andando male ed era complesso per i suoi genitori mantenerlo economicamente.

Grazie ad un conoscente, riuscì a trovare lavoro come aiutante di laboratorio presso Dephot, una rinomata agenzia fotografica di Berlino: lì fu riconosciuto il suo talento e gli furono affidati alcuni servizi di cronaca locale. Nonostante il suo sogno fosse quello di diventare scrittore, Capa accettò questa nuova “ambizione lavorativa”.

Con l’ascesa di Hitler, però, fu costretto a fuggire da Berlino e scelse come sua nuova casa la cornice di Parigi. Lì diede inizio alla carriera da freelance e incontrò Gerda Taro, una profuga tedesca appassionata anch’essa di fotografia e di cui si innamora.

 

 

Robert Capa e Gerda Taro
Robert Capa e Gerda Taro

 

 

Fu in quel periodo che, a causa della guerra civile spagnola, fu inviato in Spagna per realizzare una serie di servizi fotografici assieme a Gerda, che nel frattempo divenne fotogiornalista indipendente.

Il fotografo fu presente sui vari fronti spagnoli e immortalò le diverse contese che afflissero la Spagna intera in quel periodo. Nel 1937, mentre lui si trovava per lavoro in Francia, Gerda andò per conto suo a fotografare una battaglia a Madrid: la sorte per lei, purtroppo, fu amara e morì schiacciata da un carro armato del governo spagnolo.

Quell’episodio sconvolse la vita di Capa, il quale voleva sposarla, ed il fotografo non si riprenderà mai del tutto dal dolore.

 

 

“Il corrispondente di guerra beve di più, ha più ragazze, è meglio pagato ed ha una maggiore libertà rispetto al soldato, ma in questa fase del gioco, avere la libertà di scegliere il suo posto e di poter essere un codardo senza essere giustiziato, è la sua tortura.”

 

 

È grazie a lei che oggi conosciamo questo famoso fotografo di guerra come Robert Capa. Agli occhi della donna Endre era un giovane promettente, un talento naturale a cui mancava ambizione e coraggio di imporsi all’attenzione pubblica. Iniziò allora a vendere le sue fotografie con lo pseudonimo Robert Capa, un promettente fotografo americano venuto in Europa per raccogliere testimonianze dei tanti eventi bellici.

 

 

Fotografia di Robert Capa
Fotografia di Robert Capa

 

 

Robert viaggiò molto tra Asia ed Europa e nel 1943 realizzò un reportage fotografico sulle vittorie degli alleati in Nord Africa (numerosi i servizi sulle attività belliche degli alleati in Gran Bretagna) e immortalò i successi degli alleati in Sicilia.

Egli non perse mai occasione di essere al fronte, pronto a raccontare la guerra pur rischiando ogni secondo la morte. Le fotografie di Capa raccontano di sofferenza, caos e miseria con un occhio completamente immerso nella realtà; egli infatti limita al minimo i filtri e le barriere tra il fotografo e il soggetto.

 

 

Fotografia di Robert Capa
Fotografia di Robert Capa

 

 

“Se le vostre foto non sono abbastanza buone, non siete abbastanza vicino.”

 

Terminato il conflitto mondiale, Robert Capa diventa cittadino americano e dedica il suo tempo alla redazione delle sue memorie di guerra, che voleva adattare in un copione. Altra grande passione di Capa, infatti, era il cinema: grazie alla relazione con l’attrice Ingrid Bergman, riuscì a scattare alcune foto sul set del film “Notorious” di Alfred Hitchcock.

Nel 1947, assieme all’amico Henri Cartier Bresson e altri colleghi, fondò l’agenzia fotografica “Magnum Photos”. Si dedicò così alla ricerca e promozione di giovani e nuovi talenti nella fotografia, ma non perse occasione di immortalare gli attimi creduli dei conflitti che affliggevano il mondo intero.

 

Fotografia di Robert Capa
Fotografia di Robert Capa

 

Nel 1954 trascorse alcuni mesi in Giappone per fotografare le missioni militari francesi in Indocina. Durante una missione, Capa calpestò una mina anti-uomo e morì facendo il suo lavoro, proprio come la storica compagna Gerda Taro.

 

Robert Capa resterà sempre nella storia come il modello del fotografo di guerra e ancora oggi le sue fotografie ed il suo occhio fatalmente attratto dal pericolo continuerà ad influenzare ancora il mondo del fotogiornalismo 🙂

 

“Questa guerra è come un’attrice che sta invecchiando. È sempre meno fotogenica e sempre più pericolosa.”

 

 

Francesca